Il decreto

Patente di guida, per auto e moto cambia l’esame di teoria: più breve e con meno quesiti

Lo scopo è recuperare il pesante arretrato creato prima dal sempre minore numero di esaminatori in organico alla Motorizzazione e aggravato dall’emergenza Covid

di Maurizio Caprino

Aggiornato il 15 dicembre 2021, ore 16,00

In Italia si fa prima a fare un figlio che a prendere la patente

2' di lettura

Snellimento generalizzato per gli esami di teoria per le patenti auto e moto: la prova sarà più breve di 10 minuti e con il 25% di quesiti in meno. Lo dispone il decreto 27 ottobre del ministero delle Infrastrutture (Mims), pubblicato il 9 dicembre. Lo scopo è recuperare il pesante arretrato creato prima dal sempre minore numero di esaminatori in organico alla Motorizzazione e aggravato dall’emergenza Covid.

La situazione è diventata tanto insostenibile da richiedere già vari interventi nella normativa emergenziale per la pandemia, come il prolungamento della validità dei fogli rosa. Ma si stima che non basteranno a garantire a tutti la possibilità di sostenere l’esame prima che scada anche la proroga di tale documento.

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La norma che taglia i questionari d’esame è in vigore dal 9 dicembre, ma gli esami continuano ancora a svolgersi con le modalità precedenti fino al 19 dicembre: il decreto dirigenziale che doveva fissare la data di debutto delle nuove modalità (emanato il 13 dicembre) ha stabilito che si parte il 20 dicembre.

Sei categorie di patente interessate

Le patenti coinvolte sono quelle delle categorie A1 (il patentino per sedicenni, per guidare motocicli fino a 125 centimetri cubici di cilindrata, 11 kilowatt di potenza e rapporto potenza/peso fino a 0,1 kW/kg e tricicli di potenza fino a 15 kW), A2 (motocicli di potenza fino a 35 kW e rapporto potenza/peso fino a 0,2 kW/kg) , A (motocicli e tricicli, senza limitazioni se non quelle per i più giovani), B1 (quadricicli non leggeri), B (autoveicoli fino a 3,5 tonnellate con limiti di potenza per neopatentati, più i tricicli con potenza anche superiore a 15 kW) e BE (autoveicoli leggeri quando trainano un rimorchio non leggero).

Restano quindi invariati i test per le patenti superiori (quelle per camion e bus), più impegnative.

Che cosa cambia da ora

Prima per superare l’esame occorreva rispondere a 40 domande in 30 minuti e la prova era superata con un numero di risposte errate non superiore a quattro. Le nuove regole riducono, nella stessa proporzione, il numero di domande, il tempo per rispondere e gli errori ammessi: i quiz diventano 30, i minuti a disposizione scendono a 20 e il massimo di risposte errate ammesso diventa tre.

Secondo le stime dell’Unasca (una delle principali associazioni di categoria delle autoscuole, che da tempo aveva proposto uno snellimento), con queste misure si potrà recuperare circa il 30% degli arretrati.

Attualmente, in una mattina di lavoro gli esaminatori riescono a svolgere quattro sessioni di esame. Con le nuove regole dovrebbero diventare sei. E, in certi casi, anche otto.

Il futuro: spazio al riconoscimento facciale

Invariate le altre modalità del test: ogni candidato deve sedersi alla postazione che gli viene assegnata, dove un computer gli sottopone quesiti tratti dal database ministeriale (il cui linguaggio è in via di semplificazione). Il tutto sotto la vigilanza sia degli esaminatori sia delle forze dell’ordine.

Si lavora anche a novità strutturali, come il riconoscimento facciale dei candidati, per velocizzarne l’identificazione e così abbreviare i tempi di occupazione delle aule per ogni singola sessione, così da poter organizzare nello stesso giorno più tornate di quelle possibili oggi. Dunque, il taglio dei questionari non serve solo a ridurre la permanenza al chiuso con i conseguenti rischi di contagio Covid.

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