ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo Carbis Bay

G7, la Cina accusa: «Manipolazione politica e interferenza. Non politicizzate il virus»

Il portavoce dell’ambasciata di Pechino in Gran Bretagna replica a caldo al documento finale che chiude i lavori del Summit in Cornovaglia

di Rita Fatiguso

G7, proclami sulla ritrovata unita' ma a dividere e' la Cina

3' di lettura

La Cina ha accusato il G7 di «manipolazione politica» e «interferenza» nei propri «affari interni» alla luce della posizione espressa domenica dal Gruppo sulla questione dei diritti umani nello Xinjiang e ad Hong Kong. «Il Gruppo dei Sette sfrutta le questioni relative allo Xinjiang per dedicarsi alla manipolazione politica e interferire negli affari interni della Cina, noi ci opponiamo fermamente a questo», ha fatto sapere un portavoce dell’ambasciata cinese nel Regno Unito.

Quella del portavoce dell’ambasciata cinese a Londra è una prima dura reazione al comunicato finale del G7 in cui le nazioni delle sette democrazie più influenti del pianeta hanno criticato Pechino, tra l’altro, per Hong Kong, Xinjiang e Taiwan.

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Quest’ultima in particolare, è un tema altamente sensitive, infatti si ribadisce il concetto dell’unica Cina, “Taiwan è Cina”.

Commenti aspri anche sul versante commerciale, la Cina è accusata di seguire politiche non di mercato. Secondo il portavoce, Pechino si è impegnata da tempo a garantire uguale trattamento a tutti gli attori sul mercato con un adeguato sistema di tariffe.

Ce n’è anche sul tema dell’origine del virus: «è una questione scientifica». La Cina «ha sempre mantenuto un atteggiamento aperto e trasparente e ha assunto un ruolo guida nella cooperazione sulla sua tracciabilità con l’Oms». Non bisogna «politicizzare», ma seguire un lavoro svolto in «modo scientifico, obiettivo ed equo», glissando sulla richiesta di nuova indagine. «Il gruppo di esperti Cina-Oms ha condotto ricerche in modo indipendente, scrivendo rapporti indipendenti, seguendo le procedure dell’Oms e adottando metodi scientifici».

Fatti distorti, indebite interferenze

Il portavoce dell’Ambasciata cinese nel Regno Unito ha espresso forte opposizione al comunicato congiunto emesso dai leader del Gruppo dei Sette (G7) in cui il gruppo ha criticato Pechino per le questioni riguardanti la regione amministrativa speciale cinese di Hong Kong, Xinjiang e Taiwan. Il G7 è stato il primo vertice in presenza fisica in quasi due anni e si è svolto in Gran Bretagna a Carbis Bay in Cornovaglia. La Cina non è stata invitata come osservatore, al contrario della Corea del Sud, India, Sudafrica e Australia. In una dichiarazione ufficiale rilasciata a caldo, il portavoce ha detto che «le critiche del documento finale si basano su fatti distorti» e ancora una volta ha esortato il gruppo a smettere di intromettersi negli affari interni della Cina.

Basta diffamare la Cina, rispettare i fatti

«Esortiamo gli Stati Uniti e gli altri membri del G7 a rispettare i fatti, riconoscere la situazione, smettere di diffamare la Cina, smettere di interferire negli affari interni della Cina e di danneggiare gli interessi della Cina, meglio fare più cose che favoriscono la promozione della cooperazione internazionale invece che artificialmente, creando scontri e attriti», ha aggiunto il portavoce. A ridosso del G7 Pechino ha varato una legge anti-sanzioni internazionali, un elemento che avrà il suo peso nelle dinamiche future tra i due blocchi, perché stabilisce una serie di misure anche per persone fisiche non solo giuridiche collegate a enti e istituzioni alle quali siano addebitabili sanzioni ingiuste contro la Cina.

Il mercato cinese offre parità di condizioni»

Oltre alle critiche alle tre regioni, i leader del G7 hanno anche censurato la Cina su altre questioni, inclusa la politica commerciale. In risposta, il portavoce ha negato con forza l’accusa alla Cina di seguire politiche «non di mercato. Il livello tariffario totale della Cina è stato ridotto al 7,5% da novembre 2018 e il Paese si è impegnato ad aprire e costruire un ambiente di mercato in cui le imprese nazionali e straniere siano trattate allo stesso modo e competano in condizioni di parità», ha detto il portavoce. Un passo in avanti è in effetti contenuto nel Cai, il trattato bilaterale sugli investimenti Cina-Europa che al momento, però, è stato messo nel congelatore.


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