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Passione motori: Patrick Dempsey corre sul set (e nella vita) a tutta velocità

Non è solo il dottor Stranamore. L'attore statunitense è un pilota professionista e ha corso la 24Ore Le Mans. Per questo non stupisce di vederlo nell'atteso biopic su Ferrari

di Paco Guarnaccia

Patrick Dempsey.

3' di lettura

Il suo sorriso ha fatto emozionare milioni di spettatori, ipnotizzati davanti alla televisione durante le stagioni in cui Patrick Dempsey ha interpretato il dottor Derek Sheperd nella seguitissima serie Grey’s Anatomy. Prossimamente sarà sugli schermi nell'atteso biopic su Ferrari in cui vestirà i panni del leggendario pilota Piero Taruffi. Ruolo che lo connette all'altra sua grande passione: i motori. E non come pilota della domenica, ma come professionista capace di distinguersi a La 24Ore di Le Mans. 24 Hours lo ha incontrato lo scorso settembre a Roma in occasione dell'apertura della boutique romana di Tag Heuer, brand storicamente legatissimo ai motorsports di cui l'attore è ambassador.

Sei un attore ma anche un pilota: meglio recitare o correre in pista? 

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Ho avuto la possibilità di provare entrambi i ruoli. Certo, la competizione è emozionante! E girare una scena di gara nel film Ferrari di Michael Mann è stato fantastico.

Interpretare il ruolo di Piero Taruffi nel film Ferrari che esperienza è stata?

Era un personaggio stupendo: un grande pilota elegante e molto intelligente. Ho molto rispetto per quello che è stato in grado di raggiungere con le tecnologie (molto inferiori) che aveva a disposizione all'epoca. In quelle macchine il senso della velocità, ma anche di pericolo, è decisamente maggiore. Spero che gli spettatori apprezzino e rispettino quello che quei piloti hanno conquistato in termini di performance perché nel film tutto viene oscurato dalla tragedia successa alla MilleMiglia del 1957 (anno in cui si dovrebbe svolgere la trama in cui Taruffi vince la gara, all'epoca competitiva, su una Ferrari 315 S, ma in cui accade un pauroso incidente con protagonista un'altra Ferrari, una 335 S, che causa molti morti e feriti e porta a giudizio Enzo Ferrari, in seguito assolto, nda.). Taruffi era un uomo da ricordare a tutto tondo.

L'attore americano Patrick Dempsey all'inaugurazione del negozio di Roma di Tag Heuer.

Quali caratteristiche hanno in comune l'attore e il pilota? 

Una forza innata. Inoltre, il pilota per mostrare al massimo le sue capacità, deve avere la macchina giusta, così come l'attore deve poter recitare il ruolo adatto nel film perfetto per far emergere le sue caratteristiche migliori. E poi l'abilità di restare concentrato in un contesto pieno di persone.

Che rapporto hai con l'Italia, paese in cui sei un attore molto apprezzato? 

Ottimo. L'Italia ha sempre accolto con calore i miei progetti. Io qui sono sempre stato bene, la conosco e ho avuto anche la fortuna di lavorare a Roma per la serie Diavoli con Alessandro Borghi.

Che cosa comporta essere brand ambassador di un marchio legatissimo ai motorsports come Tag Heuer? 

Ho il privilegio di far parte della sua storia, caratterizzata, oggi come un tempo, da tradizione, heritage e umanità.

Cosa pensi del tempo? 

Nel tempo c'è sempre un conflitto. Quando sei in gara vuoi che passi in fretta per essere il più veloce possibile, ma nella tua vita vuoi vivere il presente e sentire il tempo che scorre.

Versione di Monaco di Tag Heuer con cassa in titanio grado 3 con trattamento DLC. Movimento automatico (8.300 euro).

Un altro tuo amato film, Come d’Incanto del 2007 (a fine novembre è uscito su Disney Plus il seguito Come per Disincanto nda.) è una favola che ha fatto sognare una generazione. Perché il pubblico ha sempre bisogno di favole? 

Ora più che mai abbiamo bisogno di speranza e dobbiamo essere ottimisti vista l'enorme negatività che c'è nel mondo di oggi. Il clima, la guerra in Ucraina, il Covid-19… vogliamo tutti credere nel classico “… e vissero tutti felici e contenti…”. Penso sia una grande via di fuga e che alle persone i film così piacciano per questo.

Il Robert Philip di Come d’Incanto e il dottor Derek Sheperd di Grey’s Anatomy sono personaggi amatissimi dal pubblico che vivranno per sempre. Come ti senti ad averli interpretati? 

Sono molto grato di aver avuto questi ruoli così apprezzati. Cerco di rispettarli per tutte le persone che li amano e che con me sono tutte così calorose che è come se conoscessi sempre qualcuno ovunque vada.

Quale altro personaggio ti piacerebbe interpretare? 

A prescindere da chi, dipenderà sicuramente dal regista e dalla storia.

E in quale film del passato ti sarebbe piaciuto recitare? 

Magari in qualche commedia sofisticata con Cary Grant o nel film biografico su Bob Dylan Io non sono qui. Se penso all'inizio della mia carriera, quello che mi sarebbe piaciuto interpretare all'epoca, il mio preferito era Round MidnightA mezzanotte circa (multipremiato film del 1986, nda).

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