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Pechino in pressing per la firma di nuovi accordi di libero scambio

A Capodanno siglato primo accordo con uno Stato africano, le Mauritius - La Cina preme anche il pedale sull’FTA con Corea e Giappone

di Rita Fatiguso

2' di lettura

La Cina non conosce soste nella diplomazia economica. Dopo aver siglato, a novembre, il RCEP e aver completato, a fine anno, i negoziati per il CAI con l'Europa, Pechino è in pressing su Corea del Sud e Giappone per il Free trade agreement trilaterale.
Il copione delineato nel discorso di apertura del terzo CIIE si sta realizzando, capitolo dopo capitolo. Non solo. A Capodanno la Cina ha siglato il primo FTA con un Paese africano, le Mauritius e sta procedendo all'upgrade di altri FTA con Perù, Svizzera, Nuova Zelanda e perfino Australia.

Un FTA per tre

Fonti di Pechino rivelano crescenti aspettative che Cina, Giappone e Repubblica di Corea possano firmare un accordo di libero scambio avanzato. Essendo peraltro già membri dell'accordo di partenariato economico regionale globale recentemente firmato, Cina, Giappone e Corea del Sud getterebbero una base importante per un accordo di libero scambio, che, se concluso, diventeràebbe un nuovo motore per l'integrazione economica Asia-Pacifico e la ripresa dell'economia globale. Sarebbe il completamento della tripletta auspicata da Xi Jinping.

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Le industrie dei tre Paesi sono complementari e il loro volume commerciale trilaterale è aumentato dai 132 miliardi di dollari nel 1999 a oltre 600 del 2019 . Tuttavia, il commercio tra i tre rappresenta solo il 23% del loro commercio totale, molto inferiore al 65% del commercio tra i membri dell'Unione europea e al 40% tra le economie dell'accordo Stati Uniti-Messico-Canada.

Mentre la pandemia ha portato alla contrazione delle catene industriali e di fornitura globali, i vantaggi naturali geografici, industriali ed economici condivisi da Cina, Giappone e Corea hanno contribuito ad accelerare l'integrazione delle loro catene industriali e di fornitura.

I tre Paesi godono di una buona interazione a monte, a metà e a valle della catena industriale globale dei semiconduttori; il Giappone produce materie prime a monte, la Corea produce chip midstream e la Cina che produce prodotti finali, a valle.

Un accordo di libero scambio aiuterebbe a promuovere la cooperazione economica regionale, a consolidare le catene industriali e di approvvigionamento globali e a promuovere la ripresa dell'economia facendo delle tre economie gli stabilizzatori e i motori della crescita economica mondiale.

In Africa

Il 2021 si è aperto con una novità, l’accordo di libero scambio in 27 capitoli con il primo Stato africano, le Mauriitus , chiuso dopo tre anni di trattative.

Non è l'unico veicolo che la Cina sta utilizzando per espandere il commercio e altri tipi di cooperazione con l'Africa. Il consigliere di Stato cinese e ministro degli Esteri Wang Yi è in Africa in questi giorni per il suo primo viaggio ufficiale dell'anno in cinque Paesi africani - Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Botswana, Tanzania e Seychelles - in linea con una tradizione inaugurata nel 1991.

Mentre le esportazioni di Mauritius verso la Cina sono relativamente piccole, l’accordo di libero scambio - ovviamente - ha un peso specifico nell’ambito più ampio della cooperazione tra la Cina e il continente africano.


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