Opinioni

Pechino, i rischi geopolitici di un rimbalzo breve

La ripresa post-Covid della Cina rischia di avere vita breve, uno scenario che preoccupa, soprattutto per le sue ricadute politiche

di Adriana Castagnoli

default onloading pic
(REUTERS)

La ripresa post-Covid della Cina rischia di avere vita breve, uno scenario che preoccupa, soprattutto per le sue ricadute politiche


4' di lettura

La Cina è tornata a crescere. Non si tratta soltanto del +3,2% registrato dal suo Pil nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, quanto del fatto che – secondo le proiezioni di giugno del Fmi – sarà l’unico Paese fra quelli avanzati ed emergenti a chiudere, per quanto modestamente, il 2020 in positivo (+1%). Pechino dovrebbe essere prima nella ripresa a livello globale anche nel 2021 con un rimbalzo dell’8,2%, distanziando sia gli Stati Uniti (+4,5%) sia l’area euro (+6%) che però dovrebbero chiudere il 2020 in profondo rosso (rispettivamente -8% e -10,2%).

Fra gli analisti che si sono interrogati sui fattori di questa rapida ripresa, molti ne hanno attribuito il merito all’efficacia delle decisioni assunte dalle autorità di Pechino. Le dinamiche di uno Stato autocratico sono differenti da quelle di una democrazia liberale. La Cina sta meglio perché ha affrontato in anticipo sugli altri Paesi e con gli strumenti di controllo di un regime dittatoriale la crisi provocata dal Covid-19. Lo Stato ha sostenuto la ripresa delle attività industriali, spingendo sull’acceleratore della domanda pubblica con rilevanti prestiti destinati ai governi locali per progetti infrastrutturali. A sua volta, l’industria delle costruzioni ha incrementato la produzione di acciaio che, in altre parti del mondo come in Europa, si è contratta per mancanza di domanda.

Loading...

Gli incentivi fiscali hanno accelerato la produzione industriale che, a luglio, è crescita al tasso più rapido degli ultimi nove anni. I consumi interni, invece, si sono rivelati più problematici: le vendite al consumo sono crollate del 3,9% nel secondo trimestre. La politica di stimolo del governo, concentrata in particolare nella promozione della vendita di auto, produce effetti incerti perché dipende, fra l’altro, dalle misure di allentamento, volute dal presidente Xi Jinping, nelle città più ricche e sviluppate del sistema di quote delle targhe.

La questione, pertanto, è se il rimbalzo cinese possa essere sostenuto e quanto a lungo. Per quel che riguarda il commercio estero va detto che, benché la Cina sia meno dipendente dall’export rispetto al passato (nel 2018 19,5% del Pil, per la Banca mondiale, ben al di sotto del 32,6% del 2008), secondo Oxford Economics l’export cinese continua a battere le aspettative: nei prodotti tessili, nei macchinari ed equipaggiamenti, nelle macchine per elaborazione dati e nei prodotti high-tech; a giugno è aumentato anche l’import (+2,7%). Significativo della strategia geo-economica di Pechino nonché dell’atteggiamento dei suoi partner, il fatto che le rotte dell’export cinese siano state limitate in direzione del mercato americano (+1,4% su base annua), ma assai trafficate verso l’Europa (+10,5%).

La resilienza dell’export cinese indica che Pechino mira ad allargare la sua quota nel mercato globale. La relativa stabilizzazione del commercio mondiale, prevista per la seconda metà dell’anno, dovrebbe portare benefici e vantaggi alla Cina. Tuttavia, la recessione americana e la guerra fredda economica Usa-Cina, se prolungate, potrebbero danneggiare il Dragone: poiché gli Usa, nel 2019, erano pur sempre il suo primo mercato d’esportazione, mentre l’Ue si sta facendo più guardinga.

Altre circostanze possono minare la solidità della ripresa cinese a cominciare dal decoupling Usa-Cina. Il rallentamento dell’economia cinese potrebbe poi essere esacerbato dal collo di bottiglia provocato dall’insostenibilità di una crescente attività di prestiti bancari. Il fatto che i regolatori cinesi abbiano recentemente preso il controllo di nove istituzioni finanziarie, accusate di aver infranto le regole e così aggiunto rischi al sistema sottoposto allo stress del Covid-19, è un preciso segnale della preoccupazione delle autorità cinesi, manifestatasi in questi anni, di prevenire rischi sistemici e di arginare il debito mentre la crescita del Paese rallentava.

Alcuni esperti si chiedono se la centralizzazione del processo di decisione economica e politica, realizzata con Xi Jinping, riversando imponenti risorse nelle aziende di Stato e perfezionando le tecnologie di sorveglianza finirà per erodere i fondamenti del potere economico cinese e per diffondere critiche politiche che ne indeboliranno il potere.

Il punto è che un regime autocratico gioca sempre la carta del nazionalismo quando la sua economia è in difficoltà trovando sostegno e alleanze nei Paesi pari e simili. Così, mentre il mondo continua a lottare con il virus, Pechino ha completato BeiDou, un sistema di navigazione satellitare che segna la fine della dipendenza di Pechino dagli Stati Uniti per la fornitura di un servizio cruciale per l’esercito quale la geo-localizzazione. Ha poi attivato una corsa alle armi lungo la frontiera indo-cinese con la costruzione di infrastrutture militari. Mentre l’imposizione della legge sulla sicurezza a Hong Kong sottopone il business internazionale operante nel terzo hub finanziario mondiale, dopo New York e Londra, al controllo e all’intrusione delle autorità di Pechino, con tutto quanto ne consegue per gli interessi dell’economia e della finanza mondiali. Inoltre l’asse con l’Iran – per non dire di quello con Mosca – basato su uno scambio fra petrolio e progetti industriali, nonché di sviluppo della collaborazione militare, mostra quali possano essere i pericoli per gli equilibri mondiali derivanti dalle ambizioni di potenze regionali autoritarie. Questi Stati difficilmente si accontentano di una mera dominanza a livello regionale. Essi si alleano, invece, sulla base della comune contrapposizione ai valori democratici occidentali.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti