dopo l’intesa

Autostrade, Mit chiede ad Aspi nuovo piano economico entro il 23 luglio

Al question time al Senato il ministro ha difeso lo schema dell'accordo Governo-Edizione delle famiglia Benetton: “Difficile pensare che Cdp ci rimetta”

Autostrade, raggiunto accordo in Cdm, escono Benetton entra Cdp

Al question time al Senato il ministro ha difeso lo schema dell'accordo Governo-Edizione delle famiglia Benetton: “Difficile pensare che Cdp ci rimetta”


2' di lettura

Dopo l’intesa, che nell'arco di un anno porterà Edizione, riconducibile alla famiglia Benetton a diventare un azionista di minoranza lasciando la guida di Autostrade a Cdp, i dettagli. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto ad Autostrade per l'Italia la presentazione, entro giovedì 23 luglio, del piano economico finanziario nel quale siano riportati puntualmente tutti gli elementi anticipati dal concessionario nella proposta transattiva sottoposta alla valutazione del consiglio dei ministri del 14 luglio.

In una nota, il Mise precisa che, nell'ambito della proposta transattiva presentata al Mit - e in base alla quale il Cdm ha deciso di avviare l'iter per la definizione formale della transazione - il concessionario ha confermato anche la disponibilità a rivedere il testo di Convenzione e gli impegni economici recependo le indicazioni del governo su alcuni punti specifici e qualificanti.

Patuanelli: fondamentale presenza Stato per rete unica

L'”operazione Aspi”, dunque, procede, e potrebbe diventare uno schema di intervento ricorrente per la politica industriale. Per il Governo, secondo quanto ha spiegato oggi il titolare dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli (M5S) al question time al Senato, la presenza dello Stato “sarà altrettanto fondamentale nella gestione della rete unica per la digitalizzazione del Paese. In parte c'è già attraverso Open Fiber, dove Cdp è già insieme a Enel azionista di riferimento”.

“Credo che in questo momento storico lo Stato investa in alcune infrastrutture. Quella autostradale è una di quelle che secondo noi sono fondamentali”, ha spiegato il ministro, sottolineando che “al di là di tutti i punti di vista da cui si può vedere il dossier Aspi credo che dal punto di vista industriale sia un modo giusto e intelligente per lo Stato di investire”.

“Difficile che Cdp ci rimetta” per operazione Aspi

Il ministro ha poi difeso lo schema dell'accordo con il Governo prevede due step alla fine dei quali Edizione si ritroverà con una quota diretta in Aspi del 10% circa. “È difficile pensare di mettere a rischio il capitale di risparmio degli italiani con un'operazione come quella che è stata fatta: basta guardare l'Ebitda di Aspi degli ultimi 10 anni per rendersi conto che è un po' complesso pensare di perderci in quel business”, ha sottolineato rispondendo a una interrogazione del senatore di Forza Italia, Gilberto Pichetto. Che invece bolla l'intesa Governo-Atlantia come “un nuovo sistema di partecipazione statale” che porterà alla fuga degli investitori stranieri e “finirà per essere pagata dagli italiani”. Patuanelli, nel suo intervento, ha però precisato che “le grandi partecipate sono a disposizione non del Governo, ma del sistema Paese” e che la Cassa, anche attraverso Cdp reti, “ha già un ruolo molto importante, in Terna e Snam”. “Dal punto di vista industriale - ha poi concluso - è un'operazione fondamentale per il nostro Paese”.

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