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Patrizia, 2 miliardi di investimenti in Italia entro il 2024 tra residenziale, logistica e office

La società tedesca punta non solo al raddoppio della massa gestita ma anche ad investire, oltre a Milano e Torino, a Roma, Verona e Bologna. Entro il 2040, l’intero portafoglio europeo sarà decarbonizzato

di Laura Cavestri

2' di lettura

Raddoppiare, in due anni, ovvero entro il 2024, la massa gestita in Italia da 1 a 2 miliardi di euro attraverso investimenti sia in real asset che infrastrutture. Con una strategia sempre più focalizzata su logistica e sulle nicchie di residenziale ad hoc in cui la domanda è pressante e l’offerta carente (student housing, senior housing e multitenant). Non solo con lo sguardo rivolto a Milano. Nel mirino, ci sono anche Roma, Verona, Bologna e Torino, come dimostra il recente annuncio dell’operazione di sviluppo di uno studentato, nel capoluogo piemontese, in via Frejus. Investimento da 70 milioni di euro. Strategia e numeri del gruppo Patrizia Ag spiegati dai vertici italiani, che recentemente hanno investito 75 milioni anche in Biomet, produttore di biogas (BioLNG).

«Il mercato italiano stava uscendo positivamente dalla pandemia – ha spiegato Pierluigi Scialanga, head of Transaction and Alternative Investment Italy di Patrizia Ag – ma lo ha fatto modificando le tipologie di investimento, che si sono indirizzate soprattutto sui mercati residenziale e logistico. L’inflazione e l’aumento dei tassi sta ponendo il mercato italiano in una fase di attesa. Stiamo attendendo tutti un repricing sui settori e stiamo cercando di capire cosa avverrà nel futuro».
Oggi la distribuzione degli asset italiani (sopra il miliardo) prevede un 40% di logistica, 40% di uffici e 20% di residenziale mixed-use.

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«La logistica – ha detto ancora Strano – resta un asset interessante, amche se, da un lato, i livelli di rendimento netti sono scesi a circa 3,75% (nel 2014 erano all’8 per cento). L’aumento dei tassi e quindi del costo del denaro non rende più la logistica finanziabile a frendimenti troppo bassi e i costi di costruzione al mq, tra inflazione e aumento delle materie prime, sono passati da 500 a 1000-1200 euro al mq. Tuttavia, i fondamentali restano buono, la vacancy è al 2,5 per cento. Si va verso un aumento dei canoni. Il mercato rallenterà, ma resterà positivo e l’investimento sarà in ottica value-add».

Altro settore di interesse è però anche il residenziale. «In Italia – ha detto Strano – manca un prodotto residenziale rivolto all’affitto e allineato agli standard europei. Operiamo in partnership con Stonehill, che si assume il rischio di costruzione e autorizzativo, cui segue la garanzia di acquisizione da parte nostra. Ci orientiamo su appartamenti con servizi. Abbiamo avviato il progetto di student housing ma guardiamo anche ad altre tipologie. Anche se, in questa fase, un settore come, ad esempio, l’affordable housing, con i costi di costruzione in aumento e la necessità di mantenere affitti a canoni convenzionati diventa difficilmente sostenibile».

L’ottica non sarà solo “Milano-centrica”. «Oltre a Milano e Torino – ha aggiunto Strano – stiamo valutando importanti opportunità anche a Roma, Bologna e Verona. La settimana prossima sarà al sede di Eataly a Verona, 90mila mq ad uso uffici affittati a importanti tenant».
E il settore uffici? «Resta un asset centrale – ha concluso Strano –. Complessivamente, Patrizia gestisce, in Europa, 56 miliardi di asset under management, da decarbonizzare entro il 2040. Questo porterà una forte concentrazione di investimenti nel settore uffici, in ottica più value add».

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