fibra e rete unica

Peli (Intred): «La rete unica la vuole soprattutto Tim, valutiamo co-investimenti con FiberCop»

L'ad della società bresciana si dice d'accordo sulla creazione di un unico network a patto che sia wholesale only, cioè non controllato da un operatore verticalmente integrato

di Simona Rossitto

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Daniele Peli, amministratore delegato di Intred

3' di lettura

La rete unica «la vuole fortemente soprattutto Tim» mentre sulla possibilità di co-investire con FiberCop, la società della rete secondaria di Tim, Intred, da poco vincitrice del bando da quasi 40 milioni di euro per la banda ultra-larga nelle scuole in Lombardia, «sta valutando ed è pronta a collaborare».

A fare il punto con DigitEconomy.24 (report del gruppo Sole 24 ore Radiocor e della Luiss Business School) è Daniele Peli, amministratore delegato della società bresciana, quotata all'Aim di Borsa, che è parte, con Retelit, Colt, Unidata e Irideos, della Fiber Alliance, un'alleanza per la fibra che nelle settimane scorse ha scritto al governo chiedendo una rivalutazione del dossier rete unica. Scenario diverso si verificherebbe, invece, con un unico network wholesale only, che vende cioè fibra solo all'ingrosso, non sotto il controllo di un operatore verticalmente integrato: «In questo caso – dice Peli parlando a titolo personale – sarei abbastanza d'accordo».

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Come svilupperete il progetto appena vinto di portare la banda ultra-larga nelle scuole lombarde?

Siamo molto contenti di aver partecipato a questo bando Infratel. Tim e Fastweb hanno partecipato a tutti i lotti, noi solo a quello per la Lombardia che è il nostro target, il territorio dove operiamo. È stata una gara molto impegnativa: abbiamo avuto un punteggio più alto degli altri non solo per il prezzo, che nel conteggio di gara valeva 13 punti su 100, ma soprattutto per l'aspetto tecnologico. Risultare in vantaggio sulla parte tecnologica rispetto a colossi come Tim e Fastweb è stato per noi di grande soddisfazione. Il progetto ci stimola molto, dovremmo fare un salto di qualità importante, soprattutto nell'estensione della rete. In più vediamo con molto favore la creazione di un rapporto privilegiato con le pubbliche amministrazioni locali che beneficeranno di questo progetto.

Parlando di nuove occasioni di gara, parteciperete ai futuri bandi sulle aree grigie?

La nostra normale attività è quella di sviluppare la rete, da diversi anni abbiamo fatto la scelta strategica di implementare un nostro network proprietario. Questo probabilmente è la chiave del successo della nostra azienda. Fino al 2010 abbiamo utilizzato infrastrutture di terzi, in particolare di Tim, ma ci siamo resi conto che non potevamo distinguerci dal punto di vista qualitativo se utilizzavamo la rete che utilizzavano tutti. Nel 2010 abbiamo, quindi, iniziato a costruire la nostra rete. Inizialmente l'abbiamo sviluppata in provincia di Brescia, poi nella Lombardia, sviluppando reti Fttc in diversi comuni, soprattutto dove Tim non aveva investito. Abbiamo puntato meno sulle città più grandi, concentrandoci nei comuni un po' più piccoli dove in alcuni casi riusciamo ad avere anche di più del 40% di quote di mercato. Ora stiamo dedicando tutti i nostri investimenti alla rete in ftth (fibra fino a casa), e stiamo già costruendo l'infrastruttura nelle aree grigie. Lo scorso anno Infratel ha fatto una consultazione con tutti gli operatori; noi abbiamo risposto, impegnandoci a coprire diversi comuni della Lombardia. Se poi arriveranno anche le gare per le aree grigie faremo la nostra parte e cercheremo di partecipare, ma intanto andiamo avanti.

Siete aperti a co-investimenti con altri operatori in progetti come quello di FiberCop?

Abbiamo visto la proposta di Tim, la stiamo analizzando, a brevissimo ci sarà un incontro con loro, siamo aperti alla collaborazione. Tutto quello che comporta crescita a noi ovviamente interessa. Non ci si dimentichi che gli operatori da sempre di fatto collaborano gioco forza quando si posa infrastruttura. Noi abbiamo già accordi che impropriamente potremmo chiamare di ‘scambio di infrastruttura' con tutti gli operatori delle tlc, a partire da Tim, Fastweb, Retelit, con quasi tutti operatori delle tlc. Noi compriamo da loro, loro comprano da noi, per cercare di ottimizzare gli investimenti e velocizzare gli sviluppi della rete.

Di recente è terminata la doppia due diligence sulla rete unica in fibra, un passo verso la realizzazione di questo progetto. Che cosa ne pensate?

Parlando a nome personale, mi permetto di dire che a volere la rete unica è soprattutto Telecom Italia. Tutti gli altri operatori non mi sembra facciano i salti di gioia per andare in questa direzione. La rete unica ci potrebbe pure stare, ma non la vedo benissimo con il controllo di una società che è verticalmente integrata. Pensare che possa, così com'è ora, beneficiare del Recovery Plan non mi convince molto. Altra cosa sarebbe se Tim volesse creare un soggetto wholesale only, in questo caso sarei abbastanza d'accordo. Aggiungo che con Tim abbiamo ottimi rapporti, è il nostro primo fornitore, cliente, ma è anche il nostro primo competitor.

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