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Pedalando fra i grattacieli di Rotterdam con Winy Maas

Un tour fra cappellerie e spiagge urbane insieme all'architetto. All'ombra delle sue ultime creazioni, si fa shopping in gallerie d'arte e si brinda con la birra artigianale.

di Lisa Corva

Un ritratto di Winy Maas, co-fondatore dello studio MVRDV.

3' di lettura

Rotterdam è la mia città. È il centro più moderno dei Paesi Bassi e ha una storia fortemente intrecciata al porto, il ma­ggiore d'Europa. Rasa al suolo dalla Luftwaffe nel 1940, è risorta come una Fenice, reinventandosi e imparando a immaginare e sperimentare. Anche grazie a chi la abita, menti giovani e creative da tutto il mondo, che la rendono viva. Per me, quindi, è un'emozione che due edifici che abbiamo progettato e costruito qui con MVRDV , lo studio di architettura di cui sono co-fondatore, siano diventati un po' il suo simbolo: il Depot, inaugurato nel 2021, e il Markthal, aperto nel 2014, uno dei primi ibridi architettonici, un mercato che è un'opera d'arte e ospita anche diversi appartamenti.

Lo skyline di Rotterdam, con una vista del ponte Erasmusbrug.

Io vivo in una vecchia casa con giardino in un quartiere multietnico del centro, capace di trasmettermi un vero senso di comunità. Mi piace cominciare la giornata nel caffè aperto da una ragazza marocchina vicino a casa, perché sa trasferirmi l'intimità della zona. Via­ggio molto per lavoro, ma quando sono in città frequento i miei luoghi del cuore, spostandomi in bici. Come Wester Paviljoen , per un appuntamento rilassato. Un tempo era la mensa aziendale di Unilever, ma da vent'anni è il salotto di Rotterdam: lo staff è molto amichevole e c'è un grande tavolo per la lettura. Nel 2019 si è allargato e ora dispone di uno spazio per le feste, dove abbiamo celebrato il lancio del documentario Under Tomorrow's Sky, sul lavoro del nostro studio.

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L'ingresso dell'hotel The Slaak.

Un dessert del ristorante De Matroos en het meisje.

Per cena, su­ggerisco Héroine , high dining con proposta interessante per i vegetariani. Mi piace poi De Matroos en het meisje , ovvero “il marinaio e la ragazza”, che ha una cucina tradizionale ed è legato alla storia del porto. È interessante il quartiere dove sorge, Katendrecht, prima luogo abbastanza malfamato, ora in rapido cambiamento. Qui merita una visita il Buizenpark, i nostri Kensington Gardens. E poi, da amante della birra, la Fenix Food Factory , ottimo esempio di imprenditorialità a chilometro zero: accoglie un mercato di frutta e verdura, chioschi di cibo e il birrificio artigianale Kaapse Brouwers. Un'altra zona da esplorare è De Weelde, nascosta nel porto di Rotterdam West. Si tratta di uno spazio di quasi due ettari con una spia­ggia urbana, un ristorante, una location per eventi e un piccolo atelier artigianale di cappelli. Altro capitolo curioso di Rotterdam sono i tetti: ci sono 18 chilometri quadrati di “rooftops” sottoutilizzati, al centro di diversi progetti di riqualificazione. L'estate scorsa con il mio team abbiamo ideato la Rotterdam Rooftop Walk, un cammino a 30 metri d'altezza per scoprirli.

Il soffitto del mercato Markthal, ideato dallo studio MVRDV, ospita “Horn of Plenty”, l'opera di 11mila mq di Arno Coenen.

Per lo shopping, consiglio un giro in Pannekoekstraat e, per il womenswear, il negozio della designer Wendela van Dijk . Mentre per lo shopping d'arte la Gallery Untitled , che ha lanciato molti artisti, da Rik Smits a Lenny Oosterwijk. E poi c'è l'arte da scoprire nei musei. Un classico è Huis Sonneveld, villa del 1933 salvata dai bombardamenti, ora casa-museo con arredi anni Venti e Trenta che si trova accanto al nostro Depot. Anche il Depot ospita arte: è un “deposito” che ci è stato commissionato dal Museo Boijmans Van Beuningen per rendere accessibile tutto ciò che prima era conservato negli archivi. Ora si possono ammirare 151mila tra o­ggetti e opere d'arte, si può visitare il backstage del museo, compresi i laboratori di restauro, e ci sono spazi affittati a collezionisti privati. Sul tetto, a 35 metri di altezza, una foresta di betulle con caffè e bistrot.

Gli esterni del Depot, il deposito d'arte del Museum Boijmans Van Beuningen, un altro progetto di MVRDV.

Per dormire in città la scelta classica è l' Hotel New York , sul porto, all'interno dell'edificio inizio Novecento da cui partivano le navi della Holland-America Line. Consiglio anche Slaak Rotterdam , una nuova apertura, che si trova nell'ex casa editrice di De Arbeiderspers e del quotidiano Het Vrije Volk, in uno stabile costruito negli anni Cinquanta da Jo Vegter. È un buon esempio di architettura di ricostruzione a Rotterdam. Mi piace il modo in cui gli interni sono stati ridisegnati, sembra un set cinematografico.

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