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Pasta, riso e pomodoro, norme sull’origine in etichetta fino alla fine del 2021

Proroga oltre il 1° aprile, data di entrata in vigore del regolamento Ue 775/18 con la firma dei ministri Bellanova (Mipaaf) e Patuanelli (Mise)

di E.Sg.

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(warut - stock.adobe.com)

Proroga oltre il 1° aprile, data di entrata in vigore del regolamento Ue 775/18 con la firma dei ministri Bellanova (Mipaaf) e Patuanelli (Mise)


2' di lettura

È stato prorogato fino al 31 dicembre 2021 l’obbligo di indicazione dell’origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell’origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati. I ministri delle Politiche agricole Bellanova e dello Sviluppo economico Patuanelli hanno firmato infatti il decreto che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento Ue 775/2018 sull’origine dei prodotti in etichetta.

«L’Italia – hanno dichiarato i ministri – si conferma all’avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni al consumatore in etichetta. Non possiamo pensare a passi indietro su questa materia e per questo abbiamo deciso di andare avanti. Diamo certezze alle imprese di tre settori chiave per l’agroalimentare italiano. Chiediamo anche all’Europa di fare scelte coraggiose nell'ambito del Green Deal e della strategia “Farm to Fork”, introducendo a livello europeo l’obbligo di indicare l’origine per tutti gli alimenti. Chiediamo ancora una volta alla Commissione di andare incontro anche alle richieste delle imprese, che oggi devono fronteggiare i danni da Covid-19, e di spostare di almeno un anno l’applicazione del regolamento 775. Una norma che non ci piace e alla quale oggi, con tante imprese che producono imballaggi in Europa, è difficile adeguarsi».

Ma cosa prevede la normativa italiana?
Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture : Paese di coltivazione del grano; Paese di molitura.Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare
la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE.

Analogamente per il riso, il provvedimento prevede che sull’etichetta debbano continuare a essere indicati il paese di coltivazione, di lavorazione e di confezionamento. Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura “Origine del riso: Italia”.

Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le diciture che indicano paese di coltivazione e trasformazione. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.

Le indicazioni sull'origine devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

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