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Pedinamenti, gelosie e rivalità: scontro senza fine fra due banchieri svizzeri

I contrasti fra il ceo di Credit Suisse e il rivale in Ubs

di Lino Terlizzi

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(Reuters)

I contrasti fra il ceo di Credit Suisse e il rivale in Ubs


2' di lettura

Quello che sembrava tutt'al più uno scontro tra manager dalla forte personalità sta diventando un caso che coinvolge il Credit Suisse come banca e che suscita sorpresa a Zurigo, maggior piazza finanziaria elvetica. I contrasti personali tra il ceo di Credit Suisse, il franco-ivoriano Tidjane Thiam, e lo svizzero di origine pakistana Iqbal Khan, recentemente uscito dalla banca per passare alla rivale Ubs, hanno dato luogo a una vicenda singolare.

Gli ultimi tasselli in ordine di tempo sono la discesa in campo a difesa di Thiam da parte della società di investimento Usa Harris Associates, che è uno dei maggiori azionisti di Credit Suisse, e i riflessi della vicenda sul titolo della banca, che registra un seppur lieve ribasso alla Borsa di Zurigo, sull'onda delle polemiche.

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«Siamo convinti che la dirigenza sia responsabile della protezione della proprietà, dei clienti e di tutti gli azionisti. Questo include anche assicurare che siano rispettati i contratti dei dipendenti che lasciano l'azienda», ha affermato David Herro, che in Harris è responsabile degli investimenti sulle azioni internazionali. «Sosteniamo quindi pienamente le misure adottate dal management di Credit Suisse per proteggere l'azienda. Supponendo che nessuna legge sia stata violata, il signor Thiam e il suo team hanno il nostro pieno sostegno.Tutte le parti interessate sarebbero perdenti se lui e il suo team dovessero dimettersi».

Dimettersi Thiam,e perché mai? Evidentemente ci sono voci anche su questo, contro le quali si schiera appunto l'azionista Harris Associates.
Al centro del caso vi è Iqbal Khan, che sino a fine giugno era top manager di Credit Suisse e che dal primo ottobre sarà co-responsabile della gestione patrimoniale in Ubs, a fianco dell'americano Tom Naratil. La scorsa settimana nel centro di Zurigo Khan ha chiamato la polizia, ritenendo di essere pedinato. Le forze dell'ordine avrebbero fermato temporaneamente tre investigatori privati.

Da quel momento la vicenda si è gonfiata, con media elvetici che hanno riferito di tensioni esistenti da tempo fra Khan e Thiam. Il braccio di ferro avrebbe anche i contorni di uno scontro tra vicini - hanno entrambi ville a Herrliberg, confinanti - con il ceo che si sarebbe lamentato anche con il presidente del consiglio di amministrazione di Credit Suisse, Urs Rohner, per i fastidi e per il rumore provocato dai lavori di ristrutturazione del vicino.

Secondo voci raccolte dai media, ci sarebbe anche un elemento femminile. La tensione accumulata avrebbe portato a uno scontro verbale durante una cena nel gennaio scorso, quando Khan avrebbe affrontato duramente la fidanzata di Thiam, rea a quanto pare di aver piantato alberi che toglievano la vista del lago di Zurigo.I due top manager, sempre secondo le voci, sarebbero quasi venuti alle mani.

Ora c'è da capire se il pedinamento a danno di Khan ci sia davvero stato e, nel caso, chi e perché lo abbia voluto. E c'è da vedere se le onde della polemica arriveranno addirittura a far cambiare gli assetti dentro il management di Credit Suisse. La banca ha comunque avviato un'indagine interna. Resta l'allarme di una parte degli investitori, che attende chiarimenti su una vicenda che è andata allargandosi in modo inatteso, tra divergenze private, presunti pedinamenti, tensioni che hanno coinvolto il vertice della banca e gli azionisti.

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