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Pechino ammette “importanti progressi” nel negoziato commerciale Eu-Cina

Il portavoce degli Esteri: “Intesa in tempi brevi” - J. Wuttke, presidente della Camera di commercio europea: “Svolta positiva, vedremo i dettagli”

di Rita Fatiguso

3' di lettura

“Di recente sono stati raggiunti importanti progressi,” ha detto in conferenza stampa a Pechino Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri, aggiungendo che “Cina e Ue potrebbero arrivare a un’intesa in tempi brevi”.
La presa d’atto cinese arriva dopo il via libera politico dei 27 Paesi dell'Unione europea alla chiusura del negoziato per il BIT, il Bilateral investment treaty.
I leader europei usciranno domani allo scoperto ed è probabile che Cina e Ue concludano in settimana l’accordo che darebbe alle imprese della Ue un migliore accesso al mercato cinese, migliorerebbe le condizioni di concorrenza e potrebbe proteggere gli investimenti della Ue in Cina. Questo è il sentiment che filtra da Bruxelles.

I dettagli dell’accordo

Ma anche se l’accordo venisse firmato in settimana, ci vorranno mesi per mettere insieme un articolato coerente e addirittura un anno per implementarlo.

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La conferma viene dall'associazione che più ha lottato per questa intesa, la Camera di commercio dell’Unione europea in Cina e che ha il polso della situazione globale sugli investimenti.

“Attendiamo con impazienza il rilascio dei dettagli di questo accordo politico e speriamo di trovare una conclusione solida e coraggiosa”, dice Joerg Wuttke, presidente della Camera di commercio dell'Unione europea in Cina al Sole 24 Ore. E aggiunge: “Un forte accordo sarebbe un’affermazione potente per dimostrare che un impegno costruttivo può produrre risultati. La comunità imprenditoriale attende con impazienza di analizzare i dettagli e il peso che avranno nel consolidare la posizione giuridica delle società europee già presenti in Cina.Ovviamente l'accordo non entrerà in vigore finché i testi finali non saranno sviluppati e poi ratificati da entrambe le parti, il che richiederà probabilmente il superamento di ulteriori ostacoli. Speriamo che i decision makers mantengano lo stesso spirito di impegno che ha portato alla conclusione dell'accordo politico”.

La “ zampata” di Trump

Il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, intanto ha ulteriormente inasprito il decreto esecutivo che proibisce gli investimenti statunitensi nelle aziende controllate dalle Forze armate cinesi, con la pubblicazione di nuove linee guida del dipartimento del Tesoro pubblicate ieri, 28 dicembre.

Il dipartimento ha pubblicato risposte a una serie di “domande frequenti” (”Faq”) che illustrano più nel dettaglio il decreto esecutivo n.13959 e il suo ambito di applicazione. Secondo il documento, sono proibiti anche gli acquisti di exchange-traded funds (Etf) e fondi indicizzati che vadano a finanziare indirettamente le aziende controllate dalle Forze armate cinesi e le loro controllate.

Nel documento pubblicato dal dipartimento del Tesoro si legge che “i divieti contenuti nel decreto esecutivo 13959 si applicano a ogni controllata di una azienda delle forze armate comuniste cinesi, una volta che tale controllata venga inserita pubblicamente nella lista del dipartimento del Tesoro”.

Il dipartimento ha aggiunto che nella lista verrà inserita ogni controllata che emetta obbligazioni e che “sia controllata per il 50 per cento o più da una azienda delle forze armate comuniste cinesi”.

E la reazione di Pechino

Trump ha definito il decreto una misura necessaria a evitare che Pechino sfrutti gli investitori Usa per finanziare lo sviluppo del proprio apparato militare.

Ma proprio nelle stesse ore lo Standing committee del Partito comunista della Repubblica popolare cinese varava il testo della nuova legge sulla difesa nazionale per proteggere gli interessi dello sviluppo della Cina.

La legge cinese sulla difesa nazionale, recentemente modificata, entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2021. È stata approvata nel weekend durante una sessione del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, la massima legislatura cinese.


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