CULTURA E ALTA CUCINA

Pause gourmet nei musei: l’Italia in ritardo rincorre Parigi e New York

di F.D.V.

2' di lettura

Fino al prossimo 30 gennaio, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita “Pixar. 30 anni di animazione”, la mostra a misura di famiglie che racconta la storia della casa di produzione californiana e il dietro le quinte dei suoi capolavori di animazione, da Toy Story a Up. All’ultimo piano di questo splendido edificio neoclassico c’è l’Antonello Colonna Open, dove fare una pausa gourmet con il negativo di carbonara, uno dei classici dello chef.

In Italia sono ancora troppo pochi i ristoranti di qualità all’interno di spazi espositivi, eppure il cibo è un potente elemento di attrazione che può accrescere visitatori e fatturato. La miopia istituzionale e le scarse capacità imprenditoriali («per partecipare ai bandi – sottolinea proprio Enrico Bartolini – serve grande esperienza e conoscenza dell’organizzazione burocratica e legislativa») fanno sì che il legame tra cultura e alta cucina non sia così forte come potrebbe.

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A Firenze, lo scorso gennaio, Massimo Bottura ha inaugurato Gucci Osteria , all’interno del Gucci Garden, lo spazio multifunzionale della maison – con area espositiva e boutique – dentro Palazzo della Mercanzia. Il top chef modenese ha affidato la cucina all’ottima Karime Lopez e il menù spazia dai tortellini in crema di Parmigiano Reggiano alla tostada di mais viola. A Milano, oltre al Mudec, anche La Triennale di Milano – con l’Osteria con vista curata da Stefano Cerveni – regala soddisfazioni gastronomiche.

È decisamente più ricco: al piano terra del Whitney Museum a New York, proprio accanto all’High Line, si fa a gara per accaparrarsi un tavolo e assaggiare il japanese pancake o il veggie burger del ristorante Untitled, ennesimo successo targato Danny Meyer. Non poteva che chiamarsi Le Frank il ristorante – affidato allo chef stellato Jean-Louis Nomicos - della Fondazione Louis Vuitton a Parigi, che ha sede nell’edificio disegnato dall’archistar Frank Gehry all’interno del parco Bois de Boulogne. Anche la Spagna non è da meno con Barcellona – dove si mangia un’ottima cucina mediterranea all’Òleum del Museu Nacional d’Art de Catalunya – e soprattutto con Bilbao. All’interno del Guggenheim, affacciato sul fiume Nervión, si nasconde il Nerua, il ristorante del talento Josean Alija. Il suo menù degustazione, un percorso personalissimo tra omaggi alla tradizione e assoli vegetali, vale il viaggio tanto quanto il museo che lo ospita.

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