verso le primarie

Pd, Renzi: vittoria larga, ora spingeremo ancor più di prima

di Nicola Barone

(ANSA)

5' di lettura

Nessun ombra sul voto. A saracinesche abbassate dei circoli Matteo Renzi ringrazia nell'e-news per la «vittoria larga e bella» delle primarie. «Abbiamo passato quattro mesi non facili: sentirsi accerchiato da tanto affetto e condivisione sinceramente è molto toccante, dal punto di vista umano prima ancora che politico». Chi ha votato la mozione Renzi-Martina, sostiene l'ex segretario dem, «ci sta dicendo che dobbiamo spingere ancora più di prima, tutti insieme. Facendo tesoro degli errori. Ma non perdendo mai la fiducia e la tenacia».

«Oltre i due terzi dei voti»
Anche se ai dati manca il sigillo definitivo i risultati diffusi domenica sera dall'organizzazione del Pd, su 4mila circoli, danno Matteo Renzi al 68,22% (141.245 voti) , Andrea Orlando 25,42% (52.630 voti) , Michele Emiliano 6,36% (13.168), per una somma totale pari a 207.043. «Alla fine del primo round - afferma Renzi - abbiamo ottenuto oltre i due terzi dei voti. Aspettiamo i dati ufficiali per dire la percentuale esatta ma la matematica non è un'opinione. Domenica a Roma i risultati saranno proclamati e in quella sede lanceremo lo sprint per arrivare alle primarie di domenica 30 aprile. Senza attaccare i nostri avversari interni perché noi non parliamo male degli altri: noi raccontiamo che idee abbiamo per il Pd e per l'Italia». L'ex premier sottolinea ancora una volta l'unicità del Pd. «Il Pd è un partito democratico. Nel nome. E nei fatti. Decidono gli iscritti nel congresso e poi nelle primarie. Mesi di polemiche e scissioni. Poi la parola passa agli iscritti. Migliaia di circoli, migliaia di dibattiti, centinaia di interventi. Alla fine si vota, grazie a uno sforzo democratico di volontari e militanti che non ha paragoni in Italia. Lo ridico perché sia chiaro: nessuno fa ciò che facciamo noi in termini di democrazia e trasparenza».

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Una foto tratta dal profilo Instagram di Matteo Renzi

«Se problemi si intervenga ma riconoscere voto»
«Qualcuno dice che in qualche caso ci sono stati dei problemi e delle incongruenze: sono il primo a dire che dove ci sono problemi riconosciuti (ammesso che ci siano) è giusto che si intervenga invalidando il voto». Renzi nell'e-news agli iscritti dice di essere il primo «ad avere interesse che tutto sia trasparente: perché una vittoria così larga e così bella non sia sporcata dalle polemiche del giorno dopo. Allo stesso tempo chiediamo a tutti di riconoscere la verità dei numeri che non possono essere oscurati da nessuna polemica. Quando si vince, si vince. Quando si perde, si ammette. Punto».

Orlando: se mi eleggono farò solo il segretario
«Io se sarò eletto segretario farò solo il segretario, questo partito ha bisogno di una persona che gli ridia una forza programmatica e progettuale. Costruirò le condizioni per tenere delle primarie che consentano una scelta di un candidato premier in un campo largo, tenendo conto del fatto che è ineluttabile la costruzione di una coalizione con varie forze politiche». Affida a Radio Cusano Campus alcune riflessioni del giorno dopo, Andrea Orlando. «Mi sono posto il problema, non di far convivere Renzi e Orlando, ma di come far convivere queste due figure, perché credo che questi cambiamenti che si sono introdotti nella nostra vita politica consiglino di andare in questa direzione. Orlando segretario e Renzi candidato premier? Intanto eleggiamo Orlando segretario, poi il resto lo vedremo», aggiunge il ministro della Giustizia. Di certo se Orlando dovesse vincere le primarie del trenta aprile riunirà il Partito Democratico. «Di questo sono sicuro, anche i miei più acerrimi avversari riconoscono la mia capacità di ascolto. Va riunito un centrosinistra politico e sociale. Dobbiamo ricordarci che partiamo da una situazione di estremo isolamento, abbiamo rotto con tutte le altre forze di centrosinistra, è difficile pensare di vincere da soli nella politica, da soli nella società, questo è un quadro che va rapidamente cambiato e la mia proposta politica parte da questo obiettivo».

Com’è andata nelle Regioni
Con 13.281 voti, pari al 69,39% del totale, Matteo Renzi si attesta al primo posto in Lombardia nelle votazioni dei circoli Pd in vista delle primarie per la scelta del segretario del partito in programma il 30 aprile prossimo. Poi arriva Andrea Orlando ( 5.453, in percentuale il 28,49%), mentre si ferma al 2,13% (407 voti) il governatore della Puglia Michele Emiliano. A Milano e provincia l'ex premier conquista il 67,67% delle preferenze degli iscritti, pari a 4.748 voti, seguito da Orlando con il 28,55% (2.003 voti) ed Emiliano al 3,78% (265 voti). Rispetto al congresso del 2013, l'affluenza al voto nei circoli lombardi sale del 7,05%, mentre aumentano le preferenze anche per Renzi: circa 4mila in più rispetto a quattro anni fa. Dai dati raccolti dai circoli piemontesi del Partito democratico si è registrata una affluenza del 59,66%, pari a 9.214 voti sui 15.443 iscritti al partito. Al precedente congresso del Pd aveva partecipato il 48,6% del complesso. Per quanto riguarda le tre mozioni dei candidati alla carica di segretario nazionale Orlando ha ottenuto 2.929 voti, pari al 31,99%, Emiliano ha ottenuto il 2,64% con 242 voti e Matteo Renzi il 65,37% con 5.985. Grazie a 19.741 voti (68,13 %), Matteo Renzi va alla grande anche in Toscana. Secondo Andrea Orlando, con 8.691 voti corrispondenti al 29,99% degli iscritti che hanno votato. Michele Emiliano invece raccoglie 543 voti, pari all'1,87%. L’ex premier è risultato primo in tutte le 13 federazioni della Toscana contro le 9 prese nel 2013, raggiungendo la percentuale massima, l'80,80% dei voti in quella dell'Empolese Valdelsa, e superando il 55% anche a Pisa, Livorno e Piombino. Nella “sua” Firenze il risultato è stato del 74,92%. A livello di federazione il risultato migliore per Orlando è stato a Massa Carrara, con il 44,23% (per Renzi il 54,76%). Il Guardasigilli è risultato poi primo nei comuni di Carrara, Pontedera (città del governatore toscano Enrico Rossi, oggi Mdp) e a Campi Bisenzio. Risultato migliore per Emiliano in Versilia con il 5,38%.

A Roma Renzi a quota 62%
Come da pronostici, Renzi vince sia a Roma sia nel Lazio, dove prende però una percentuale più alta. A Roma hanno votato 7.809 iscritti su 11.086 aventi diritto, pari al 70,96%; nel Lazio i votanti sono stati 27.232 su 41.543 aventi diritto, pari al 65,55%. Nella Capitale dunque Renzi arriva al 62.33%, nel Lazio al 69,58%. Orlando a Roma prende il 33,85% (2.644 voti), nel Lazio scende al 27,65% (7.531). Emiliano a Roma si aggiudica il 3,8% (297 voti), percentuale che scende nel Lazio a 2,58% (702 voti). Confermato l'exploit di Renzi a Frosinone (81,35%); Orlando
va meglio a Viterbo (34,88%), Emiliano a Roma (3,8).

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