Giochi olimpici invernali

Pechino 2022, oro nel curling misto con Constantini e Mosaner. Sci di fondo: argento Pellegrino

Nel doppio misto di curling Constantini e Mosaner vincono l’oro nella finale contro la Norvegia. Nello sci di fondo (sprint tl) Pellegrino ha vinto l’argento

di Marcello Frisone

Stefania Constantini e Amos Mosaner (Reuters)

4' di lettura

Stefania Constantini e Amos Mosaner, dopo 10 vittorie su 10, hanno vinto la medaglia d’oro nella finalissima nel curling doppio misto contro la Norvegia. La vittoria avviene subito dopo l’argento vinto da Federico Pellegrino nello sci di fondo (sprint tl). Dopo l’oro di Arianna Fontana e l’argento di Federica Brignone del 7 febbraio, salgono dunque a 7 le medaglie olimpiche vinte dagli atleti azzurri ai Giochi olimpici invernali di Pechino 2022.

A Cortina d’Ampezzo finale nel maxischermo in piazza

A Cortina d’Ampezzo (Belluno) la finale contro la Norvegia nel curling doppio misto è stata seguita davanti a un maxischermo allestito nel centro della località sciistica. Il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, ha infatti invitato gli ampezzani a seguire la concittadina Stefania Constantini davanti al maxischermo in Corso Italia. «È un oro - ha commentato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che passa alla storia, come quello di Jacobs. Grazie Stefania, grazie Amos. Siete l’orgoglio d’Italia. Non avete vinto le Olimpiadi, le avete stravinte! Guidati da una grande Violetta Caldart - ha aggiunto il presidente del Coni - siete stati formidabili nella vostra semplicità: intesa, solidità e affiatamento dovrebbero essere prese ad esempio dall’intero Paese. Un grande abbraccio a Federico Pellegrino - ha concluso Malagò complimentandosi con l’azzurro argento nello sci di fondo - che non tradisce mai».

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I numeri del curling

I tesserati del curling italiano sono 333 (89 donne, 244 uomini; 93 Under 21 e 240 senior) e le società affiliate alla Fisg (Federazione italiana sport del ghiaccio) con il settore curling sono 28. Gli impianti in Italia “dedicati” sono a Pinerolo, Courmayeur (al momento chiuso), Torino, Bormio, Cembra, Cortina, Claut. A marzo aprirà il nuovo impianto di Brunico (Bz). Gli impianti “non dedicati” sono invece a Sesto S. Giovanni, Chiavenna, Madesimo (sede delle Olimpiadi dei sordi 2019, al momento non fa attività).
La stima del giro di affari dell’intero settore curling (quindi la somma di tutti i fatturati di tutti gli attori del settore) ammonta a 3,5 milioni di euro, mentre è di 200mila euro il budget annuale di cui dispone la Fisg per l’intera attività. Il costo totale per partecipare alla Serie A è di 35mila\40mila euro, di 500 euro la spesa media a carico di una famiglia per un giocatore junior, mentre è di 1.000 euro la spesa media per un giocatore senior.

Chi è Amos Mosaner

Amos Mosaner, 26 anni, trentino di Cembra, è alla seconda olimpiade consecutiva in carriera; era salito agli onori della cronaca quando, nel Torneo di qualificazione olimpica del dicembre 2017, una sua “bocciata” aveva regalato il pass olimpico per Pyeongchang 2018 alla Nazionale maschile per quella che allora era stata la prima qualificazione ottenuta sul ghiaccio dagli azzurri prima di Torino 2006, edizione in cui avevamo partecipato in quanto Nazione ospitante. Il papà Adolfo Mosaner è ancora un giocatore di curling (non di altissimo livello come il figlio) ed è l’ice maker del ghiaccio di Cembra: lui gli ha passato la passione per questa disciplina che a Cembra è molto comune e tradizionale.
Amos ha sempre giocato a curling ma prima di arruolarsi nell’Aeronautica Militare nel 2017 lavorava in una azienda vinicola. Poi, da professionista, si è dedicato anima e corpo al curling.
In carriera ha già conquistato 2 bronzi agli Europei nel 2018 e nel 2021 e 3 titoli giovanili - 2 ori agli Europei Juniores (2012 e 2013) e un argento alle Olimpiadi Giovanili di Innsbruck 2012. Per quanto riguarda il doppio misto, prima Amos Mosaner faceva coppia con Alice Cobelli (sua compagna nella vita) ma nel 2018, in un torneo disputato in America, hanno per la prima volta fatto coppia Stefania e Amos anche se fanno coppia con costanza sul ghiaccio solo dal 2020. Nel 2021, alla loro prima partecipazione ai Mondiali, hanno chiuso al 5° posto qualificandosi per Pechino.

Il talento di Stefania Constantini

Stefania Constantini, classe ’99, ha 22 anni ed è nata a Pieve di Cadore anche se vive da sempre a Cortina d'Ampezzo, dove, in attesa di entrare a far parte a tutti gli effetti delle Fiamme Oro, lavora in un negozio di abbigliamento. Ha 2 fratelli e ha iniziato con il curling quando aveva 8 anni prendendo spunto da una amica più grande e in famiglia il papà era un hockeista, proprio come il suo attuale compagno con cui è legata da 7 anni.
Dopo il diploma in ragioneria si è concessa un anno sabbatico iniziando a fare qualche lavoro per guadagnare qualcosa. A livello sportivo, nel 2016 ha partecipato ai Giochi Olimpici giovanili a Lillehammer e nel 2017 ha ottenuto la medaglia di bronzo con la squadra femminile agli Europei di San Gallo, in Svizzera. Pechino 2022 rappresenta il suo esordio olimpico. Ha giocato con Mosaner in doppio misto per la prima volta in un torneo in America nel 2018 ma costantemente solo dal 2020.

Le origine delle stones

Gli azzurri del curling Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno riacceso i fari su uno degli sport più curiosi della famiglia del ghiaccio. E allora vale la pena anche focalizzarsi sull’origine delle “stones”, i pietroni tondi con il manico, usate dagli atleti, anche queste con particolarità del tutto fuori dall’ordinario.
Per iniziare, vengono tutte da una minuscola isola al largo della Scozia, Aisla Craig, parco naturale disabitato ma che fin dal 1851 è la cava da cui l’unico produttore, la famiglia Kays, ricava le stones. E ancora più curiosamente ne ha anche la forma a panettone schiacciato. Solo su quest’isola, proprietà privata dei marchesi Kennedy ma data in affitto fino al 2050 alla Reale società per la protezione degli uccelli, si trovano i 2 graniti utilizzati, “Blue Hone” e “Common Green”, il primo il più pregiato.
La struttura dei 2 graniti è particolarmente impermeabile, e la ragione per cui vengono preferiti sta nella loro maggiore resistenza alla rottura in seguito all’azione invasiva dell’acqua che ghiacciandosi spacca la pietra. Lo status di isola protetta consente all’azienda produttrice, Kays of Scotland, di cavare rocce un quantità limitata e solo ogni 10 anni: l’ultimo nel 2013, con 2.000 tonnellate ricavate.
Le stones della Kays sono le uniche riconosciute ufficialmente sia dalla World Curling Federation sia dal Cio.

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