il milleproroghe

Pedaggi, rincari congelati per il 95% della rete. Quattro eccezioni

Dal 1° gennaio gli aumenti tariffari hanno coinvolto soltanto quattro tratte autostradali: interessate A4, A57, A21, A35 e Pedemontana Lombarda

di Marco Morino


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3' di lettura

Sospiro di sollievo per automobilisti e autotrasportatori che viaggiano in autostrada. «Sul 95% della rete autostradale in concessione non sono previsti incrementi tariffari per l’anno 2020». Un comunicato pubblicato lo scorso 31 dicembre sul sito dei ministero dei Trasporti (Mit) interrompe la serie infinita dei rincari al casello che, a ogni Capodanno, scatta inesorabile.

È l’effetto del decreto Milleproroghe. Le eccezioni si contano sulle dita di una mano: sono quattro in particolare le tratte autostradali in cui, da mercoledì 1° gennaio 2020, è scattato l’aumento dei pedaggi.

Aumenti per quattro
Il ministero precisa di aver autorizzato una variazione del +1,20% rispetto al 2019 per la società Concessioni Autostradali Venete (che gestisce, con pedaggio, la A4 Passante di Mestre e la A57 Tangenziale di Mestre), del +4,88% per l’Autovia Padana (la A21 Piacenza Cremona Brescia), del 3,79% per la Brebemi (la A35 che unisce Milano a Brescia) e dello 0,80% per la Pedemontana Lombarda.

Nessun rincaro
Sono invece sospesi gli aumenti per i tratti gestiti da Rav-Raccordo autostradale Valle d’Aosta, Sat (autostrada Livorno-Rosignano), Strada dei Parchi, Satap (A4 Torino-Milano), Milano Serravalle, Brescia Padova, Autostrade per l’Italia (il gruppo gestisce il 51% delle rete nazionale), Asti-Cuneo, Salt (Autocamionale della Cisa), Autostrada dei fiori (Tronco A10), Autostrada dei Fiori (Tronco A6), Salt (Tronco Ligure Toscano), Sav (Società autostrade valdostane), Sitaf (Torino-Bardonecchia e traforo del Frejus), Tangenziale di Napoli e Cas (Consorzio per le autostrade siciliane). Lo stop varrà «sino alla definizione - chiarisce la nota - del procedimento di aggiornamento dei piani economici finanziari predisposti in conformità alle delibere adottate dall’Autorità di regolazione dei trasporti».

Incrementi "congelati"
Il Mit precisa inoltre che non è stato concesso alcun incremento tariffario per le società concessionarie il cui contratto di concessione risulta scaduto: Ativa, Autostrada del Brennero, Autostrade Meridionali, Autovie Venete e Satap (A21). L’Autobrennero, da parte sua, osserva che «negli ultimi sei anni, il pedaggio è stato incrementato una sola volta, nel 2018, dell’1,67%». Nessun rincaro neppure per la Teem, la Tangenziale Est esterna di Milano, sulla quale peraltro confluisce la Brebemi, che al contrario è interessata dagli aumenti.

La situazione nel Centro Italia
Viene confermato l’ulteriore congelamento degli incrementi tariffari relativi agli anni precedenti per le concessionarie Strada dei Parchi (sospesi +12,89% per il 2018 e +5,59% per il 2019), Autostrade per l’Italia (sospeso +0,81% per il 2019) e Milano Serravalle (sospeso +2,62% per il 2019). Relativamente alla concessionaria Strada dei Parchi, spiega il ministero, l’incremento tariffario è ulteriormente sospeso fino al 31 ottobre 2021. Si tratta dei territori dell’Italia centrale colpiti da terremoti (L’Aquila) e dove è in atto la ricostruzione. Sulle autostrade A24 e A25 continueranno a essere applicati i pedaggi vigenti alla data del 31 dicembre 2017.

I pedaggi in Liguria
Sulle autostrade liguri, gestite da Autostrade per l’Italia, rimangono gratuiti i tratti autostradali dell’area metropolitana genovese e quelli tra Chiavari e Rapallo (autostrada A12) e tra Masone e Ovada (A26). A questo si aggiunge, da ieri, la riduzione del 50% della tariffa di transito tra i caselli di Varazze e Genova Prà, vista la durata e la complessità del cantiere per la messa in sicurezza idrogeologica della frana all’altezza di Arenzano.

Per approfondire:

Autostrade proroga la sospensione dell'aumento delle tariffe

Autostrade: tutti i cantieri aperti nelle vacanze di Natale

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