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Pechino furibonda per il sostegno Usa e il report della Ue pro-Taiwan

Torna a surriscaldarsi il clima politico su Taipei. La Cina contesta la svolta europea mentre il presidente Biden ribadisce: “Sostegno in caso di attacco”.

di Rita Fatiguso

3' di lettura

Taiwan incassa il rinnovato impegno degli Stati Uniti nella difesa dell’Isola in caso di attacco da parte della Cina. Ma dall’altra parte dello Stretto la Commissione esteri del Parlamento cinese attacca con violenza il report approvato dal Parlamento europeo sui rapporti politici e commerciali con Taipei perchè “viola il principio di una sola Cina”, in base al quale Pechino non riconosce la sovranità di Taiwan. Dura opposizione a ogni forma di riconoscimento, avvio di negoziati commerciali o apertura di uffici nell’Isola inseriti nel documento europeo.

Gli Usa pronti in caso di attacco

Gli Stati Uniti hanno dimostrato un sostegno “saldo come una roccia” a Taiwan da quando Joe Biden è arrivato a gennaio alla Casa Bianca. La dichiarazione del portavoce della presidenza taiwanese, Xavier Chang, segue a ruota quella del presidente Joe Biden il quale ha ribadito che “gli Usa saranno al fianco di Taiwan in caso di attacco cinese”.

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La Casa Bianca ha precisato, tuttavia, che il presidente non stava “annunciando nessun cambiamento nella nostra politica” e che “non ci sono cambiamenti nella nostra policy”. “La relazione di difesa Usa con Taiwan è guidata dal Taiwan Relations Act, ci atterremo - ha aggiunto la Casa Bianca - al nostro impegno in base a questo Act, continueremo a sostenere l’autodifesa di Taiwan e a opporci a ogni cambiamento unilaterale dello status quo”.

Precisazione più che necessaria, dal momento che il clima intorno a Taipei inizia a surriscaldarsi nuovamente. Specie dopo la mossa dell’Unione europea, infatti il Parlamento Europeo ha appena a maggioranza, 580 voti contro 26, un documento che pianifica di stringere i legami politici ed economici con Taipei.

Le tensioni militari tra Cina e Taiwan sono aumentate, con Taipei che afferma che Pechino sarà in grado di organizzare un’invasione “su larga scala” già entro il 2025.

La reazione del Congresso del popolo

Il sostegno europeo a Taiwan sta avendo un “impatto enorme”. Non ci sono dubbi, per la Commissione affari esteri dell Congresso nazionale del popolo cinese ”il rapporto recentemente approvato dal Parlamento europeo viola gravemente il principio di una sola Cina ed è di pessima natura. Il Congresso nazionale del popolo cinese si oppone fermamente a questo”. La Conferenza consultiva politica del popolo cinese (CCPPC) ha dichiarato, a sua volta, di aver “fermamente condannato e fermamente respinto il rapporto”.

L’Unione europea, di fatto, apre all’upgrade della presenza nell’Isola da ufficio commerciale a ufficio dell’Unione europea a Taiwan, anche se nè la missione Ue nè i suoi Stati membri hanno status diplomatico perchè relazioni diplomatiche formali con Taiwan sono inesistenti. La Cina rivendica l’Isola come proprio territorio e per questo non ne riconosce la sovranità.

La svolta dell’Unione europea

L’Unione europea, al contrario, vuol approfondire i legami con Taiwan iniziando a lavorare su un accordo di investimento bilaterale.Taiwan era stata aggiunta nel 2015 alla lista di possibili partner, ma tutto era rimasto fermo.

Pechino adesso è furibonda anche rispetto al fatto che l’accordo sugli investimenti con la Cina varato a fine 2020 è stato di fatto congelato dal Parlamento europeo.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha espresso una forte condanna sulla svolta. “Il Parlamento Ue dovrebbe fermare immediatamente le parole e le azioni che minano la sovranità e l’integrità territoriale della Cina”, ha detto in conferenza stampa.

La Cina è anche irritata dal fatto che il ministro degli Esteri taiwanese Joseph Wu visiterà la Slovacchia la prossima settimana in un tour che includerà anche la vicina Repubblica Ceca e un discorso virtuale a un forum che si terrà a Roma.

Il ministero degli Esteri di Taiwan ha invece ringraziato per il sostegno, affermando che la risoluzione “stabilirà una nuova pietra miliare” per i suoi legami con il blocco europeo.


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