Etichetta a semaforo

Patuanelli: «La Francia potrebbe fare un passo indietro sul Nutriscore»

Il ministro: «È un’idea malsana dare un colore al cibo ed etichettarlo per buono o cattivo senza un metodo scientifico reale»

di Emiliano Sgambato

Anche in Francia dubbi sul Nutriscore?

1' di lettura

«Ci stiamo battendo contro un pericolo enorme per tutta la nostra produzione agroalimentare che è il Nutriscore. Nell'interlocuzione tra il presidente Draghi e il presidente Macron, il tema è stato affrontato e approfondiremo nei prossimi giorni questo elemento, ma sembra abbastanza evidente che anche la Francia stia retrocedendo da quell'idea malsana di dare un colore al cibo e di etichettarlo per buono o cattivo senza un metodo scientifico reale».

Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli all'inaugurazione de Le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. La cosiddetta etichetta a semaforo non prende in considerazione la quantità di cibo consumata e assegna un colore dal rosso al verde in base alla presenza di calorie ed elementi considerati dannosi come grassi, zucchero e sale su 100 grammi di prodotto.

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«Ne parlavo poco fa al telefono con il presidente Draghi – ha aggiunto il ministro –. Credo che questo sia veramente importante, forse oggi non apprezziamo ancora al 100% l'importanza di scongiurare il rischio che il Nutriscore diventi un sistema di etichettatura perché è un sistema che non informa ma condiziona».

Se questo sistema passasse a livello europeo, ne deriverebbe un pesante danno per i prodotti d’eccellenza del made in Italy: il caso più eclatante è quello dell’olio di oliva, che sarebbe valutato in base a una quanttà che è molto difficile da assumere e non per i suoi valori nutrizionali complessivi.
La Francia è sempre stata tra i Paesi promotori e sostenitori del Nutriscore (dal canto suo l’Italia ha proposto il Nutrinform Battery) e per questo sarebbe cruciale un possibile suo ripensamento sul tema.

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