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Patuanelli: accelerare fibra aree bianche, troppo indietro

«Il Piano - ha spiegato il ministro dello sviluppo economico - avrebbe dovuto essere implementato fino all’80% entro il 2020, ma se arriveremo al 40% saremmo già autori di un'accelerazione forte perché oggi solo 80 comuni sono stati collaudati su oltre 6 mila»


5G e digitale terrestre: a che punto siamo

2' di lettura

Sulla banda ultralarga «riteniamo che la digitalizzazione del Paese passi per un’infrastruttura che garantisca i gigabyte. Per arrivare a questo obiettivo è necessario accelerare gli interventi nelle aree bianche, cosa
che oggettivamente è in fase troppo arretrata rispetto alle previsioni». Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli in audizione alla commissione lavori pubblici del Senato sulle linee guida programmatiche nelle comunicazioni. «Il Piano - ha spiegato - avrebbe dovuto essere implementato fino all’80% entro il 2020, ma se arriveremo al 40% saremmo già autori di un'accelerazione forte perché oggi solo 80 comuni sono stati collaudati su oltre 6 mila».

«Dal punto di vista delle aree grigie e nere, le risorse poste in campo per il voucher sono ingenti. Forse andranno implementate ma riteniamo che questo primo passaggio sia già un ottimo viatico per raggiungere l’obiettivo di garantire a Pmi, famiglie centri per l'impiego e e tutto il sistema scolastico di poter avere una connessione su banda ultralarga».

Patuanelli: su 5G normativa più completa di Ue su cybersecurity
«Sul 5G abbiamo la normativa riferimento in Europa sul tema della sicurezza cibernetica. La nostra normativa è la più completa, ci è stato dato atto anche dagli Usa, precisa e impegnativa per garantire la sicurezza nazionale nell'installazione delle reti 5G» ha aggiunto Patuanelli in audizione. «Riteniamo che si possa tenere assieme l’esigenza di tutelare
al massimo la sicurezza nazionale e dall’altro garantire agli operatori privati di poter avere accesso a tutte le forniture anche nel paese extra Ue», ha detto Patuanelli. «Il tema del 5G è di fondamentale rilevanza e le sperimentazioni stanno procedendo con ottimi risultati e grande interesse da parte di operatori privati. Non mi sfugge che il tema rispetto al perimetro di sicurezza nazionale e cybersecurity sul tema del 5G è un tema che riguarda il nostro Paese ma in generale il dibattito anche degli altri Paesi», ha aggiunto, ricordando la notizia della Gb di proseguire nell'uso della tecnologia cinese sul 5G con alcuni limiti.

Cybersicurezza, prossimi mesi ispezioni operatori
Non solo. «Nei prossimi mesi saranno avviate da parte delle strutture ministeriali le prime ispezioni presso gli operatori al fine di verificare l'adozione delle misure per la sicurezza e l’integrità delle reti e dei servizi di comunicazione elettroniche volte a conseguire un livello di sicurezza delle reti adeguato». Attualmente «è in corso l'iter per l'emanazione di un Dpcm che regolerà l'organizzazione del funzionamento di un apposito comitato di raccordo tra le autorità competenti Nis, Csirt e Dis», ha aggiunto Patuanelli.

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