L’iter della manovra

Patrimoniale, il Pd prende le distanze dall’emendamento Orfini-Fratoianni. Di Maio: «Sarebbe folle in un momento di crisi come questo»

I democratici provano a stoppare la polemica attorno alla proposta presentata da alcuni deputati del partito e di Leu

di Ce.Do.

Manovra da 38 miliardi e Decreto ristori ter per le aree rosse

I democratici provano a stoppare la polemica attorno alla proposta presentata da alcuni deputati del partito e di Leu


3' di lettura

La proposta di patrimoniale contenuta in un emendamento alla manovra presentato da alcuni deputati del Pd e di Leu (primi firmatari Matteo Orfini della minoranza Dem e Nicola Fratoianni della componente di Sinistra Italiana in Leu) continua a far discutere maggioranza e opposizione con i Democratici che intanto prendono le distanze dalla proposta di correttivo alla legge di bilancio.

«L’emendamento alla manovra è il frutto di un’iniziativa libera a individuale di alcuni deputati del Pd che però non impegna il gruppo», spiegano fonti Dem alla Camera.

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Di Maio: via a piccole tasse ma nessuna patrimoniale

Ma la polemica non accenna a diminuire. Anche perché contro la proposta targata Pd e Leu, si è alzata forte la voce dei Cinquestelle che, con il ministro Luigi Di Maio, stoppano qualsiasi iniziativa in questa direzione.

«Ok liberare gli italiani delle piccole tasse, dei cavilli e della burocrazia, è una proposta che il M5S sposa da anni - sottolinea il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale ai suoi - ma nessuna patrimoniale. Sarebbe folle in un momento di crisi come questo, in cui le nostre imprese hanno bisogno di ossigeno e le famiglie di lavoro, introdurre qualsiasi tipo di patrimoniale. Il M5S è sempre stato contrario e continuerà a esserlo».

Faraone (Iv): contrari da sempre. Buffagni (M5S): è un suicidio

Parole che fanno il paio con quelle di Davide Faraone, presidente dei senatori di Italia Viva, che come di Maio pronuncia un chiaro “no” rispetto a tale ipotesi. «Siamo sempre stati contrari alla patrimoniale: lo siamo ancora di più in questa fase difficile per la nostra economia. Stasera approveremo un rinvio delle tasse nel Dl ristori: contano i fatti non le iniziative estemporanee».

E ancora più tranchant è il viceministro pentastellato dello Sviluppo Economico Stefano Buffagni. «Basta. Ogni volta che leggo certe proposte suicide mi ripeto: si parta dal tagliare i soldi ai politici come già facciamo noi del Movimento».

Tajani: patrimoniale conferma noi fuori dalla maggioranza

La proposta di Pd e Leu suscita poi la netta contrarietà del centrodestra e, dopo le critiche di Matteo Salvini, leader della Lega, è Forza Italia a rincarare la dose con il vicepresidente Antonio Tajani che, su Twitter, non risparmia bordate ai firmatari. «Hanno tirato giù la maschera. La sinistra al governo vuole introdurre nella manovra una nuova patrimoniale. Ecco perché siamo alternativi a questa maggioranza, ecco perché noi di Forza Italia non potremmo mai farne parte».

Cosa propone l’emendamento sotto accusa

L’emendamento chiede l'abolizione dell'Imu e dell'imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, per sostituirle con un'aliquota progressiva minima dello 0,2% «sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro» per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro.

Per il 2021, invece, è prevista un'aliquota del 3% per patrimoni superiori al miliardo di euro. L’emendamento prevede poi, per i patrimoni all'estero «suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia», multe dal 3% al 15% dell'importo nel caso in cui non vengano dichiarati «sulla base della normativa vigente ed ai fini del monitoraggio fiscale alla relativa dichiarazione annuale».

Leu rilancia: contributo di solidarietà dai patrimoni sopra 1,5 milioni

Da Leu, però, intanto arriva una nuova proposta firmata da Fornaro, Bersani, De Lorenzo, Epifani, Pastorino, Stumpo, Muroni e Palazzotto. A spiegare i contenuti dell’emendamento, in una nota, è il primo dei firmatari, Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali. «A essere soggetti al contributo di solidarietà sarebbero i contribuenti con una ricchezza netta superiore a 1,5 milioni di euro, escludendo dal calcolo l’abitazione principale così come definita dalla normativa Imu. L’aliquota prevista è dell’1% da versare entro il 30 novembre 2020. Il gettito prodotto dal contributo di solidarietà verrebbe finalizzato all’attuazione di politiche sociali atte a contrastare gli effetti prodotti dalla crisi pandemica».

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