nuova misura

Al via «Pari Passu», il fondo per rafforzare il patrimonio delle medie imprese. Come funziona

Via al nuovo credito d’imposta per gli investitori, ma non è un click day. L’ad di Invitalia Arcuri ha spiegato che le domande saranno esaminate in ordine cronologico: ammissibilità valutata in 10 giorni

di Nicoletta Cottone

Ecco gli incentivi alla patrimonializzazione delle piccole e medie imprese

Via al nuovo credito d’imposta per gli investitori, ma non è un click day. L’ad di Invitalia Arcuri ha spiegato che le domande saranno esaminate in ordine cronologico: ammissibilità valutata in 10 giorni


3' di lettura

Le misure del “Pari Passu” di sostegno alla patrimonializzazione delle Pmi rappresentano «un intervento senza precedenti, estremamente vantaggioso e che contribuisce in modo significativo a sostenere un settore cruciale e strategico del nostro sistema economico, più di 50mila imprese medie da 5 a 50 milioni di fatturato, ma che punta anche al problema strutturale della sottocapitalizzazione delle nostre pmi». Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri durante la presentazione del programma di incentivi fiscali per il rafforzamento delle Pmi.

«Ora o mai più»: finestra temporale fino al 31 dicembre 2020

«Ora o mai più», ha detto il ministro facendo riferimento alla finestra temporale per accedervi che si chiuderà il 31 dicembre, ma che include gli aumenti di capitale effettuati da maggio 2020 in poi. Il ministro dell’Economia ha descritto così i nuovi crediti d’imposta per la patrimonializzazione delle Pmi (in favore di investitori che effettuano conferimenti in denaro e della società ricapitalizzata) nel corso della conferenza stampa al Mef dal titolo “Sostegno alla patrimonializzazione delle Pmi al fianco delle imprese italiane”.

La misura

La misura introdotta dall’articolo 26 del decreto rilancio, «offre un sostegno significativo patrimoniale e creditizio e contemporaneamente lo fa intervenendo su una questione cruciale per sviluppare la competitivitià del sistema produttivo e favorire la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese», ha spiegato il ministro Gualtieri. Si tratta di un credito d'imposta in favore degli investitori, persone fisiche e giuridiche, che abbiano effettuato aumenti di capitale in piccole e medie imprese. É pari al 20% del conferimento calcolato sulla misura massima di 2.000.000 di euro. La partecipazione deve essere mantenuta fino al 31 dicembre 2023. La società beneficiaria del conferimento non deve operare nei settori bancario, finanziario e assicurativo. Il ministro ha ricordato che se i nuovi apporti di capitale riguardano imprese che soddisfano alcune condizioni di “virtuosità” e queste imprese hanno subito perdite nell’esercizio 2020, lo Stato arriva a finanziare il 50% dell’apporto di capitale.

Finestra limitata al 31 dicembre 2020

«Abbiamo una finestra temporale limitata (fino al 31 dicembre 2020, ndr), ma ci sono tutte le condizioni per fruirla», ha precisato il ministro Gualtieri. Oltre al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e al ministro Patuanelli, presenti anche l’ad di Invitalia Domenico Arcuri, il dg del Tesoro Alessandro Rivera e la dg delle Finanze Fabrizia Lapecorella che ha spiegato il funzionamento del credito d’imposta per le Pmi.

Patuanelli: misura per Pmi, ossatura dell’economia del Paese

«Oggi presentiamo una serie di strumenti per il rafforzamento patrimoniale delle Pmi, ossatura dei sistemi produttivi. Rafforzarle significa rafforzare il sistema produttivo del Paese», ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Arcuri: «Non è un click day»

«Da oggi è disponibile sul sito di Invitalia il set delle informazioni e moduli per avviare l’utilizzo della nuova agevolazione per la patrimonializzazione delle Pmi. Dalle 12 le imprese potranno presentare le istanze di accesso, ma non è un click day. non ci sono graduatorie», ha precisato Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, sottolineando che l’ammissibilità sarà valutata in 10 giorni. Strumenti operativi fino al 31 dicembre. Le Pmi potranno dunque attivare le richieste per il Fondo patrimonio imprese, dotato di quattro miliardi di euro, a partire dalle 12 di oggi, con la pubblicazione del modulo sul sito di Invitalia. Invitalia valuta le richieste in ordine di arrivo: ci sono 4 miliardi di euro a disposizione. «Riteniamo di avere una dotazione sufficiente per dare credito a tutti quelli che ce lo chiedono e meritano di averlo. Promettiamo di verificare l’ammissibilità in 10 giorni - ha precisato Arcuri -. Possiamo chiedere un'integrazione alle imprese che devono fornirla in 10 giorni e, se la domanda viene ammessa, in altri 10 giorni eroghiamo il prestito. Se l'impresa è efficace nel fornire le informazioni il tutto dura 20 giorni, altrimenti dura al massimo 30 giorni».

Arrivano 250 milioni per le Pmi delle aree interne

Il 15 settembre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha firmato il Dpcm di attribuzione dei fondi per lo sviluppo delle aree interne. Il provvedimento autorizza l’erogazione di 210 milioni di euro a sostegno delle attività economiche, artigianali e commerciali delle aree interne del Paese. «Anche al fine di contrastare le conseguenze della crisi generata dal Covid - ha sottolineato Fraccaro - vogliamo aiutare le Pmi con dei contributi a fondo perduto per la gestione, la ristrutturazione o l’ammodernamento delle attività. È una boccata di ossigeno per le aziende dei Comuni periferici o a bassa intensità demografica che più di altri sono in difficoltà a causa di questa emergenza».

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