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Peggiora il saldo commerciale con la Francia

2' di lettura

Il conflitto tra Russia e Ucraina, la crisi energetica da esso scaturita e le sanzioni inflitte alla Federazione hanno comportato una flessione delle esportazioni verso questi due paesi, unitamente ad un significativo aumento del valore delle importazioni italiane di gas naturale. Era perciò prevedibile attendersi un peggioramento del saldo commerciale con l’estero come quello che si è verificato tra il primo semestre del 2022 e lo stesso periodo del 2021: in particolare, a livello nazionale si è rilevata una flessione pari al 15,2% del rapporto tra export e import, con il valore complessivo degli acquisti dall’estero che nei primi sei mesi dell’anno in corso ha superato quello delle vendite verso altri paesi. Nel Nord-Ovest il peggioramento è stato lievemente più attenuato, soprattutto grazie all’entità del valore delle importazioni provenienti da Russia e Ucraina verso la Liguria, che ha subito una flessione pari al 17,4%, in decisa controtendenza con quanto fatto registrare sia nel resto dell’area geografica, che del Paese. L’impatto delle esportazioni del Nord-Ovest verso Russia e Ucraina nel primo semestre del 2022 è stato dell’1% (oltre 350 milioni di euro in cifra assoluta; 1,5% nella prima metà del 2021), a fronte dell’1,1% nazionale (era l’1,5% un anno prima). Un export per quasi l’88% appannaggio del Piemonte (da cui arrivano circa 309 milioni di vendita) e che sostanzialmente non vede squilibri tra le diverse province della regione, dal momento che le incidenze delle vendite verso i due paesi belligeranti rispetto al totale export sono comprese fra lo 0,2% di Verbano-Cusio-Ossola e l’1,8% della provincia di Cuneo. Tornando al complesso dell’area, peggiora il saldo commerciale con il paese cui viene destinata la quota più rilevante di vendite, ossia la Francia (-11,3% a fronte del -6% medio nazionale). Dal punto di vista della merce, i primi due prodotti per valori assoluti esportati dalle imprese del Nord-Ovest nel primo semestre del 2022 sono le macchine di impiego generale e le parti di accessori per autoveicoli e loro motori, con il Piemonte che ne realizza, rispettivamente, circa un quinto e circa un terzo del totale delle esportazioni nazionali e con Torino prima provincia in entrambi i casi. Tali volumi di vendite non hanno comunque impedito un peggioramento, rispetto alla prima metà del 2021, del rapporto tra valore dell’export e valore dell’import anche con riferimento a questi due prodotti, con la prima categoria che ha registrato risultati ancor peggiori del complesso del Paese (-9,5% vs -8,9%; -14,2% in Piemonte), mentre l’area è andata meno peggio di quanto non si sia rilevato mediamente in Italia con riferimento alle vendite verso l’estero delle componenti legate all’automotive (-1,2% nel Nord-Ovest, a fronte del ; -1,9% nazionale e del -0,5% piemontese). In termini dinamici, da segnalare la performance delle esportazioni di autoveicoli (+35,6% tra il primo semestre del 2022 e lo stesso periodo del 2021), che si mantiene sul gradino più basso del podio, per valori assoluti.

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