i negoziati

Pechino in pressing per la firma del Bit con l’Europa entro fine anno

Il presidente Xi Jinping vuole chiudere il Bilateral investment treaty ma rimangono ostacoli da superare

di Rita Fatiguso

Commercio, Pechino boccia le politiche Usa contro la Cina

Il presidente Xi Jinping vuole chiudere il Bilateral investment treaty ma rimangono ostacoli da superare


3' di lettura

Il presidente cinese Xi Jinping torna alla carica sulla conclusione del BIT (bilateral investment treaty) entro l'anno. Questa volta, in particolare, fa pressing sulla Germania. I negoziati bilaterali Cina-UE sono entrati nella fase cruciale, ma le differenze tra i due fronti restano forti.

Fonti di Pechino, in particolare, dall'ambasciata europea che ospita il negoziato, confermano che gli ostacoli ancora da rimuovere sono tanti, mentre il tempo stringe. Circostanza, peraltro, confermata dal Ministero del Commercio estero (MofCom) in una nota pubblicata sul sito web.

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I timori di Xi Jinping

L'elezione di Joe Biden alla guida degli Usa rende meno pressante per l'Europa quella «conclusione rapida» così cara a Pechino. Con il presidente eletto si sono congratulati i leader europei, ai quali si è accodata, per ultima, anche la Cina. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, braccio esecutivo dell'Unione europea, ha dichiarato: «Non vedo l'ora di lavorare con il presidente eletto Biden». Anche il presidente francese Emmanuel Macron si è concentrato sull'unità: «Abbiamo molto da fare per superare le sfide odierne. Lavoriamo insieme».

Il 32esimo round negoziale

Pechino teme, dunque, uno spostamento in direzione transatlantica, e gli ostacoli non sono pochi per una chiusura dell'accordo entro fine anno. Il 32esimo round negoziale per il Bit si è appena concluso. Dopo sette estenuanti lunghi anni di trattative la chiusura in tempi brevi è tutt'altro che certa. «I negoziati sono in una fase avanzata. Le nostre questioni prioritarie continuano ad essere l'accesso al mercato, la parità di condizioni e lo sviluppo sostenibile», è stato il commento a caldo del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis. «Abbiamo ancora bisogno che la Cina si muova in modo significativo. Come ho sempre detto, la sostanza dovrebbe avere la priorità sulla velocità».

Il peso specifico della Germania

Per questa ragione il presidente Xi Jinping è tornato alla carica con la cancelliera Angela Merkel. Xi Jinping nel discorso inaugurale della CIIE, la Fiera dell'Import di Shanghai, ha promesso di raggiungere un accordo di investimento con l'Europa che darà alle imprese europee un maggiore accesso al mercato cinese.«Speriamo che la Germania e l'Unione europea rimangano aperte alle aziende cinesi», ha aggiunto Xi durante una conversazione telefonica, a pochi giorni dal vertice G20, con la cancelliera tedesca. La Merkel si è congratulata con la Cina per aver firmato il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) con altri 14 paesi dell'Asia-Pacifico e ha detto che spera di «fare maggiori sforzi» per concludere l'accordo di investimento tra l'Unione europea e la Cina. Il RCEP è il più grande accordo commerciale del mondo, totalizza il 30% del Pil mondiale ma non include gli Stati Uniti.

Le relazioni bilaterali

Nonostante lo scoppio della crisi del coronavirus, le relazioni economiche della Cina con la Germania e l'Ue hanno continuato a crescere. Su questo, ovviamente, fa leva Xi Jinping. Berlino totalizza il 28% dell'interscambio Cina-UE. Nel secondo trimestre 2020, la Cina ha superato gli Stati Uniti ed è diventata per la prima volta il più grande mercato di esportazione della Germania, avendo importato merci per un valore di quasi 23 miliardi di euro (27,25 miliardi di dollari) dalla Germania. La Cina è diventata anche il principale partner commerciale della Ue per la prima volta, con il commercio bilaterale in aumento del 2,6% a 328,7 miliardi di euro, nonostante la pandemia.Nei primi sette mesi di quest'anno, 245 aziende tedesche sono entrate nel mercato cinese, secondo i dati del Ministero del Commercio cinese. Anche giganti tedeschi come la casa automobilistica premium BMW e il gigante chimico BASF hanno effettuato investimenti in Cina.

Il boomerang delle frontiere

Ma la Cina deve trovare un equilibrio tra l'apertura e la promozione del libero scambio, difendendo i suoi mercati interni e aumentando la fiducia in se stessi, Nicolas Chapuis, ambasciatore dell'Unione europa in Cina, sinologo, considerato amico della Cina, questa volta ha puntato i piedi. «La grande domanda che la Cina si pone è come trovare il giusto equilibrio tra autonomia, resilienza delle nostre economie e commercio aperto e libero», ha detto. Chapuis quindi ha criticato la decisione di Pechino di chiudere nuovamente i suoi confini ai visitatori di diversi Paesi europei, in nome della lotta alla nuova ondata di casi di coronavirus. «La Cina chiude di nuovo i suoi confini, come alla fine di marzo, a tutti gli europei. Questo non andrà bene in Europa. L'immagine della Cina ne soffre», ha aggiunto Chapuis - Quindi, se interrompi la mobilità, interrompi tutto. Interrompi il commercio, interrompi gli affari».

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