la polemica sull’identità digitale

Password di Stato, il dietrofront della Pisano: nessuna nuova proposta, si riferiva alla Spid

Il ministro dell’Innovazione finisce nella bufera dopo un intervento radiofonico in cui aveva parlato di un accesso unico ai servizi digitali pubblici e privati. Poi la precisazione del dicastero

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Il ministro dell’Innovazione finisce nella bufera dopo un intervento radiofonico in cui aveva parlato di un accesso unico ai servizi digitali pubblici e privati. Poi la precisazione del dicastero


3' di lettura

La precisazione, a firma del suo ministero, è arrivata poco fa. Ma non è servita a placare la polemica sulla proposta lanciata dal ministro dell’Innovazione tecnologica e della digitalizzazione, Paola Pisano , che, intervenendo alla trasmissione Eta Beta di Radio 1, in onda il 5 gennaio, aveva parlato di una unica password per accedere a tutti i servizi digitali, pubblici e non: «Con l’identità digitale noi avremo un’unica e sola user e password per accedere a tutti i servizi digitali della Pubblica amministrazione ma anche del privato per esempio i nostri conti in banca, andare al cinema o prenotare un’auto». E questa password e lo username «dovrebbero essere dati dallo Stato - aveva aggiunto la Pisano - perché è lo Stato ad avere certezza» dell’identità di un cittadino.

La precisazione: nessuna nuova proposta, si riferiva alla Spid
Parole che hanno però scatenato un putiferio, soprattutto sui social, costringendo il ministro a precisare le sue dichiarazioni. «Nessuna nuova proposta, né nuova password di Stato. Il ministro si riferiva alla Spid (il sistema pubblico di identità digitale, ndr) già usata da 5 milioni di italiani. L’intenzione da discutere con tutti gli interlocutori istituzionali competenti è solo quella di affidarne la gestione allo Stato», è quanto si legge in una nota diramata dal ministero della Pisano.

Boccia: malinteso sull’identità digitale, la Pisano ha chiarito
In difesa del ministro dell’Innovazione è poi intervenuto anche il collega di governo, il titolare degli Affari Regionali Francesco Boccia. «Sull’identità digitale c'è stato un malinteso e la ministra Pisano ha chiarito. In ogni caso, decideremo ogni dettaglio nel confronto in corso tra le forze politiche. Le strategie sul digitale sono un pezzo fondamentale del programma di governo, l’Italia come tutta l’Unione europea deve recuperare terreno sul piano delle regole condivise su fisco, gestione dati, diritti, conflitti d'interesse e privacy e ha bisogno del contributo non solo della maggioranza ma di tutto il Parlamento». Le regole di funzionamento della società digitale, ha aggiunto Boccia, «non sono regole settoriali ma riguardano ogni ambito della vita sociale ed economica e sarà necessaria la massima condivisione politica nel Paese e in Parlamento. Anche perché servirà una pianificazione finanziaria a lungo termine per fare del digitale e delle competenze ad esso connesse un asset strategico dello Stato».

L’affondo di Renzi: idea inquietante e sbagliata
Le dichiarazioni del ministro, poi rettificate, avevano però provocato la dura reazione di diversi esponenti politici, a cominciare dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi: «L’idea di fornire come Stato la password unica utilizzabile perfino per i servizi privati è inquietante prima ancora che sbagliata», aveva detto l’ex premier. Sulla stessa falsariga anche il deputato Pd Filippo Sensi: «A me questa cosa mette i brividi e mi fermo per carità di patria», ha scritto il parlamentare su Twitter. Dura anche la reazione dell’ex ministro della Pa, Marianna Madia: «Sono molto perplessa per le posizioni espresse oggi (5 gennaio, ndr) dalla ministra Pisano relative all’identità digitale».

La polemica sul piano per l’innovazione
Posizioni che, come detto, la stessa Pisano ha precisato affidando il chiarimento a una nota del suo ministero. Il ministro, però, non è nuovo alle polemiche: già nelle scorse settimane, come si ricorderà, era finito nella bufera per via dell’apporto di Davide Casaleggio, figlio del cofondatore del movimento Cinquestelle, al piano del governo per l’innovazione tecnologica e digitale che la Pisano aveva presentato a metà dicembre. Un contributo documentato dal fatto che il nome di Casaleggio figurava tra gli esperti ringraziati dal ministro in fondo al documento pubblicato sul sito del dicastero.

Cos’è e come funziona la Spid
Tornando all’incidente odierno, la Pisano ha poi spiegato che il suo riferimento era al sistema già usato da 5 milioni di italiani. Ma cos’è la Spid?Il sistema pubblico di identità digitale consente al cittadino di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti con un'unica identità digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone. Attualmente a rilasciarla sono otto identity provider (da Poste ad Aruba) che forniscono diverse modalità di registrazione (gratuitamente o a pagamento) e diversi livelli di sicurezza per la Spid.

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