Circolazione stradale

tariffe congelate ma non per 11 gestori

Pedaggi autostrade, ecco i rincari tratta per tratta

di Maurizio Caprino


Pedaggi autostrade, tariffe congelate ma non per 11 gestori

4' di lettura

È vero che sul 90% della rete autostradale i rincari 2019 sono stati evitati, come ha scritto a Capodanno il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Ma sono pur sempre 11, su un totale di 26, le concessionarie che sono state autorizzate a praticare tariffe più alte dal 1° gennaio. E non gestiscono solo tratte secondarie: ci sono, per esempio, la Torino-Piacenza-Brescia, l’Autocisa, la Torino-Savona e la Savona-Ventimiglia. Comunque, va dato atto a Toninelli che gli aumenti da lui autorizzati sono tra i più bassi dell’ultimo decennio. Ad oggi sono percorribili senza rincari 5.208 chilometri. Cioè l’88,75% della lunghezza complessiva della rete autostradale nazionale a pedaggio (5.868 chilometri).

Pagheremo dopo
Il problema reale, semmai, è che probabilmente i rincari evitati il 1° gennaio peseranno in futuro: i gestori non hanno rinunciato a ottenerli, hanno solo trovato un accordo col ministero per rinviarne l’applicazione. Cosa che normalmente comporta una maggiorazione che copra i mesi di mancata applicazione dell’aumento.

Era avvenuto anche con i rincari del 2014, sospesi dall’allora ministro Maurizio Lupi ma poi applicati su ordine del Tar cui avevano presentato ricorso le concessionarie. Ma su questo aspetto non c’è ancora chiarezza: a differenza di quella volta, ora tra ministero e gestori (ad eccezione di Strada dei Parchi, gruppo Toto, che ha la concessione sulle autostrade A24 e A25 Roma-Abruzzo) si è raggiunto un accordo che potrebbe anche evitare la maggiorazione.

Più chiaro è il fatto che già dal mese prossimo i pedaggi saranno più alti del 2,64% su altri brevi ma importanti tratti autostradali del Nord: le tangenziali milanesi (la Est, la Ovest e la Nord) e sulla Milano-Serravalle (che fanno capo agli enti locali, con una quota del gruppo Gavio, che invece controlla le autostrade del Nord-Ovest citate prima).

La mappa
I dati di dettaglio sulle tariffe 2019 sono stati forniti ieri dalla direzione generale della vigilanza ministeriale sulle concessioni autostradali (Dgvca). Sono riportati in questa tabella

I RINCARI TRATTA PER TRATTA Variazioni dei pedaggi autostradali per ciascun gestore

La tabella evidenzia la differenza tra le richieste dei gestori e le risposte di Toninelli. Spicca la situazione della Sat (che è nell’orbita dei Benetton, gestisce l’autostrada tirrenica nel tratto a sud di Livorno e dovrebbe realizzare il contestato attraversamento della Maremma): a una richiesta di rincaro del 27,28% è seguito un aumento pari a zero.

In altri casi, evidenziati dalle note, i rincari dovrebbero scattare solo al termine della sospensione pattuita tra ministero e concessionari, se non interverrano ulteriori novità. Il caso più importante è quello di Autostrade per l’Italia (Benetton), non solo perché si tratta del maggiore gestore del Paese: è anche quello nell’occhio del ciclone per il crollo del Ponte Morandi (pende una procedura di caducazione della concessione) e l’accordo con il Governo sul rinvio dei rincari segna la ripresa del dialogo tra le parti, che prima si poteva solo intuire da alcuni dettagli.

Sulla Tangenziale di Napoli (Benetton) la tariffa cambia solo per i mezzi pesanti, che sono un’esigua minoranza del traffico complessivo.

L’andamento e le prospettive
Secondo la media calcolata dalla Dgvca (grafico qui sotto), l’aumento 2019 è dello 0,83%. Nel decennio precedente, era andata meglio solo per il 2017. Sotto l’1% si era tenuto anche il dato del 2016. Per tutti gli altri anni, si era andati sopra, anche abbondantemente. Fino al +4,53% del 2014.

11 ANNI DI RINCARI
11 ANNI DI RINCARI
11 ANNI DI RINCARI

Dunque, Danilo Toninelli è riuscito comunque a limitare i rincari. In parte è stato favorito dal clima ostile ai gestori che si è creato in Italia dopo il crollo del Ponte Morandi, quando lo stesso Toninelli ha consentito di scoprire quanto favorevoli alle concessionarie siano le clausole delle loro convenzioni con lo Stato, rimaste segrete anche per decenni.

In quell’occasione, il Governo aveva anche annunciato una r evisione complessiva del sistema delle concessioni. Un’opera ciclopica (riguarda non solo le autostrade, ma tanti altri settori, dalla produzione di energia ai lidi balneari), di cui finora si è visto solo un piccolo anticipo: l’estensione delle competenze dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) anche alle concessioni autostradali già esistenti (era stata costituita nel 2013 limitandone i poteri in ambito autostradale solo a quelle future, probabilmente perché si era voluto favorire gli operatori di questo settore).

La novità è in vigore solo da ottobre, quindi non c’è stato il tempo per far agire l’Art. I risultati si vedranno meglio in futuro. Se si sceglierà una linea “dura”, è probabile che il settore diventi meno attraente per gli investitori, abituati a rendimenti elevati e scoraggiati da cambi delle regole in corsa. Così sarà interessante vedere se lo Stato riuscirà a riassegnare le concessioni che arriveranno a scadenza.

Va comunque detto che l’andamento dei rincari nel tempo risente anche di fattori contingenti. Come i piani finanziari con cui ogni cinque anni Stato e gestori concordano gli investimenti da effettuare nel periodo e il modo in cui remunerarli. Attualmente non sono pochi i piani finanziari scaduti (come alcune concessioni, che hanno creato situazioni complesse).

Gli sconti
A mitigare gli effetti degli aumenti c’è la proroga per tutto il 2019 degli sconti del 20% sul sistema Brebemi (Intesa San Paolo)-Tangenziale Esterna Est di Milano (Gavio), per gli utenti Telepass che si registrano specificamente (chi lo ha già fatto negli anni scorsi non deve rifare l’operazione).

Sulla Pedemontana Lombarda lo sconto è invece limitato al 5% e (salvo novità dell’ultimo momento) si ferma a fine gennaio. È praticato in automatico a chi ha Telepass o Conto Targa.

Sulla Aosta-Monte Bianco viene invece abbuonato l’aumento 2019 ai residenti pendolari muniti di Telepass. È quel che resta degli sconti ai pendolari concordati in via sperimentale tra Stato e concessionarie, rimasto in vigore tra febbraio 2014 e dicembre 2017 e costato ai gestori circa 18 milioni di euro in termini di mancati ricavi: un anno fa era stato lasciato scadere e non più riproposto.

Andrà avanti fino a giugno 2019 lo sconto del 33% per i motociclisti, in vigore dall’estate 2017 a giugno 2018 e poi prorogato. Un’agevolazione comunque snobbata dall’utenza, perché subordinata a formalità scoraggianti, soprattutto per un’utenza particolare come quella delle due ruote.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti