la Lega frena sull’intesa nazionale

Patto dell’arancino tra Berlusconi, Salvini e Meloni per la Sicilia

di Redazione online

Il selfie di Berlusconi , Salvini e Meloni durante la cena di giovedì sera a Catania (foto Ansa)

4' di lettura

La cena alla fine c’è stata. In tarda serata, ma c’è stata. Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono seduti allo stesso tavolo della “Trattoria del Cavaliere” a Catania dopo le 23, al termine di una giornata frenetica che ha visto i tre leader delle forze politiche che sostengono il candidato unitario Nello Musumeci, in corsa nelle elezioni in Sicilia di domenica prossima, presenziare ciascuno il suo comizio. Sfumata dunque l’ipotesi di una partecipazione a un’iniziativa comune, la sensazione che si avvertiva nella serata di ieri era che nessuno volesse fare il primo passo.

Musumeci ha atteso per un paio d’ore i suoi sponsor. Alla fine i tre leader sono arrivati: prima Meloni, poi Berlusconi e infine il segretario della Lega. Pian piano, la cena ha preso forma, allungandosi e facendosi via via, più amichevole. Ma l’accordo a livello nazionale tra Forza Italia, Lega e Fdi, in vista delle prossime elezioni di primavera, sembra ancora lontano, nonostante le rassicurazioni di Berlusconi sul fatto che un’intesa è stata raggiunta e le frenate di Salvini.

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Il centrodestra tenta di raggiungere un “patto dell’arancino”
Lo schema di un “patto dell’arancino” - il prodotto tipico della cucina catanese era anche nel menù - si è profilato a tarda notte. «Quella di ieri sera è stata una cena come molte altre che ci sono state in passato, con un clima di grandissima, più che cordialità, affettuosità, alla quale è stato dato il nome della “cena dell’arancino”, che è una squisitezza siciliana e che quindi è un nome che possiamo tranquillamente approvare», ha spiegato questa mattina Berlusconi, prima di lasciare Villa del Bosco a Catania. Un commento in linea con quello che il Cavaliere aveva espresso qualche ora prima, all’una e mezza di notte, al termine della cena con Salvini e Meloni. «È andata benissimo», aveva detto. L’accordo? «Era già siglato, abbiamo gettato le basi del percorso per vincere le elezioni», aveva aggiunto il Cavaliere.

La frenata di Fdi e Lega su un accordo a portata nazionale
Le parole di Berlusconi all’uscita dalla trattoria erano state però accompagnate da una frenata da parte di Fdi e Lega. «È ancora presto per dire che abbiamo chiuso l’accordo sul programma di governo - aveva detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni -. Quello che vogliamo costruire è un programma serio e concreto che non si esaurisce in una cena alle 11 di sera». Considerazioni dal tono analogo venivano fatte da Salvini:  «Non abbiamo mai parlato di ministri, viceministri, Consiglio dei ministri: è l'ultima cosa che mi interessa. Io ero qui per Musumeci, che sarà il prossimo governatore della Sicilia - aveva spiegato il segretario della Lega a fine cena - Con Silvio? Non ci vedevamo da un anno. Per gli accordi ci sarà tempo, torneremo a vederci dopo le regionali siciliane».

Tre comizi diversi per i tre leader
Di certo c’è che ieri i tre leader sono partiti da piazze diverse - le Ciminiere per Berlusconi, piazza del Teatro Massimo per Salvini, la protesta anti-ius soli per Meloni - e hanno rischiato fino all’ultimo che la cena assumesse i contorni di un vero e proprio giallo. Fino all’ultimo si è temuto che l’incontro potesse saltare. Ma alla fine c’è stato, con tanto di photo-op dei tre leader con Musumeci e di lungo colloquio dei tre in veranda, sotto i flash dei fotografi. E una torta con i volti dei leader del centrodestra, di Lorenzo Cesa, Musumeci e Vittorio Sgarbi ha sancito la pax.

L’ipotesi di una tregua in vista dell’appuntamento di domenica con il voto
Se da un lato i nodi restano tutti più o meno irrisolti, dall’altro quella siglata a Catania è più di una tregua. «Non c’è un duello Berlusconi-Salvini ma Matteo con un certo tipo di politica non vuole avere nulla a che fare», spiegavano prima della cena fonti leghiste facendo chiaro riferimento a quel Gianfranco Micciché e ai cosiddetti “impresentabili”. «Salvini vuole la leadership, è convinto che il suo partito sia un traino», sottolineava dal canto suo un esponente del centrodestra. Tutte crepe di un sodalizio che, sulla scia delle Regionali in Sicilia e in vista delle Politiche, traballa ma regge. E, stando ai sondaggi riservati che circolano negli ambienti del centrodestra, c’è un certo ottimismo sulla vittoria di Musumeci.

Salvini: con Berlusconi abbiamo parlato del Milan, nostro punto dolente
Il clima «è stato ottimo», hanno sottolineato fonti di FI a fine cena. Eppure, al principio, la freddezza non era del tutto sciolta con Salvini che, dopo qualche minuto, è uscito fuori al ristorante per una sigaretta. Il primo punto affrontato con Silvio? «Il Milan, punto dolente per entrambi», ha risposto il leader leghista. Ma alla fine l’incontro è durato oltre due ore, i tre hanno cenato. Sono usciti insieme, sorridenti: ai piedi dell’Etna la difficile coabitazione di FI-Lega-Fdi ha avuto l’ennesima chance di una svolta. Berlusconi è pronto a un accordo con Salvini per vincere le elezioni di domenica in Sicilia e ha chiesto un piano Marshall per la Regione.

Oggi ultimo giorno per i comizi
Oggi ultima giornata di comizi anche a Ostia. Per Meloni è l’occasione per ribadire che «l’intesa non è stata ancora raggiunta ma la cena di ieri è stata un buon punto di partenza». Lo fa a margine di un’iniziativa al porto turistico della città del litorale romano per sostenere la candidata del centrodestra alle elezioni municipali, Monica Picca. Un messaggio che suona come uno stop al Cavaliere e al suo ottimismo. Una precisazione. L’ennesima.

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