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Pena di morte, dopo 16 anni negli Usa tornano le esecuzioni federali

Il Ministro della Giustizia William Barr ha ordinato che cinque condannati vengano messi a morte nel giro dei prossimi mesi

di Marco Valsania


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3' di lettura

New York - Tornano le esecuzioni per mano del governo federale negli Stati Uniti. Dopo sedici anni senza che una pena capitale fosse portata a termine, il Ministro della Giustizia William Barr ha ordinato che cinque condannati vengano messi a morte nel giro dei prossimi mesi.
La pena capitale negli Stati Uniti è rientrata in vigore a livello federale dal 1988, dopo che la Corte Suprema l'aveva nei fatti messa al bando ovunque nel 1972 - e procuratori federali l’hanno chiesta in casi particolari quali massacri razzisti e attentati come le bombe alla maratona di Boston. Il governo federale aveva però nei fatti mantenuto una moratoria dal 2003 a oggi. Dal 1963, inoltre, secondo il Death Penalty Information Center soltanto tre condannati sono stati messi effettivamente a morte dalle autorita' federali, un totale che verrà superato rapidamente dalla scelta di Barr.

Sotto l'amministrazione di Donald Trump la pausa nelle esecuzioni federali finisce bruscamente: i cinque condannati verranno messi a morte tra inizio dicembre e metà gennaio, se non ci saranno rinvii in extremis. Le condanne verranno eseguite nel penitenziario federale di Terre Haute in Indiana. Le pena di morte ha continuato invece a essere portata avanti senza interruzioni in anni recenti a livello statale, con oltre 200 esecuzioni in 14 stati dal 2010. Ventinove stati hanno ad oggi la pena capitale nel paese; 21 l'hanno abolita. Gli Stati Uniti hanno complessivamente messo a morte 25 persone nel 2018, settimo paesi al mondo in questa classifica e unico tra le grandi potenze occidentali. Dal rientro in vigore, a livello statale avvenuto dal 1977, ben 7.800 persone sono state condannate a morte nei diversi tribunali e 1.500 sono sentenze sono state eseguite.
«Sotto amministrazioni di entrambi i partiti, il Dipartimento della Giustizia ha cercato la pena capitale contro i peggiori criminali, inclusi questi cinque assassini - ha detto Barr -. Il Dipartimento è tenuto all'applicazione della legge e dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie il rispetto delle sentenza imposta dal nostro sistema di giustizia».
Barr ha aggiunto che i cinque hanno esaurito ogni procedura di appello. E ha ordinato la modifica del cocktail in passato usato e che sarà sostituito da un solo farmaco letale, il pentobarbital, che in elevate dosi causa arresti respiratori. Questa soluzione è stata adottata da alcuni stati davanti alla carenza di altri farmaci per il cocktail letale tradizionale, tra cui l’anestetico tiopental sodico. La carenza è cominciata nel 2010 per effetto di polemiche sul loro uso nelle iniezioni letali che spinse aziende globali a interrompere le forniture.

Nel 2014 l’allora Presidente Barack Obama ordinò un esame di farmaci usati al posto del tiopental dopo il tragico fallimento di una esecuzione in Oklahoma, durata 43 minuti.
Tra i cinque adesso avviati alla sentenza capitale, uno dei condannati è militante di una organizzazione suprematista bianca condannato per l’eccidio di una famiglie di tre persone compreso un bambino di otto anni; un secondo ha ammazzato a pugnalate un'anziana signora; un terzo ha stuprato e ucciso una ragazzina di sedici anni; un quarto ha molestato e picchiato a morte la figlia di due anni; l'ultimo ha massacrato una famiglia di cinque persone tra cui due bambine d cinque e sei anni.
Il sostegno dell’opinione pubblica alla pena di morte è da anni in declino negli Stati Uniti, con l'aumento delle polemiche sulla sua costituzionalità oltre che efficacia e moralità. Ma stando a Gallup una maggioranza ancora la sostiene nei casi di omicidio, con un margine di 56% a 41 per cento. Negli anni Novanta l’80% degli americani la sosteneva e solo il 14% era contrario.

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