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Patrick Soon-Shiong (Los Angeles Times): «Ecco le trappole dei social»

di Andrea Biondi


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3' di lettura

Giornalismo di qualità, in grado di unire ricerca della verità e uso di nuove tecnologie. E tutto questo per «avvicinare i giovani alla lettura dei quotidiani. Dobbiamo andare alla radice del problema. Non possiamo permetterci di perdere questi presìdi di democrazia». Patrick Soon-Shiong, proprietario e presidente del Los Angeles Times (oltre che della squadra di basket dei Los Angeles Lakers) parla a Firenze davanti agli studenti del progetto “Il Quotidiano in classe” dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori presieduto da Andrea Ceccherini.

Il tutto nell’ambito dei “Nuovi incontri per il Futuro”: ciclo di incontri dell’Osservatorio che da diversi anni riunisce e raccoglie i leader di media e settore digitale. E così dopo il presidente mondiale di Google Eric Schmidt nel 2013, il ceo di 21st Century Fox James Murdoch nel 2015, il fondatore di WhatsApp Jan Koum nel 2016 e il ceo di Apple Tim Cook nel 2018, ieri è stata la volta del nuovo proprietario del Los Angeles Times Patrick Soon-Shiong.

«Quella che abbiamo davanti è la dimostrazione del fatto che da ultimi si può arrivare a essere primi», dice Andrea Ceccherini con chiaro riferimento alla storia del miliardario di origine cinese, infanzia in Sudafrica e poi naturalizzato americano. Ex chirurgo, scienziato, visionario, Soon-Shiong ha preso il Los Angeles Times meno di un anno fa. E l’ha risollevato. Ma la sua è una storia che inevitabilmente appassiona e catalizza l’attenzione degli studenti. «Da chirurgo ho fatto il primo trapianto di pancreas. Ho cominciato poi a lavorare sulle cellule staminali. Poi ho lavorato anche con la Nasa per capire come far crescere le staminali sullo shuttle così ho sviluppato nanoparticelle contro il cancro ».

Soon-Shiong a metà dello scorso anno compra il Los Angeles Times per una cifra – 500 milioni – doppia rispetto a quella spesa dal patron di Amazon, Jeff Bezos, per il Washington Post. «Perché l’ho fatto? perché sono matto» replica ridendo. «Volevo creare un media brand e il Los Angeles Times lo è. Per questo ho investito». In quel periodo «stavano per chiudere la redazione di Washington e forse l’avrebbero chiusa. Ma ho rilevato il Los Angeles Times perché credo nella difesa dell’informazione libera». Diventa poi particolarmente serio Soon-Shiong quando invece si arriva a parlare di quello che gli sembra forse il vulnus dei nostri tempi: i social network e i colossi del web. «Con Google e Faceboock va trovato un equilibrio», dice, rivolgendosi però agli stessi giovani in platea con un consiglio: esercitare lo spirito critico, soprattutto al cospetto dei social.

«Da giovane – aggiunge Soon-Shiong – ho lavorato quando Internet era ancora una rete solo per i militari. Oggi tutti tentano di attrarre la vostra attenzione, è un monopolio del vostro cervello. Oggi le persone iniziano a pensare come rompere questo monopolio. Non so se si può fare per via legislativa sinceramente». Ultima nota: Apple News «non cannibalizzerà i nostri abbonamenti digitali». Necessario invece, per il futuro dei quotidiani, puntare su contenuti «che stimolino la curiosità dei giovani: sport, cibo, newsletter».

L'incontro, introdotto da Ceccherini, è stato moderato da Antonio Di Bella, Direttore di Rainews24, e da Gerard Baker, Editor at Large The Wall Street Journal. «Vorrei farvi riflettere su un’immagine – conclude Ceccherini rivolgendosi agli studenti in platea – di come in questi 30 anni il mondo stia cambiando e come ci siano rischi di cui dovete essere consapevoli: 30 anni fa nel 1989 il mondo festeggiava la caduta del muro di Berlino, tutto il mondo festeggiava la caduta di un muro; 30 anni dopo i popoli votano i leaders che promettono di costruire nuovi muri».

PER SAPERNE DI PIÙ / Ceccherini, Il visionario che vuole cambiare il mondo (con i giovani)

In questo quadro «Sta succedendo, ma sta succedendo – aggiunge Ceccherini – anche qualcosa di cui voi dovete essere consapevoli. Cioè i social network sono strumenti nati con l'obiettivo di “connecting the people”, di unire le persone, stanno “disconnecting democracy” cioè stanno in qualche modo radicalizzando le persone perché con le eco-chamber vi avvicinano alle persone che già la pensano come la pensate e vi allontano da coloro che avrebbero un'opinione diversa da Voi». Il progetto “Il Quotidiano in classe” «vuol essere uno strumento a vostra disposizione per evitare di finire nella trappola, il mio invito è usatelo per essere più smart di coloro che vi vorrebbero ingabbiare».

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