l’indagine sui bisogni

Pazienti cronici: bene i medici, ma diagnosi tardive e servizi poco accessibili

A raccontare gli umori dei pazienti cronici è una indagine sui loro bisogni realizzata per conto di PreSa-Prevenzione e Salute dal Ceis Eehta di Tor Vergata di Roma.

Cambiare i modelli di assistenza e vincere le malattie croniche

A raccontare gli umori dei pazienti cronici è una indagine sui loro bisogni realizzata per conto di PreSa-Prevenzione e Salute dal Ceis Eehta di Tor Vergata di Roma.


2' di lettura

Cresce la fiducia e la considerazione nella classe medica e negli operatori socio sanitari. Ma c'è preoccupazione per i ritardi nella diagnosi e nella presa in carico: per 7 pazienti su 10 il sistema va migliorato. Che puntano il dito contro le diagnosi tardive che compromettono la qualità di vita del paziente e fanno lievitare i costi sociali ed economici della patologia. A raccontare gli umori dei pazienti cronici è una indagine sui loro bisogni realizzata per conto di PreSa-Prevenzione e Salute.

L’indagine
L'indagine ha coinvolto oltre 1.130 partecipanti in diverse regioni (Lazio, Lombardia, Campania, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Puglia, Basilicata e Sicilia) ed è stata condotta dal Ceis-Eehta (Economic Evaluation and Hta) della Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata in collaborazione con Aism, Aigd e altre associazioni di pazienti .
In particolare il 65% degli intervistati ritiene che la propria patologia sia conosciuta e considerata da parte degli operatori socio sanitari con cui si è confrontato. Più del 60% degli intervistati reputa congruo, e valuta positivamente, il tempo che lo specialista di riferimento per la sua patologia dedica per il confronto durante le visite. Ancora, circa il 60% ritiene di essere stato informato correttamente rispetto alla sua patologia, ai trattamenti ed al decorso. Ma come contraltare emerge con fermezza il problema dell'accesso e della presa in carico precoce, accompagnate da una considerazione negativa in merito alla programmazione degli esami. Nello specifico la presa in carico, da parte del Servizio sanitario, viene considerata negativamente da circa il 70% degli intervistati, così come il coinvolgimento del paziente per quanto attiene la programmazione degli esami (oltre il 60%).

Premi a pazienti, associazioni e professionisti
«In un momento di grande fermento per la sostenibilità dell'intero Servizio sanitario nazionale, a un passo dall'approvazione del nuovo Patto per la Salute, della legge di Bilancio per il 2020 e in vista di tante nuove sfide sanitarie e assistenziali che non possono più aspettare, occorre ascoltare le richieste dei pazienti e chiedere risposte alla politica, alle istituzioni, alla classe medica e agli stakeholder di settore», ha spiegato Marco Trabucco Aurilio, coordinatore scientifico del network editoriale PreSa-Prevenzione e Salute. All’incontro sono stati assegnati i premi «PreSa» 2019 a pazienti, professionisti, intellettuali e associazioni per aver portato avanti iniziative e progetti significativi per una concreta cultura dell'inclusione dei cittadini fragili e per il superamento delle disabilità.

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