Patto trasversale per la scienza

Patto per la scienza, parla Burioni: «Spero che lo firmi anche il ministro Grillo»

di Barbara Gobbi


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Roberto Burioni (Ansa)

3' di lettura

«Se questo è il giorno più bello della mia vita? Di sicuro sono molto contento di un “miracolo” realizzato in due: da me e dal mio collega Guido Silvestri, professore di Patologia generale alla Emory University di Atlanta. Abbiamo stilato i cinque punti insieme, poi io li ho proposti al mio amico Matteo Renzi e lui al suo amico, Beppe Grillo. Ci siamo chiesti se potevamo farli convergere su questo documento. Che è snello, ma contiene parole e principi non certo lievi. Siamo stati molto rigorosi, strappando un impegno preciso: non c'è spazio per l'antiscienza. Le scemenze sui vaccini, sul cancro, sull'Aids, vanno azzerate».

Roberto Burioni incassa con il Patto trasversale per la scienza un risultato che sembrava insperato, proprio perché primi interlocutori sono due “primedonne” politiche fino a oggi distantissime.

Questo Patto potrebbe mettere una pietra tombale sulle partigianerie politiche in tema di anti-scienza?
«Speriamo proprio di sì. l'antiscienza fa molto danno al nostro Paese e mette in pericolo i malati e le persone più deboli. Firmare il Patto è qualcosa di molto positivo e importante. Spero soprattutto che altri politici si uniscano, perché essenzialmente questo Patto è un impegno che si chiede alla politica e all'informazione: lasciar fuori dal Parlamento, dai talk show televisivi e dalle campagne elettorali tutti i temi che sono antiscientifici».

Ma chiedete anche impegni concreti, come il raddoppio dei fondi per la ricerca di base...
«Siamo a un punto in cui bisogna andare avanti: se una famiglia è in crisi, non è che per risparmiare non compra i libri ai figli. Lo stesso vale per la scienza. In un momento di crisi un Paese deve mettere scienza e istruzione al primo posto tra gli investimenti. Perché significa investire sul futuro e sulle persone.

Lei è stato violentemente attaccato, in particolare dai no-vax, negli ultimi mesi. Questo documento a suo avviso imprimerà una svolta, anche tra i sostenitori anti-vaccinisti del Movimento 5 Stelle?
«Io spero che vedere una persona politicamente rilevante come Beppe Grillo sposare senza riserve un documento che afferma in modo molto netto l'importanza della scienza e la pericolosità dell'antiscienza, faccia riflettere queste persone e convinca gli anti vaccinisti a cambiare idea. Qualcosa si può fare: Guido Silvestri e io siamo due ricercatori che hanno deciso di impegnarsi al di fuori dei laboratori, sui social, e alla fine un risultato è arrivato.

L'aver sottoscritto questo Patto può preludere anche a un cambiamento degli equilibri politici nel nostro Paese?
«Questo non lo so perché non seguo la politica. Io spero che qualcuno della Lega firmi. Silvestri e io lo abbiamo sottoposto innanzitutto a Beppe Grillo e a Matteo Renzi per stima e amicizia personale. Non l'ho proposto a Matteo Salvini, così come ad altri leader politici, solo perché non li conosco. Ma auspico che la sottoscrizione sia più ampia possibile».

La ministra della Salute Giulia Grillo a suo avviso aggiungerà la sua firma?
«Se avessi un contatto personale con la ministra glielo avrei sottoposto. Del resto, la ministra ha assunto posizioni molto chiare e rigorose sui vaccini. E plaudo alla nomina eccellente di Silvio Brusaferro all'Istituto superiore di Sanità. Speriamo continui così. Auspico, anzi ne sono sicuro visto che è un medico, che la ministra apporrà la sua firma al Patto».

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