aziende al tempo del covid-19

Patrizia Pepe punta al rilancio con il nuovo servizio on-demand

Parla sei lingue l’assistente virtuale alle vendite sviluppato con Google per potenziare lo shopping online; nei negozi forte calo del traffico dopo il lockdown

di Silvia Pieraccini

default onloading pic
Un look Patrizia Pepe della PE 2020 e, a destra, l'ad della società, Roberto Tribioli

Parla sei lingue l’assistente virtuale alle vendite sviluppato con Google per potenziare lo shopping online; nei negozi forte calo del traffico dopo il lockdown


3' di lettura

Poche settimane fa, alla riapertura dei negozi dopo il lockdown, Patrizia Pepe ha lanciato un servizio on-demand in sei lingue, sviluppato con Google, che mette a disposizione un assistente alle vendite per fare shopping online (Sales virtual assistant). Per il marchio fiorentino che fa capo a Claudio Orrea (presidente) e Patrizia Bambi (direttore creativo), più di 600 dipendenti nel mondo, si tratta di un progetto-pilota «che riempie d'orgoglio» e che si inserisce nella strategia di rilancio e internazionalizzazione affidata all'amministratore delegato Roberto Tribioli, arrivato un anno e mezzo fa da Bain (il 2018 per il brand si è chiuso con 103,5 milioni di fatturato e un risultato in rosso).

Uno dei punti-cardine di questa strategia è proprio lo sviluppo dei canali digitali. Ora Tribioli spiega come Patrizia Pepe si sta muovendo in questa fase di post-lockdown.

Quanto avete speso per aprire in sicurezza, adeguandovi ai protocolli Inail e alle linee guida del Governo e della Regione?
La sicurezza dei nostri clienti è stata la nostra priorità per la riapertura. Abbiamo sviluppato un piano di azione dettagliato per rispettare tutte le norme suggerite dai vari governi dei paesi in cui siamo presenti. Per attività di sanificazione e pulizia straordinaria stimiamo circa 1.200 euro al mese. In generale stimiamo circa 6mila euro in più al mese per le attività di pulizia per l'intero network retail. Come brand, partivamo già da uno standard elevato e questo ci ha aiutato nella gestione della riapertura in sicurezza.

Quanto prevedete di spendere al giorno/a settimana per pulizie, mascherine, gel, vaporizzatori ecc.?
Tutti i sistemi di protezione sono essenziali per offrire l'esperienza Patrizia Pepe in sicurezza a chi viene a trovarci nei nostri negozi. Per mascherine, gel, guanti prevediamo di spendere circa 450 euro al giorno.

Avete previsto offerte speciali?
Più che sulle offerte speciali, puntiamo sul nuovo servizio on-demand di Sales virtual assistant, accessibile dal nostro sito. Sappiamo quanto sia importante il ruolo degli assistenti di vendita in tutte le fasi di scelta fino al processo di acquisto, e sebbene la tecnologia accorci le distanze è fondamentale prendersi cura anche dell'aspetto più umano. Con il lancio di questo nuovo progetto desideriamo restare sempre in contatto con i consumatori e sostenere un reciproco dialogo. Si tratta di un progetto pilota e siamo molto orgogliosi di questa nuova sfida.

Rispetto al pre-lockdown, in che misura avete ridotto il personale presente in negozio e/o di backoffice dei negozi?
Purtroppo stiamo vivendo una forte diminuzione di traffico, che ci ha visto costretti a rivedere la presenza del personale in negozio, che abbiamo ridotto di circa il 50%. Lato back-office in sede, per il momento, non abbiamo previsto alcuna riduzione.

Tenendo conto della metratura media dei negozi, quante persone possono entrare oggi e di quanto si è quindi ridotta la presenza rispetto al pre-lockdown?
Mediamente riusciamo a far entrare in negozio circa dalle 5 alle 10 persone nello stesso momento, a seconda dei paesi e delle regioni dove è ubicato lo store, sempre mantenendo la distanza di sicurezza consentita tra persone. Da sempre l'esperienza monomarca Patrizia Pepe è basata su una vendita assistita per far sentire più “coccolate” le nostre clienti e queste misure non ci impediscono di continuare con questa filosofia. In termini di traffico, invece, stiamo vedendo livelli di entrate notevolmente ridotti rispetto allo storico. Dal canto nostro stiamo garantendo il massimo livello di sicurezza possibile alle nostre clienti, in modo che si possano regalare un momento tutto per loro nei nostri negozi in massima sicurezza.

Avete contattato le persone nelle mailing list per avvisare della riapertura?
Siamo sempre rimasti in contatto con i nostri clienti, anche durante il lockdown, e chiaramente li abbiamo informati sulle riaperture, sulle relative restrizioni, sulle linee guida e i nuovi servizi. Come ho detto, desideriamo mantenere e costruire un reciproco scambio e dialogo con i nostri clienti. Le newsletter sono un canale che curiamo con attenzione ma ci siamo mossi anche con attività on-line e off-line per garantire una comunicazione efficace a 360°. I nostri canali social media sono da diverso tempo un mezzo fondamentale per comunicare con i nostri clienti e in questo momento specifico hanno assunto una funzione anche di entertainment per il pubblico, oltre a restare un canale fondamentale di informazione. Sappiamo che l'utente è multicanale e desideriamo che i nostri clienti e followers possano vivere ed entrare nel mondo Patrizia Pepe in modo coerente, facile e divertente.

Avete dato un contributo per l'emergenza con riconversioni/donazioni/raccolta fondi?
All'inizio dell'emergenza abbiamo attivato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe per dare un contributo tangibile a favore dell'Azienda ospedaliero universitaria Careggi. Abbiamo pensato di essere particolarmente vicini alla città Firenze, terra natale del brand, per sostenere medici, personale ospedaliero e ricercatori impegnati in questa intensa battaglia contro il virus.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti