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PayPal apre alle criptovalute: il bitcoin sarà accettato per i pagamenti

Anche se per il momento l’opzione sarà consentita solo agli utenti americani, la decisione apre la strada delle criptovalute ai 346 milioni di clienti della società americana

di Pierangelo Soldavini

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Reuters

Anche se per il momento l’opzione sarà consentita solo agli utenti americani, la decisione apre la strada delle criptovalute ai 346 milioni di clienti della società americana


2' di lettura

Se molti puntavano a diventare la PayPal delle criptovalute, alla fine a farla è stata la stessa PayPal dimostrando di mantenere fede alla sua tradizione di innovazione. A suo tempo è stato uno dei primi player a rivoluzionare il settore dei pagamenti aprendo la strada a una miriade di attori nuovi.

Oggi è il primo grande operatore finanziario globale ad annunciare di essere pronto ad accettare pagamenti in criptovalute, bitcoin in testa: anche se per il momento l’opzione sarà consentita solo agli utenti americani - ma presto anche in altri mercati -, la decisione di PayPal apre la strada delle criptovalute ai suoi 346 milioni di clienti e a 26 milioni di merchant a livello globale. A partire dal 2021 accanto alle 24 valute oggi accettate ci saranno anche bitcoin, bitcoin cash, ether e litecoin.

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Grazie alla partnership con Paxos Trust Company, che si occuperà dei servizi di trading e custodia, e a una “bitlicense” ottenuta dal dipartimento per i Servizi finanziari dello Stato di New York, PayPal permetterà ai propri utenti di acquistare e vendere criptovalute in maniera sicura e semplice. PayPal accetterà quindi bitcoin e le altre valute digitali come strumento di pagamento.

Ma i quasi dodici anni di storia di bitcoin hanno dimostrato che le criptovalute sono ben lungi dall’essere un efficace strumento per le transazioni quotidiane: non tanto per l’efficienza di un sistema che permette pagamenti tra pari, senza l’intermediazione di banche o altri operatori, ma per la spaventosa volatilità che ne vanifica la stabilità come mezzo di pagamento.

Proprio l’annuncio di PayPal ha dimostrato che il bitcoin si rivela più una asset class che uno strumento stabile: la notizia ha infatti fatto balzare le quotazioni di quasi l’8% fino a ridosso di quota 13mila dollari rispetto poco meno di 12mila 24 ore prima. E le quotazioni attuali equivalgono a più del doppio rispetto al minimo di circa 5mila dollari toccato a marzo.

Anche se il sistema di pagamento di PayPal utilizzerebbe il bitcoin solo come mezzo, trasformandolo immediatamente in valute fiat, senza rischio di cambio, è evidente che oscillazioni di questo genere sconsigliano un uso quotidiano delle criptovalute. Il sistema prevede una fee per PayPal fissa di 0,50 dollari per transazioni sotto 25 dollari e poi commissioni a scalare dal 2,3% fino all’1,5% sopra i mille dollari.

Intanto anche in Italia ci si muove verso il nuovo mondo delle valute digitali. La Sia annuncia proprio oggi una partnership con Hex Trust, fintech di Hong Kong specializzata nella custody di valute digitali per il settore bancario. Il gruppo italiano attivo nelle infrastrutture di pagamento a livello europeo adegua così la sua offerta per permettere ai clienti delle istituzioni finanziarie europee di accedere a questa tipologia di investimenti. Proprio perchè si tratta di asset class.

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