Consumi

Pasta, biscotti e camomilla: come cambia il carrello degli italiani con il Covid

I consumi mostrano come cambiano gli stili di vita: l’analisi dell’ufficio studi Coop sulle vendite del largo consumo confezionato

di Silvia Marzialetti

Latte a lunga conservazione e prodotti per la colazione sono stati premiati dagli italiani durante il lockdown

2' di lettura

Prima la corsa a riempire le dispense, in preda al panico del tutto esaurito, poi – chiusi gli uffici – il ritmo lento delle colazioni fatte in casa. Infine la ricerca di bevande rilassanti e di piccoli risarcimenti domestici, come gli aperitivi improvvisati in famiglia.

È uno spaccato di stili di vita che cambiano l’analisi effettuata dall’ufficio studi Coop (dati Nielsen), sulle vendite del largo consumo confezionato nell’anno della pandemia (febbraio 2020-febbraio 2021). «Da sempre gli italiani hanno fatto della tavola il banco di prova dei profondi cambiamenti della loro esistenza», dichiara Albino Russo, direttore ufficio studi Coop.

Loading...

La prima conseguenza sui carrelli della spesa è stata ribattezzata da italiani.coop “effetto dispensa”: ovvero l’assalto a pasta, scatolame e passate di pomodoro. Erano i giorni delle lunghe file davanti ai supermercati e della spesa online, con siti ancora impreparati a gestire l’emergenza. Una sindrome che ha scatenato la corsa all’accaparramento dei surgelati, cresciuti in una forbice che va dal 10% (è il caso dei vegetali preparati), al 23% (pesce naturale), passando per le performance di specialità salate (+20%), senza glutine (+19%), sughi e salse (+18%), preparati di pesce panati (+15%), pizze (+13%) e piatti pronti (+10%).

Le lunghe permanenze in casa hanno tirato la volata anche ai prodotti per la colazione, con il latte cresciuto dall’11% (Uht) al 38% (condensato e in polvere). Immancabili accanto alla tazza della colazione anche confetture e spalmabili alla frutta, biscotti all’uovo e cereali, cresciuti in blocco del 9%, poco di più di fette biscottate (+7%) e biscotti integrali (+5%).

Nell’ultimo anno i carrelli della spesa si sono riempiti di prodotti che favorissero la tranquillità emotiva, come la camomilla, che ha registrato un boom del 33%, poi è stata la volta “dell’effetto risarcitorio” prodotto dai comfort drink.

Chiusi in casa i consumatori hanno implementato il ricorso ad aperitivi home made e del bicchiere di vino a tavola. Quasi la metà degli alcolici venduti nella Gdo (47%) nell’ultimo anno è rappresentata da vino, champagne e spumante, per un totale di 2,7 miliardi di euro. La crescita è stata del +10% negli ultimi 12 mesi. Si ratta per lo più di vino rosso (42%), seguito da spritz, bianco e bollicine.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti