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Pechino, vola l’attività industriale di novembre ai massimi dal 2017

Il boom dei consumi online sostiene il settore dei servizi in crescita per il sesto mese consecutivo

di Rita Fatiguso

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Il boom dei consumi online sostiene il settore dei servizi in crescita per il sesto mese consecutivo


3' di lettura

Si stabilizza la ripresa della crescita industriale cinese. A novembre l’attività ha viaggiato al ritmo più veloce da tre anni a questa parte, confortata dalla crescita nel settore dei servizi a sua volta trascinata dal boom delle vendite online.L’indice Pmi (Purchasing managers index) del settore manifatturiero è salito a 52,1 a novembre dal 51,4 a ottobre, stando ai dati dell’Ufficio nazionale di statistica. È la crescita più alta dal 2017.

I servizi sono in crescita per il sesto mese consecutivo. L’indice Pmi ufficiale non manifatturiero è salito a 56,4, il passo più veloce da giugno 2012 e dal 56,2 di ottobre, grazie all’aumento della fiducia dei consumatori. Il trasporto ferroviario e aereo, i servizi di telecomunicazione e di trasmissione satellitare e il settore finanziario sono tra i settori con le migliori performance. Il sottoindice dell’attività delle costruzioni si è attestato a 60,5 a novembre, migliorando dal 59,8 di ottobre, dal momento che Pechino sta aumentando la spesa per le infrastrutture per rilanciare la sua economia.

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Le criticità da superare

I dati ottimistici non nascondono le proccupazioni per una domanda ancora inadeguata all’espansione della domanda interna. L’indice delle blue chip del mercato azionario cinese ha toccato nuovi massimi in cinque anni e mezzo sull’onda di questi dati positivi . Probabilmente l’economia cinese dovrebbe espandersi intorno al 2% sull’intero 2020, la crescita più debole in oltre tre decenni, ma ancora molto più forte di altre importanti economie che stanno lottando per tenere sotto controllo i loro focolai di coronavirus.

Il Pmi ufficiale, che si concentra principalmente sulle grandi imprese statali, ha mostrato che il sottoindice per i nuovi ordini di esportazione si è attestato a 51,5 a novembre, migliorando dal 51,0 del mese prima.

Le prospettive dell’export

Un buon auspicio per il settore delle esportazioni, che ha beneficiato della forte domanda estera di forniture mediche e prodotti elettronici. A favorire l’attività di novembre sono state anche le forti promozioni sugli acquisti di e-commerce, che hanno scatenato una solida domanda da parte dei consumatori e rafforzato la fiducia delle piccole e medie imprese.

La Cina d’altronde sembra destinata a mancare l’obiettivo dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti, gli ultimi dati mostrano che le importazioni cinesi di beni statunitensi nell’ambito dell’accordo commerciale della fase uno sono rallentate il mese scorso dopo aver raggiunto un massimo a settembre, lasciando l’obiettivo per l’intero anno ben fuori portata. Alla fine di ottobre, la Cina aveva acquistato circa 75,5 miliardi di dollari di merci mirate, pari al 43,9% dell’obiettivo totale del 2020 di 172 miliardi di dollari in beni, il che significa che la Cina deve acquistare merci per oltre 95 miliardi di dollari nei restanti due mesi dell’anno per adempiere all’accordo commerciale di gennaio con gli Stati Uniti.

Il rallentamento è stato guidato da un calo di quasi il 60% negli acquisti di petrolio in ottobre rispetto al mese precedente. Gli acquisti di prodotti energetici erano pari soltanto al 25% di quanto dovevano essere entro la fine dell'anno, molto inferiori rispetto alle altre categorie di prodotti agricoli e manufatti.

Yuan forte e mercato del lavoro

Ma un aumento dello yuan e ulteriori blocchi in molti dei suoi principali partner commerciali potrebbero esercitare pressioni sulle esportazioni cinesi, che finora sono state sorprendentemente resistenti. Alcune aziende hanno segnalato che mentre lo yuan continua a salire, i profitti aziendali sono sotto pressione e gli ordini all’export sono in calo.

Non tutti i settori sono in ripresa, il tessile, ad esempio, è rimasto al di sotto della soglia di 50 punti, indicando una debole attività commerciale. Il mercato del lavoro è ancora in difficoltà. Le aziende di servizi hanno ridotto le buste paga a un ritmo più rapido a novembre, mentre le fabbriche hanno tagliato il personale per il settimo mese consecutivo, anche se a un ritmo più lento.

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