Successo ambientalista

Pellicce messe al bando: Israele è il primo Paese a vietare la vendita

Utilizzo consentito solo per ricerca, istruzione e per motivi religiosi. Gli animalisti: «Una giornata storica: ora altri Paesi seguano l’esempio»

di Elena Comelli

(AdobeStock)

3' di lettura

Prima o poi ci si doveva arrivare. Il Covid-19 ha riportato alla ribalta anche in Europa il problema della produzione di pellicce, con l’abbattimento di milioni di visoni per i focolai di contagio negli allevamenti, ma il primo Paese al mondo a bandire la vendita di pellicce è Israele.

Il ministro dell’Ambiente del governo appena caduto, Gila Gamliel, si era impegnata l’anno scorso a rendere illegale la vendita di pellicce ed è proprio quello che ha fatto subito prima del cambio di governo: ha firmato un decreto, sostenuto dall’86% della popolazione, che la vieta.

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«L’industria delle pellicce provoca la morte di centinaia di milioni di animali in tutto il mondo e infligge crudeltà e sofferenze indescrivibili. Questa normativa renderà il mercato della moda israeliano più rispettoso dell’ambiente e molto più gentile con gli animali», ha detto Gamliel dopo la firma del decreto, che nel giro di tre mesi sarà pienamente operativo.

Rimangono, però, alcune eccezioni. L’utilizzo della pelliccia di animali resta consentito per «la ricerca scientifica, l’istruzione o per scopi e tradizioni religiose». Molti ebrei ortodossi, infatti, indossano cappelli di pelliccia durante lo Shabbat e nei giorni festivi e questa pratica rimarrà protetta, sollevando molte polemiche fra gli animalisti, anche se ormai la maggior parte di questi cappelli sono fatti di pelliccia sintetica.

La Società israeliana per la protezione degli animali ha dichiarato che l’uso dei cappelli di pelliccia è «un modo primitivo di praticare l’ebraismo, causando così tanto dolore agli animali». Senza questo dettaglio, però, è improbabile che il regolamento sarebbe passato in consiglio dei ministri.

La decisione del governo israeliano è stata festeggiata dalle associazioni per la difesa degli animali come un passo storico. Così l’ha definita Claire Bass, di Humane Society International: «Una giornata davvero storica per la protezione degli animali».

L’International Anti-Fur Coalition sta lavorando per un divieto alle vendite delle pelliccia dal 2009 e quindi ha accolto la notizia come una vittoria a lungo combattuta. Jane Halevy, fondatrice di Iafc, ha dichiarato in un comunicato stampa: «Niente è più forte di un’idea il cui tempo è arrivato. Uccidere animali per usarne la pelliccia dovrebbe diventare illegale ovunque: è giunto il momento che i governi di tutto il mondo vietino la vendita di pellicce».

Nel 2019, la California è diventata il primo Stato degli Stati Uniti a vietare la vendita di prodotti in pelliccia, che entrerà in vigore nel 2023, ma Israele è il primo a farlo come un intero Paese. L’allevamento di animali da pelliccia è in fase di eliminazione graduale in diversi Paesi d’Europa, ma in nessun Paese europeo è mai stata vietata la vendita di pellicce.

Il problema è molto sentito anche nel mondo della moda, tanto che alcuni marchi, tra cui Prada, Gucci e Versace, si sono impegnati a smettere di vendere pellicce.

Ogni anno, circa cento milioni di animali vengono uccisi in allevamenti intensivi di animali da pelliccia appositamente per fornire all’industria della moda non solo pellicce tradizionali, ma soprattutto finiture in vera pelliccia per giacche con il cappuccio e pompon in vera pelliccia usati su cappelli, guanti, scarponcini e una gamma di altri vestiti e accessori.

Si stima che circa la metà di tutti gli animali allevati per la loro pelliccia vengano uccisi per soddisfare il mercato delle finiture in pelliccia.

La Cina e l’Unione Europea sono i più coinvolti in questa mattanza. In Cina nel 2019 sono stati uccisi oltre 50 milioni di animali da pelliccia (20,7 milioni di visoni, 17,3 milioni di volpi e 12,3 milioni di cani procioni, una specie di volpe indigena dell’Estremo Oriente). Nella Ue sono stati quasi 38 milioni (34,7 milioni di visoni, 2,7 milioni di volpi, 166.000 cani procioni e 227.000 cincillà). Negli Usa 3,1 milioni e in Canada 1,8 milioni, soprattutto visoni.

Oltre all’allevamento, un numero enorme di animali selvatici viene catturato e ucciso per la pelliccia in natura, soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e in Russia. Nel 2018, più di 3 milioni di animali sono stati uccisi per le loro pellicce in Nord America.

In Europa, l’allevamento di animali da pelliccia è stato vietato in Austria, Bosnia, Croazia, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Macedonia, Serbia, Slovenia, Regno Unito ed è in fase di eliminazione in Francia, Belgio e Danimarca. Nei Paesi Bassi doveva entrare in vigore nel 2024, ma è stato anrticipato all’anno scorso dopo i focolai di Covid-19 scoperti negli allevamenti. In Germania (dal 2022), Svezia e Svizzera i requisiti di benessere negli allevamenti di animali da pelliccia sono stati talmente elevati da renderli non competitivi. Irlanda, Polonia, Lituania e Ucraina stanno attualmente valutando una legislazione sul divieto di allevamenti.

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