il vice presidente Usa

Pence a Roma incontra Mattarella e Conte: confronto su Iran, Iraq, Libia e dazi

Non è escluso che da parte americana si possa sollevare la questione della web tax sulle grandi società americane del settore digitale

di Gerardo Pelosi

I leader del mondo a Gerusalemme per ricordare la Shoah

Non è escluso che da parte americana si possa sollevare la questione della web tax sulle grandi società americane del settore digitale


4' di lettura

Il vicepresidente americano, Mike Pence, arriverà questa mattina a Roma proveniente da Gerusalemme . Alle 10 e 30 sarà in Vaticano per l'udienza con Papa Francesco e una successivo colloquio con il Segretario di Stato, Pietro Parolin. Nel pomeriggio il numero due di Trump salirà al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e poi, alle 17, a Palazzo Chigi avrà un colloquio di circa un'ora con il premier, Giuseppe Conte.

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Buone relazioni bilaterali
Per preparare al meglio la visita il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, ieri ha incontrato l'ambasciatore americano a Roma, Lewis Michael Eisenberg. In una nota si fa riferimento alle buone relazioni bilaterali e si sottolinea l'importanza di mantenere saldi i legami tra i due Paesi. I problemi dell'attualità internazionale a cominciare dalla stabilità delMediterraneo e dalla crisi libica saranno al centro dei colloqui di Pence con le autorità italiane ma non è escluso che si affronti anche la questione dei dazi e forse anche della web tax.

Libia: Conte chiederà a Pence un sostegno a Berlino
La fragile tregua che ha fatto seguito alla conferenza di Berlino di domenica 19 gennaio ha ora bisogno del sostegno della comunità internazionale e soprattutto dei principali attori a cominciare dagli Stati Uniti. È quanto Mattarella e Conte ricorderanno a Pence sostenendo soprattutto la necessità che Washington svolga un ruolo preciso su Egitto ed Emirati per convincere Haftar a rispettare la tregua e revocare il blocco dei terminal petroliferi che rischiano di far crollare la produzione del greggio da 1,2 milioni di barili al giorno a 72mila.

Iran e Iraq: Italia conferma impegni ma chiede più concertazione
Nella coalizione per la lotta a Daesh l’Italia - ribadiranno sia Mattarella che Conte – ha intenzione di mantenere tutti i suoi impegni confermando (come ribadito due giorni fa anche dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini in visita in Iraq) la presenza sul terreno in Iraq. Pence spiegherà la posizione americana anche alla luce della nuova proposta Usa per un accordo di pace in Medio Oriente che verrà reso noto da Donald Trump a Benjamin Netanyahu la settimana prossima a Washington.

Roma: serve più coordinamento
La richiesta italiana, esplicitata già all'indomani dell'attacco contro il generale iraniano Souleimani a Baghdad, è quella di arrivare a forme di maggiore coordinamento tra i comandanti militari sul terreno e poi a livello politico tra i due Paesi. Per l'Italia, infatti, è prioritario garantire la sicurezza dei circa 900 uomini che si trovano attualmente tra Baghdad ed Erbil, secondo più grande contingente dopo quello statunitense. Concetti che Conte ribadirà questa sera anche al presidente dell'Iraq, Baham Salih con il quale ci sarà uno scambio di valutazioni sulla situazione nel Paese anche alla luce delle novità intervenute sul fronte politico e parlamentare.

Dazi, il negoziato europeo
In prima battuta il negoziato sui dazi è europeo. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, appare ottimista e ieri al World Economic Forum di Davos ha riferito di «avere avuto una conversazione molto buona con Trump» e di aspettarsi «nel giro di poche settimane un accordo che potremo firmare insieme riguardante il commercio, la tecnologia e l'energia». Nello stesso tempo anche la Bce, per voce della presidente, Christine Lagarde, «monitorerà con grande attenzione le vicende sul commercio internazionale». Mattarella e Conte diranno a Pence che l'Italia confida in un accordo europeo.

L'Italia punta ad evitare dazi sul vino nel secondo set
Sul piano bilaterale, poi, Conte chiederà che si eviti un secondo set di dazi che rischiano di colpire in modo pesante il vino italiano, in particolare quello destinato all'esportazione. L'Italia, si fa notare, si vedrebbe colpita senza avere preso parte al consorzio Airbus da cui i dazi sono originati ed è stato, tra l'altro, l'unico Paese Ue ad avere adottato una legislazione molto severa sull'introduzione sperimentale del 5G come richiesto dagli americani. Senza contare che misure come quelle di dazi mirati su prodotti italiani rischiano di alimentare un sentimento antiamericano già in parte diffuso nell'opinione pubblica ma non estraneo neppure ad alcuni settori del Parlamento.

Web tax: in Italia scatta solo se manca decisione Ocse
Non è escluso che da parte americana si possa sollevare la questione della web tax sulle grandi società americane del settore digitale. Conte spiegherà che a differenza di altri Paesi europei come la Francia in Italia le misure scatteranno solo dopo 14 mesi e se nel frattempo vi sarà una decisione dell'Ocse il nostro Paese vi si adeguerà automaticamente. L'Italia, ha ricordato ieri il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a Davos punta a un accordo globale per la webtax, ma in assenza di questo accordo scatterà la tassazione italiana a partire dal febbraio 2021. La Francia ha invece annunciato che a fronte della decisione Ocse ci sarà una sospensione delle misure già prese.

Per saperne di più:
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