Giochi olimpici invernali

Pechino 2022, la pattinatrice russa Valieva «graziata» dal Tas

La 15enne russa Valieva autorizzata a gareggiare dal Tribunale arbitrale dello sport di Losanna. Il Cio: se andrà al podio né fiori né medaglie

di Marcello Frisone

Pechino 2022, la Citta' proibita sotto la neve

5' di lettura

La 15 enne russa Kamila Valieva potrà gareggiare da martedì 15 febbraio nel pattinaggio di figura femminile in corso a Pechino 2022, ma se dovesse arrivare al podio il Cio non darà nessuna medaglia. Se da un lato il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna (Tas) si è espresso su un test antidoping positivo fatto dall’adolescente prima dei Giochi olimpici, dall’altro Il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha di fatto “congelato” qualsiasi risultato raggiungerà l’atleta russa. La decisione favorevole del Tas è dovuta al fatto che la Valieva è minorenne, quindi «persona protetta» soggetta a regole diverse rispetto a quelle di un atleta adulto. A ogni modo, questa sentenza del Tas si esprime soltanto sul fatto che la Valieva potrà continuare a gareggiare, non dunque sul destino della medaglia d'oro che ha già vinto e su quelle future.

La decisione del Tas

Gli atleti sotto i 16 anni, come appunto la Valieva, sono maggiormente tutelati dalle regole anti-doping e, in genere, non sono ritenuti responsabili per l'assunzione di sostanze vietate. L'attenzione di qualsiasi indagine futura si concentrerà sul suo team personale (allenatori, medici, nutrizionisti).

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Nel dettaglio, alla Valieva il 25 dicembre 2021 è stata trovata la sostanza vietata trimetazidina , che appartiene alla classe S4.4 della Wada, nella lista proibita 2021. La Corte arbitrale ha ritenuto che «impedendo l’atleta di competere ai Giochi olimpici - ha detto il direttore generale del Tas Matthieu Reeb - avrebbe causato un suo danno irreparabile». Adesso Valieva e suoi compagni pattinatori russi possono puntare per il primo podio di pattinaggio di figura femminile nella storia olimpica. L’evento inizia con il programma corto martedì 15 febbraio e si concluderà giovedì 17 con il pattinaggio libero.

Poco dopo la decisione, Valieva ha pattinato nel suo slot di tempo assegnato per l’allenamento. Il Tas ha anche citato questioni fondamentali di equità nella sua sentenza, il fatto che ha testato pulito a Pechino e che ci sono stati «gravi questioni di notifica intempestiva del suo test positivo».

I motivi della “riabilitazione”

Due dei quattro motivi su cui si basa la decisione hanno rimarcato il suo status di «persona protetta» come minorenne ai sensi del Codice mondiale antidoping e la mancanza di regole chiare per la sospensione di un minore, mentre sono previste disposizioni specifiche per diversi standard di prova e per sanzioni più basse nel caso di persone protette.
Il collegio ha inoltre «considerato i principi fondamentali di equità, proporzionalità, danno irreparabile e relativo equilibrio di interessi» tra Valieva e le parti appellanti, e le «gravi questioni di prematura comunicazione dei risultati» che hanno impedito a Valieva «di stabilire determinate condizioni legali requisiti a suo vantaggio, mentre tale notifica tardiva non era colpa sua».

Soddisfazione del Cremlino e Federazione russa

«Siamo lieti della decisione del Tas - ha commentato Alexander Kogan, Ceo della federazione russa di pattinaggio artistico - grati per una sentenza equa in cui ha prevalso il buon senso.Questa ragazza, uno dei fenomeni più brillanti del pattinaggio artistico negli ultimi tempi, ha affrontato un calvario psicologico, una tale pressione, un grosso peso. Fino all’ultimo non sapeva cosa stava accadendo».

