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Pechino attira capitali esteri, Xi a Macron: “Pronti a dialogare con la Ue”

Crescita boom a gennaio degli investimenti diretti esteri:+11,6% sulla scia del 2021 - A telefono con il presidente francese il leader cinese auspica la ripresa del negoziato bilaterale

di Rita Fatiguso

2' di lettura

La Cina resta una forte calamita per gli investimenti esteri nonostante la pandemìa, un trend che potrebbe consolidarsi grazie al miglioramento del contesto globale e alle riforme attuate da Pechino per aprire i mercati. Dopo il boom del 2021 gli IDE (investimenti diretti esteri) cinesi a gennaio sono aumentati ancora dell’11,6% su base annua a 102,28 miliardi di yuan a gennaio. In dollari Usa l’afflusso è aumentato del 17,6% a 15,84 miliardi di dollari. Il trend fa riflettere sull’importanza delle regole nei rapporti bilaterali tra Cina e resto del mondo. Il trattato bilaterale sugli investimenti Ue-Cina rimasto in freezer non a caso ha fatto capolino nella telefonata tra Xi Jinping ed Emanuel Macron.

Trattato bilaterale in stand by

Pechino brinda alla crescita più rapida a due cifre mai registrata nel mese di gennaio addirittura dal 2016. A gennaio, gli investimenti esteri nel settore dei servizi sono aumentati del 12,2% su base annua, mentre l’afflusso verso le industrie high-tech è aumentato del 26,1 per cento.

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Sta di fatto che il tema investimenti è tornato alla ribalta nei rapporti tra Cina e resto del mondo. I presidenti Xi Jinping e Macron hanno concordato a telefono sull’approfondimento della cooperazione ma anche sulla necessità di far avanzare le relazioni Cina-UE. Il presidente francese che guida il semestre di presidenza europea ha fatto gli auguri per il Capodanno cinese che apre l’anno della Tigre ma al tempo stesso il presidente Xi ha dichiarato che la Cina è pronta a collaborare con la Francia sull’accordo di investimento Cina-UE. Una dichiarazione importante se è vero come sembra che in aprile dovrebbe tenersi il Summit Usa-Cina, più volte rimandato.

L’ottimismo delle imprese

Uno dei fattori chiave dietro il boom degli investimenti cinesi sarebbe proprio la nuova legge sugli investimenti stranieri in Cina approvata da Pechino che ora sta dando i suoi frutti. Un sondaggio ha mostrato che il 94,9% delle oltre 3mila aziende straniere che operano in Cina ha una prospettiva ottimista.

La Cina ha intensificato inoltre gli sforzi per aprire ulteriormente l’economia. La negative list degli investimenti esteri è entrata in vigore il 1° gennaio, con voci off limits ridotte a 31 dalle 33 di un anno fa. In particolare, il limite di capitale estero nell’industria automobilistica è stato eliminato e anche le restrizioni alla produzione nelle zone di libero scambio sono state azzerate.

Anche la rapida crescita degli investimenti nell’alta tecnologia e nei servizi rispecchia il ruolo del capitale straniero nel panorama economico del paese.

Investimenti transnazionali

Pechino ha dichiarato di voler ampliare ulteriormente il suo mercato, migliorando i servizi per aziende e progetti finanziati dall’estero e facendo maggiori sforzi per ottimizzare l’ambiente imprenditoriale nel 2022.

In prima linea i settori emergenti, tra cui la produzione avanzata, i servizi moderni, l’alta tecnologia, il risparmio energetico, la protezione dell’ambiente e l’economia digitale. Parte dell’impulso degli IDE del Paese proverrà anche dalle regioni centrali e occidentali meno sfruttate, che intanto hanno visto gli afflussi di IDE in forte aumento rispettivamente del 46,2% e del 42,2% a gennaio. Le imprese straniere che investono in quelle aree possono avere costi operativi molto più bassi e godere di agevolazioni fiscali consistenti.

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