«Violazioni nella raccolta dati»

Pechino rimuove Didi dagli app store: bufera sulla «Uber cinese»

Pochi giorni dopo il debutto a Wall Street pesante tegola sulla società di noleggio auto con autista

Reuters

2' di lettura

Il governo cinese ha ordinato agli app store di rimuovere la società di trasporto privato, noleggio auto via app, consegne a domicilio e servizi finanziari Didi Global dopo averla accusata di raccogliere illegalmente i dati personali degli utenti.

La Cyberspace Administration of China (CAC) aveva ordinato a Didi di apportare modifiche per conformarsi alle norme cinesi sulla protezione dei dati. Non ha specificato la natura della violazione di Didi. L’azienda ha risposto dicendo che aveva smesso di registrare nuovi utenti e che avrebbe rimosso la sua app dagli app store.

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L’app di Didi funziona ancora in Cina per le persone che l’hanno già scaricata. Offre in media oltre 20 milioni di corse ogni giorno. I regolatori cinesi hanno inasprito le regole di raccolta dati per le principali aziende tecnologiche negli ultimi anni. La CAC venerdì ha annunciato un’indagine su Didi per proteggere «la sicurezza nazionale e l’interesse pubblico», due giorni dopo che l’azienda aveva debuttato alla Borsa di New York.

Didi Global è subito crollata al Nyse, a due giorni dalla seconda più importante quotazione di una società cinese a Wall Street (l'Ipo ha raccolto 4,4 miliardi di dollari, con valutazione a quasi 70 miliardi) da quella di Alibaba del 2014. Le azioni hanno perso fino all'8,8% per chiudere poi con un -5,3% a 15,53 dollari dal 16,4% del debutto, mercoledì.

Didi, che conta quasi mezzo miliardo di utenti e offre servizi in Cina e in più di 15 altri mercati, dalle vendite di auto alla gestione di flotte al leasing, raccoglie grandi quantità di dati di mobilità in tempo reale ogni giorno. Fondata nel 2012 dal ceo Cheng Wei (38 anni, ex manager di Alibaba, 1,2 miliardi di dollari il patrimonio personale stimato da Forbes), l’azienda è già stata oggetto di indagini normative in Cina sulla sicurezza e la sua licenza d’esercizio.

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