Anche il Cremlino ha espresso soddisfazione per il fatto che la pattinatrice russa possa gareggiare nella prova individuale del pattinaggio artistico. «Come tutti - ha detto il portavoce, Dmitry Peskov - siamo contenti che Kamila sarà in grado di continuare la sua partecipazione alla competizione singola. L’intero Paese le augura la vittoria, e il Cremlino augura la vittoria a ogni atleta russo, perché questo è il sogno di ognuno di loro, e ogni atleta lavora per realizzare questo sogno».

La dura posizione Usa

«Questo - è la dura presa di posizione di Sarah Hirshland, Ceo del Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti - sembra essere un altro capitolo del disprezzo sistematico e pervasivo da parte della Russia verso lo sport pulito. Il Comitato statunitense è deluso dal messaggio che manda questa decisione» e ha evidenziato che agli atleti è stata negata la fiducia di sapere che stanno competendo tutti sullo stesso livello.

Dura posizione del Cio: per Valieva né fiori né medaglie

Se la russa Valieva finirà tra le prime 3, non ci sarà alcuna premiazione per il pattinaggio artistico di singolare femminile: lo ha detto il Cio, assicurando che non ci sarebbe stata neanche la cerimonia per l’evento a squadre che il 7 febbraio ha visto la Russia vincere con la 15enne Valieva nel ruolo da protagonista. Valieva è stata infatti ammessa alla gara dal Tas, ma con il risultato sub iudice.

La russa è la favorita per la vittoria del concorso individuale che partirà il 15 febbraio, ma la Valieva non è stata scagionata dal doping e potrebbe comunque essere punita in un secondo momento. Pertanto, «il Cio - ha affermato il Comitato in una nota - deve seguire lo stato di diritto e dovrà quindi consentirle di competere nel pattinaggio individuale femminile. nell’interesse dell’equità verso tutti gli atleti, non sarebbe appropriato tenere la premiazione per l’evento a squadre di pattinaggio artistico durante i Giochi di Pechino 2022. Se la Valieva dovesse finire dunque tra le prime 3 concorrenti nella competizione di pattinaggio individuale, nessuna cerimonia di fiori e nessuna cerimonia di premiazione avrà luogo durante i Giochi olimpici invernali».

Wada delusa da sentenza Tas

La Wada (Agenzia mondiale antidoping) ha espresso in una dichiarazione di essere «delusa dalla sentenza del Tas» e che avrebbe «indagato» sul suo personale di supporto alla Rusada (affiliata alla Wada ma sospesa dal 2015). Secondo l’Agenzia, i funzionari in Russia sono almeno in parte responsabili delle 6 settimane di attesa per produrre un risultato del test antidoping per la pattinatrice artistica. Sebbene Valieva possa pattinare a Pechino, un’indagine separata sul caso di doping da parte della Rusada potrebbe comunque comportare un divieto e la squalifica dalle Olimpiadi. La Wada può appellarsi contro l’eventuale sentenza russa se ritiene necessaria una punizione più severa.

Le 11 medaglie dell’Italia

Fino ad adesso sono 11 le medaglie vinte dagli azzurri a Pechino 2022, superando così quota 10 raggiunta nella precedente Olimpiade invernali di PyeongChang 2018.
- le 2 medaglie d’oro sono state vinte da Arianna Fontana (short track 500 metri donne) e dal duo Stefania Constantini e Amos Mosaner (curling, torneo di doppio misto);
- le 5 medaglie d’argento sono state aggiudicate da Francesca Lollobrigida (pattinaggio di velocità 3.000 metri) e dalla staffetta mista di short track (Arianna Fontana, Arianna Valcepina, Andrea Cassinelli e Yuri Confortola), Federica Brignone (sci alpino, gigante femminile), Federico Pellegrino (sprint tecnica libera dello sci di fondo); Michela Moioli e Omar Visintin (misto snowboard).
- le 4 medaglie di bronzo sono state vinte da Dominik Fischnaller (slittino maschile) e Omar Visintin (snowboard cross), Dorothea Wierer (7,5 km sprint di biathlon) e Davide Ghiotto (pattinaggio 10.00 metri.

Le 17 medaglie dell'Italia

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