commercio internazionale

Commercio: la Cina taglia i dazi su carne di maiale, avocado e farmaci contro il diabete

Dietro la mossa non c’è solo il completamento degli accordi con gli Stati Uniti ma anche ragioni di economia interna come la necessità di calmierare l’inflazione su alcuni prodotti 

di Roberta Miraglia


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(REUTERS)

3' di lettura

Pechino ha annunciato la riduzione di dazi sulle importazioni, a partire da gennaio 2020, su centinaia di prodotti, dalla carne di maiale ai farmaci contro diabete e asma fino alle componenti dell’industria hi-tech. Le «tariffe temporanee all’import», ha detto il ministero delle Finanze cinese, saranno più basse di quelle per la nazione più favorita (che si applicano ai Paesi della Wto) e riguarderanno 859 prodotti rispetto ai 706 che hanno goduto di una tassazione a tassi temporanei agevolati nel 2019.

L’influenza suina e il boom dei prezzi
I dazi sulla carne di maiale surgelata scenderanno all’8% rispetto al 12% previsto per la nazione più favorita; quelli per l’avocado saranno ridotti dal 30 al 7 per cento. Le tariffe su alcuni farmaci per curare diabete e asma verranno eliminati così come quelle su alcuni semiconduttori mentre saranno abbassati i dazi su prodotti del legno e carta. I cambiamenti tariffari, ha sottolineato il Governo cinese, vengono effettuati «per aumentare le importazioni di prodotti dei quali c’è una relativa scarsità in questo momento oppure su specialità straniere di consumo quotidiano». Il caso più evidente riguarda la carne di maiale. Gli allevamenti cinesi sono stati decimati da una grave epidemia di influenza suina : da quando è cominciata nell’agosto del 2018 ha quasi dimezzato lo stock di animali cinesi mandando i prezzi alle stelle. Soltanto a novembre l’import di carne di maiale è cresciuta del 150% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Semiconduttori per l’hi-tech, formaggi e farmaci
Altri prodotti che vedranno una consistente riduzione delle tariffe sono alcuni metalli usati per rafforzare acciai a bassa lega usati nella costruzione di gasdotti, oleodotti, auto e camion che verranno portati a zero (dall’1%) nel 2020 per sostenere l’industria hi-tech. A zero scenderanno anche le tariffe su medicinali contro l’asma e il diabete. I formaggi passano dal 15% o dal 12% all’8%; coinvolti anche alcuni tipi di noccioline e molti prodotti chimici. Una lista di 484 prodotti riguarda le attrezzature tecnologiche, le cui tariffe saranno ridotte a partire dal primo luglio 2020: stampanti, stimolatori cardiaci, antenne satellitari (dal 10% al 5 per cento).

Economia in frenata e accordo con gli Usa
«La strategia di Pechino vuole mostrare un approccio diverso da quello protezionistico americano con un’apertura alle importazioni e riduzione dei dazi, con tariffe temporanee anche inferiori ai dazi Most Favoured Nation applicati all’import su oltre 850 prodotti prevenienti da Paesi membri della Wto» commenta Lorenzo Riccardi di RsA Asia. «La riduzione dei dazi è finalizzata inoltre a promuovere il rilancio dell’economia cinese e dei consumi interni, con particolare attenzione ad alcuni settori». L’economia cinese, infatti, sta vivendo una fase di rallentamento con il tasso di crescita più basso da trent’anni. Per questo il Governo cerca di rilanciare i consumi contenendo i costi aggiuntivi derivanti da tariffe all’import troppo elevate. Deve inoltre dare attuazione all’accordo con gli Stati Uniti che dovrebbe chiudere la guerra commerciale iniziata dall’amministrazione Trump. Pechino nella cosiddetta Fase 1 si è impegnata ad aumentare notevolmente gli acquisti di merci dagli Usa per ridurre l’enorme squilibrio della bilancia commerciale . Tra essi ci sono molti prodotti dell’agricoltura il cui import da parte della Cina dovrebbe aumentare di un importo pari a 40 miliardi di dollari nei prossimi due anni su un totale di aumento di 200 miliardi.

Tagli più cospiscui per l’area di libero scambio
Il taglio delle tariffe è più consistente, perché riguarda circa 8mila prodotti, per i 23 Paesi con quali Pechino ha concluso accordi di libero scambio tra i quali Nuova Zelanda, Perù, Costa Rica, Svizzera, Islanda, Singapore, Australia, Corea del Sud, Georgia, Cile e Pakistan.

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