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Paul McCartney, il poeta prima del cantante: arriva l’antologia definitiva

L’ex Beatles si racconta in un pregevole cofanetto (in Italia edito da Rizzoli). Debutto assoluto al Southbank Centre di Londra per “Macca”: “Ho amato John Lennon, ma l’ho capito tardi”

di Simone Filippetti

Paul McCartney sul palco della Southbank's Royal Festival Hall in conversazione con Paul Muldoon (editor) e Samira Ahmed. (Photo by Mark Allan/MPL)

4' di lettura

Quando entra nella sala del Southbank Centre di Londra, tutto vestito di scuro, abito nero in doppio petto slacciato e camicia blu notte aperta, con la Remembrance Poppy - la spilla che ricorda i caduti per il dovere, che in Inghilterra ogni vip ormai sfoggia - sul bavero, un boato accoglie Paul McCartney. Da fuori la galleria-museo-auditorium, proprio sotto la London Eye, arrivano, attutiti, i boati di fuochi d'artificio. Non sono in onore di Sir Paul: quei botti sono per il 5 Novembre, il vero capodanno per gli inglesi, che festeggia, o meglio ricorda, lo sventato complotto di Guy Fawkes (il cui volto è diventato la famosa maschera di V for Vendetta e simbolo dei manifestanti di Anonymous): nel 1600 il terrorista tentò far saltare in aria con la polvere da sparo il parlamento di Westminster. E dunque i fuochi hanno un significato apotropaico. Eppure la pirotecnica coincidenza ha un suo senso: è la prima volta, in vita sua, che il baronetto mette piede nel famoso museo di Londra.

Una prima assoluta

La ricorrenza è speciale e unica: su quel palco saliti mostri sacri del calibro di David Bowie, Patti Smith, Paul Weller, Frank Sinatra, gli Smiths, Elton John e i Pink Floyd. Tutti per suonare le loro canzoni. Colui che invece può essere considerato il padre putativo (o quantomeno il fratello maggiore) di tutte queste star, invece, si è presentato al pubblico del Southbank Centre non per suonare, ma per leggere: è la presentazione del suo libro “Lyrics”. Nonostante sia l'inglese più famoso al mondo (assieme alla Regina Elisabetta), l'ex Beatles non aveva mai calcato. Da bravo e tipico figlio della classe operaia di Liverpool, città di degrado e proletariato, Londra è sempre stata un posto per la Upper Class: “Questo posto è roba da londinesi”, nel senso di fighetti. E lo dice con l'accento da scouser, il dialetto che si parla a Liverpool. Puoi essere il cantante più importante dell'ultimo secolo, ma le radici da Working Class Hero, immortalate proprio dall'ex compagno di band John Lennon, non si cancellano mai.

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Dalle canzoni ai testi

Sul palco, coi Beatles, McCartney era poi il bassista-cantante, figura rarissima quella di suonare il basso, che dà il ritmo, e cantare, perché sono due tempi totalmente diversi. Non a caso, in tutta la storia della musica, se ne contano una manciata soltanto: oltre a Sir Paul, Sting dei Police, Mark King dei Level 42, Morgan dei Bluvertigo e il compianto Lemmy dei Motorhead. Prima ancora di essere canzoni quelle dei Beatles erano testi poetici, scritti perlopiù da Paul (e qualche volta insieme a Lennon): “Molta gente tiene un diario personale dove annota le vicende della propria vita, ma io no – ha esordito la popstar spiegando il perché di questa pubblicazione - Il mio diario sono le canzoni dei Beatles”. Ed ecco che allora tutte quei testi sono stati raccolti in un bellissimo libro: pubblicato in tutto il mondo da Penguin Books, la più grande casa editrice al mondo, si presenta come un lussuoso cofanetto con foto di copertina in bianco e nero che raccoglie due volumi. Per la prima volta, sono raccolte insieme tutte le canzoni composte dall'artista. Sono inclusi manoscritti, lettere e fotografie, con molti inediti pescati dall'archivio personale.

Un ghiotto cofanetto

Per i fan degli Scarafaggi e del baronetto è una golosissima e imperdibile Summa Theologiae che raccoglie tutto l'universo McCartney: 154 testi che sono l’autoritratto di uno dei più grandi cantautori di sempre. Il libro, che richiesto cinque anni di lavoro, è pieno di testimonianze rivelano le circostanze in cui sono stati scritti i brani; ricostruiscono i percorsi creativi che li hanno resi così come noi li conosciamo; inquadrano le persone e i luoghi unici che li hanno ispirati. Tra i tanti aneddoti tirati fuori dal cassetto senza fondo di Sir Paul c'è quello divertente su “I saw her standing there” dall'album “Please, Please Me”, pietra miliare del gruppo che conteneva “Love Me Do”, forse la canzone più celebre. Il titolo originale era “Seventeen”, raccontano i biografi, era ispirata dall'allora fidanzata di Paul che viveva a Londra ed era appunto diciassettenne, e fu composta mentre l'ex Beatles tornava da un concerto a Southporth, nel Lancashire. Quello che non era noto è che fu decisivo l'intervento di Lennon: il testo scritto da Paul, racconta alla platea, rimava “Well, she was just 17, one of the beauty queen” ma quando si mettono a provarlo, John lo guarda storto, come a dire “che stupida banalità” e allora i due se ne escono con “Well, she was just 17, and you know what I mean” che divenne una rima leggendaria, destinata a fare scalpore. Questo era il processo creativo del duo McCarteny-Lennon: “Ho davvero amato John. Ma l'ho capito solo anni dopo la sua morte” commenta, con la voce un po' strozzata. L'ex Beatles rivela anche il segreto del sodalizio artistico: si sedevano lui e John, ognuno con la chitarra a comporre riga dopo riga. Fortuna o caso vuole che Paul fosse mancino e John destro: così, banalmente, “non ci disturbavamo con le chitarre, come succede a tutti i gruppi con due chitarristi destri”.

La curiosità

Il risultato di “Lyrics” è una panoramica completa sulla vita della mente dietro i testi della leggendaria band musicale. Con una particolarità: le canzoni non sono riprodotte in ordine cronologico, come uno si potrebbe aspettare da una antologia completa, ma in ordine alfabetico. Ma curiosamente, ha notato il curatore Paul Muldoon, nonostante questo innaturale rimescolamento “i testi non perdono nulla, anzi ne emerge una coerenza e una continuità”.

L'edizione italiana dell'opera è pubblicata Rizzoli (Gruppo Mondadori), circa 900 pagine con la traduzione di Zanetti e Perasi, si intitola “The Lyrics. Persone e ricordi dal 1956 a oggi” è disponibile dal 9 novembre, al prezzo di copertina di 65 euro.


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