I DEMOCRATICI

Pd ancora senza una soluzione, la ricerca di un segretario di peso

Continua il pressing su Zingaretti perché torni sui suoi passi. Intanto si sondano diversi nomi in vista del’assemblea nazionale di sabato e domenica

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2' di lettura

Non si intravede ancora una soluzione al caos provocato nel Partito democratico dalle dimissioni a sorpresa del segretario Nicola Zingaretti. Quello che potrà accadere all’assemblea nazionale convocata per sabato 13 e domenica 14 marzo è ancora tutto da scrivere. L’organismo ha davanti a sé due opzioni: eleggere un nuovo segretario (o un reggente). Oppure convocare il congresso: si ipotizza un’assise svolta principalmente su piattaforme digitali e limitata al massimo in presenza ma, statuto alla mano, non sembra una soluzione facilmente praticabile.

Le pressioni su Zingaretti per un ripensamento

Tra i dirigenti democratici c’è chi auspica che sia Zingaretti a togliere le castagne dal fuoco e molti non demordono dal tentativo di convincere il segretario dimissionario a ripensarci. Un forcing che però non sembra avere molte chance di riuscita perché il governatore non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi. Fra i suoi c'è chi spera che possa tornare a guidare il partito. L'auspicio di chi lo vorrebbe di nuovo in sella è che questo orientamento si imponga in assemblea e che Zingaretti accetti. A tentarlo - è il ragionamento - potrebbe essere la forza che gli darebbe una soluzione del genere, che spegnerebbe quelle polemiche interne che lo hanno indotto a lasciare, comprese le richieste di un congresso. Non pare però che si tratti di una prospettiva su cui il partito scommette.

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La riunione organizzativa

Martedì 9 marzo è fissata una riunione dell'organismo per la gestione dell’appuntamento di sabato e domenica con la presidente Valentina Cuppi insieme a Chiara Braga, Marco Furfaro, Nicola Oddati, Luigi Telesca, Stefano Vaccari, le vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani, il tesoriere Walter Verini e la coordinatrice delle donne democratiche Cecilia D'Elia. Non è previsto uno slittamento dell'assemblea.

La scelta di una nuova guida

I prossimi giorni saranno decisivi. Nel caso di ulteriore conferma di indisponibilità da parte di Zingaretti e con un congresso che potrebbe celebrarsi anche tra un anno, la maggioranza dovrà individuare una figura per la guida del Pd. Le varie correnti stanno dialogando alla ricerca di una personalità che possa andare bene a tutti. Fra i nomi che circolano, i più quotati sono quelli di Roberta Pinotti e Anna Finocchiaro - anche in risposta alle polemiche sulla rappresentanza di genere - e di Piero Fassino. Ma c'è anche quello del vicesegretario Andrea Orlando. E in giornata è circolato quello dell'ex ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Oltre al fatto che qualcuno ha buttato là l'ipotesi Walter Veltroni. Appena uscite le indiscrezioni sul suo nome, Enrico Letta sè tirato fuori via social ma c’è chi tentare di convincere l’ex premier nella consapevolezza che non basta un “traghettatore” ma serva un segretario che abbia anche una leadership politica in grado di affrontare la sfide dei prossimi mesi. Dalla “battaglia” delle amministrative in autunno all’elezione del successore di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica.

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