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Patuelli: lo spread ci impoverisce, meno polemiche e più sviluppo

Per il presidente Abi al suo ultimo anno alla guida dell'associazione «l'Italia deve operare più efficacemente anche contro l'evasione fiscale e perché lo spread torni vicino allo zero come nel primo decennio dell'euro». E ricorda che «quando il debito pubblico era infimo, l'Italia raggiunse il «miracolo economico». Il Governatore di Bankitalia Visco chiede per l'Italia «un piano organico, chiaro e coerente di misure e riforme orientate a favorire investimenti e crescita delle aziende, soprattutto di quelle innovative». Il piano «deve accompagnare una strategia credibile per la riduzione del peso del debito pubblico»

di Gerardo Graziola


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3' di lettura

L'Italia ha bisogno di «meno polemiche e più azioni per lo sviluppo» anche perchè «lo spread impoverisce gli italiani», afferma il presidente dell'Abi Antonio Patuelli nella relazione annuale in occasione del centenario dell'associazione, celebrato oggi a Roma presenti il capo dello Stato Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte. La causa principale dell'alto livello del differenziale dei titoli di Stato il presidente dell'Abi l'individua nel debito pubblico: «È la principale palla al piede dello sviluppo e dell'occupazione».
Quando il debito pubblico era infimo, l'Italia raggiunse il «miracolo economico» ricorda Patuelli, al suo ultimo anno da presidente dei banchieri italiani. «Nell'ultimo ventennio il debito pubblico è raddoppiato e il suo continuo incremento è la principale causa dello spread che quando è alto, innesta una catena di conseguenze: si alzano i tassi sui titoli di Stato italiani e ciò può creare una pericolosa e onerosa catena di aumenti del costo del denaro per banche, imprese e famiglie». Per il presidente dell'Abi «l'Italia deve operare più efficacemente anche contro l'evasione fiscale e perché lo spread torni vicino allo zero come nel primo decennio dell'euro».

Banche, Patuelli: non cerchiamo regali ma regole che non ci penalizzino
Le banche italiane e l'Abi che le rappresentano chiedono regole che non le penalizzino nella competizione europea e internazionale. «Indipendenti sempre e mai isolati, non attori del dibattito politico, non cerchiamo regali e chiediamo regole che non penalizzino le banche nella competizione europea e internazionale» osserva Patuelli nell'intervento all'assemblea del centenario Abi. Le regole, innanzitutto, vanno semplificate: «Bisogna semplificare le regole cresciute in modo abnorme e garantire più certezza del diritto prospettica, per sviluppare i piani industriali senza terremoti normativi». È poi necessario «un più solido clima di fiducia non più minato da regole inapplicabili come il bail in, come ha affermato anche la Banca d'Italia». In Italia «bisogna favorire i rafforzamenti patrimoniali delle imprese d'ogni genere, reintrodurre l'Ace per incentivare gli accantonamenti degli utili a capitale per tutte le imprese, per rendere più solidi i presupposti della ripresa. Occorre incoraggiare gli investimenti, innanzitutto in infrastrutture materiali ed immateriali. Servono incentivi alle imprese sane e trasparenti e alle famiglie per lo sviluppo e le garanzie sociali». Necessita - poi - più certezza del diritto con tempi della giustizia civile allineati alle migliori prassi europee

«Antitrust sia indipendente, va tolta alla Commissione»
Patuelli è intervenuto anche sul tema dell’antitrust europeo, proponendo che «divenga un'Autorità indipendente, non inserita in un organismo politico com'è la Commissione». Patuelli ricorda la sentenza Tercas che ha dato ragione a marzo alle ragioni del Fondo interbancario italiano e dimostrato l'errore dell'Antitrust comunitario secondo Patuelli che con le sue interpretazioni degli 'aiuti di Stato' ha avuto un impatto sulle crisi bancarie italiane: «Hanno rallentato e aggravato il superamento delle crisi, con maggiori oneri per risparmiatori e banche concorrenti». In Europa si apre una nuova legislatura che deve essere secondo il presidente dell'Abi «ri-costituente: l'Italia deve concorrervi costruttivamente». Secondo Patuelli «la Ue è un condominio privo della regola fondamentale, la Costituzione: deve essere ripensata e riformata profondamente. L'Italia deve essere co-protagonista di una nuova Europa più democratica e solidale, che cresca unita e rispettosa delle differenze che sono ricchezze del pluralismo di culture, economie e società. L'Abi chiede regole che garantiscano la concorrenza negli investimenti e nel lavoro, in un'Europa meno burocratica e più orientata alla ripresa dello sviluppo e dell'occupazione».

PER APPROFONDIRE: ABI, Patuelli: "Combattere anarchia di 'nerolandia' e riciclaggi"

Visco: piano per investimenti accompagni una credibile riduzione debito
All'Italia serve «un piano organico, chiaro e coerente di misure e riforme orientate a favorire investimenti e crescita delle aziende, soprattutto di quelle innovative». Il piano, spiega il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento davanti alla'assemblea Abi «deve accompagnare una strategia credibile per la riduzione del peso del debito pubblico». Visco nota poi come i mercati abbiano «risposto positivamente alle recenti decisioni del Governo italiano e della Commissione europea». a dimostrazione che «è possibile innescare un circolo virtuoso tra politica di bilancio e condizioni finanziarie dal quale può derivare un impulso forte e duraturo all'attività economica». Il Governatore aggiunge che «per preservare la fiducia di famiglie, imprese e investitori, sono necessarie azioni concrete orientate a contrastare con determinazione le debolezze strutturali del nostro paese, accompagnate da una comunicazione convincente e accorta degli obiettivi, che non si presti a equivoci».

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