direzione dem rinviata alle 22.30

Pd, minoranza insoddisfatta sulle liste: si tratta. Salta presentazione Boschi a Bolzano

di Redazione Roma

(ANSA)

3' di lettura

Le trattative ancora in corso tra Matteo Renzi e la minoranza Pd hanno fatto saltare la presentazione della candidatura di Elena Maria Boschi a Bolzano. L’arrivo della sottosegretaria nel capoluogo altoatesino in un primo momento era atteso per questo pomeriggio, ma all’ultimo momento la seduta della direzione nazionale (fissata in mattinata) è stata spostata prima alle 16, poi alle 20 e infine alle 22.30 per consentire al segretario di trovare un accordo soprattutto con gli orlandiani. Boschi, candidata nel collegio uninominale, a questo punto potrebbe venire a Bolzano solo lunedì prossimo.

Brugger: sostegno Svp a Boschi errore capitale
Ma a Bolzano, dove il Pd ha rinnovato l’accordo locale con la Svp e il collegio è considerato blindato, serpeggia malessere nel partito autonomista che rappresenta, per statuto, gli interessi dei gruppi linguistici tedesco e ladino. L’ex segretario della Svp Siegfried Brugger affida all’Ansa il suo malessere, definendo «assolutamente incomprensibile» e «un errore capitale» il sostegno del suo partito alla candidatura di Elena Maria Boschi nel collegio Bolzano. Secondo l’ex parlamentare, il sostegno al Senato al dem Gianclaudio Bressa è «abbastanza comprensibile perché ha fatto davvero tanto per l’Alto Adige, mentre la sottosegretaria Boschi ancora nell'ottobre del 2014 aveva chiesto l’abolizione delle autonomie speciali»

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Pd: minoranza insoddisfatta, trattativa con Renzi
La minoranza dem intanto è sulle barricate. Non c'è ancora l’accordo con il segretario Matteo Renzi sulle candidature. Le riunioni sono iniziate dopo l’una di notte e fino alle quattro del mattino, a quanto si apprende, è andato avanti il lavoro al Nazareno. Ma la trattativa (portata avanti da Renzi con Luca Lotti, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato, Matteo Orfini) è tuttora in corso, perché la proposta della segreteria è stata giudicata «insufficiente» dalla minoranza. La proposta prevederebbe, a quanto si apprende, attorno ai 15 seggi sicuri per l’area Orlando e tra i 6 e i 7 per la componente di Emiliano. La minoranza dem chiede di più: i numeri prospettati da Renzi non rispecchierebbero gli equilibri congressuali. Ma dalla maggioranza del partito si fa notare che un 'sacrificio' nelle candidature sarà richiesto a tutti, dal momento che la pattuglia parlamentare del Pd è destinata ad assottigliarsi rispetto a questa legislatura.

Entra Cerno ed esce Gutgeld
È fuori dalle liste, al momento, Yoram Gutgeld: l'economista e deputato renziano, che ha lavorato con il governo alla spending review, non dovrebbe essere ricandidato. Mentre Tommaso Cerno, condirettore di “Repubblica”, sarà candidato dal Pd. Riccardo Illy, ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, si è preso 24 ore di tempo per riflettere sulla proposta di candidatura nel collegio di Trieste al Senato.

Giachetti: rinuncio a paracadute, corro solo a uninominale
Il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti in un lungo post
pubblicato stamani sulla sua pagina Facebook , ha chiesto al segretario del Pd Matteo Renzi di correre solo all’uninominale, rinunciando al paracadute del listino. «Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute. Ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e per la politica» ha scritto Giachetti, che ha spiegato di volersi battere nel collegio 10 di Roma, dove la vittoria non sarebbe scontata. Ma lì, spiegano fonti Dem, si sarebbe già raggiunto l’accordo per la candidatura del radicale Riccardo Magi.

Bonino: seggi? Negozieremo con Pd fino all’ultimo
«Come so per esperienza è che le liste si chiudono all’ultimo. Il negoziato andrà avanti fino all'ultimo minuto» ha affermato Emma Bonino, leader di +Europa a Skytg24 a chi gli chiede dove sarà candidata e quanti posti andranno al suo partito.

Lorenzin: liste? valuteremo se restare alleati con Pd
Un monito al Pd è arrivato anche da Beatrice Lorenzin, leader dei centristi di Civica Popolare. «Se le cose con Renzi nel fare le liste vanno male rispetto al nostro correre in modo dignitoso, valuteremo se rimanere dentro l'alleanza» ha detto Lorenzin a Repubblica Tv, osservando: «Se la nostra presenza significa creare problemi, ci sono tanti modi per esprimere le proprie idee». E ha aggiunto: «Al Nazareno mi sembra tutto all’aria»

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