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Pegno, impieghi +16% per finanziare le famiglie

di Silvia Pieraccini

2' di lettura

Il pegno di oggetti preziosi - che sembrava superato dalla storia a favore di più moderne forme di finanziamento - riconquista interesse, spinto dalla fase di difficoltà economica che tocca molte famiglie e dalle necessità di liquidità che emergono all'improvviso.

La conferma arriva dai dati di ProntoPegno, il principale operatore bancario in Italia nel credito su pegno (fa capo per il 75% al gruppo Banca Sistema, quotato in Borsa, e per il 25% alle Fondazioni bancarie Cassa di risparmio di Cuneo, Cassa di risparmio di Alessandria e Fondazione Pisa), che negli ultimi anni ha fatto shopping: ha acquistato il ramo d’azienda “credito su pegno” del gruppo Intesa Sanpaolo, tra cui il Monte dei Pegni dell'ex Cassa di risparmio di Firenze; le attività sul pegno di Credit Agricole e di Cassa di risparmio Asti; i portafogli di storici operatori a Roma e Napoli (tra cui quello Finpeg).

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Oggi ProntoPegno conta 13 filiali (la prima è stata aperta a Milano nel 2017), più di 30mila clienti e 55mila polizze emesse, rilasciate a fronte del pegno di gioielli, orologi, pietre preziose, con l’indicazione della data del riscatto e degli interessi da pagare.

Nel 2021 gli impieghi di ProntoPegno a livello nazionale sono cresciuti del 16% rispetto all'anno precedente, toccando i 90 milioni di euro. E stanno continuando a correre anche nel 2022. Nel primo semestre la crescita segna +18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con impieghi che hanno raggiunto 97,8 milioni. Nel giro di cinque anni si è passati da una decina di operazioni al giorno a migliaia, con volumi giornalieri che superano il mezzo milione di euro.

In Toscana, dove ProntoPegno conta una filiale a Firenze e una a Pisa per un totale di 3.500 clienti, la crescita nei primi sei mesi di quest’anno ha segnato +12%, accelerando rispetto al primo trimestre (che si era fermato a +9,5% negli impieghi, con le polizze emesse cresciute del 7% e i clienti del 2%).

«Il pegno si conferma un valido strumento di sostegno alla liquidità delle famiglie italiane – afferma ProntoPegno – che non viene utilizzato solo dalle persone in difficoltà economica, ma da coloro che vogliono ottenere un finanziamento semplice in pochi minuti».

Il tasso di riscatto è del 98%, e questo significa che solo il 2% dei beni dati in pegno viene venduto all’asta. Tra i clienti toscani di ProntoPegno ci sono dipendenti pubblici e privati, disoccupati, liberi professionisti, imprenditori, pensionati e anche famiglie nobili che posseggono preziosi antichi. Il 40% dei clienti appartiene alla fascia 30-40 anni, la più incline a utilizzare i servizi attraverso la App, strumento che ormai ha contagiato anche il pegno: quasi la metà dei rinnovi delle polizze di pegno delle filiali di Firenze e Pisa viene effettuata online. «La tradizione del Monte dei Pegni di Firenze, che risale al 1496 con la prima apertura in una casa d’Oltrarno – afferma ProntoPegno - si coniuga oggi con l’innovazione per offrire servizi sempre più efficienti e rispondere alle esigenze della società moderna».

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