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Pendolari, ecco le dieci linee ferroviarie peggiori d’Italia

In testa alla classifica di Legambiente si confermano l'ex Circumvesuviana (Eav), la Roma Nord-Viterbo e la Roma-Ostia Lido dell’Atac

di Nicoletta Cottone

Pendolari: ecco le dieci linee ferroviarie peggiori d'Italia

In testa alla classifica di Legambiente si confermano l'ex Circumvesuviana (Eav), la Roma Nord-Viterbo e la Roma-Ostia Lido dell’Atac


4' di lettura

Le linee ferroviarie più odiate dai pendolari? Si confermano l’ex Circumvesuviana (Eav), la Roma Nord-Viterbo e la Roma-Ostia Lido dell’Atac. Lo attesta l’anticipazione del dossier Pendolaria di Legambiente. Un report che racconta il cambiamento, in termini di quantità e qualità, dei treni in circolazione e gli effetti sulla vita dei pendolari del Paese che, da Nord a Sud, affrontano ogni giorno molti disagi. In alcune zone del Paese, anno dopo anno - si legge nel report - si riducono i treni e si allungano i tempi di percorrenza, con la conseguenza che sempre più pendolari abbandonano treni sempre più affollati, vecchi e sottoposti a continue cancellazioni. E così ci si sposta in auto o con il pullman con chiare ripercussioni sull’inquinamento delle città.

LE DIECI LINEE PENDOLARI PEGGIORI
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Linee peggiori al Nord come al Sud
Le dieci linee peggiori nel complesso coinvolgono oltre 3 milioni di pendolari, con tratte ferroviarie in tutta la Penisola.

Le peggiori sono le ex Circumvesuviane (Eav). Tagli ai servizi, materiale rotabile vecchio, guasti frequenti. Passeggeri diminuiti del 22%.

Seconda peggiore è la Roma Nord-Viterbo (Atac): stazioni degradate, materiale rotabile vecchio, infrastruttura. La velocità media è 39 km/h.

Terza la Roma San Paolo-Lido di Ostia (Atac): materiale rotabile vecchio, guasti frequenti, soppressione di corse. Dal 2015 a oggi 9 treni in meno.

Quarta è la Milano-Chiasso (Trenord): sovraffollamento dei treni, ritardi e soppressioni. Tra Seregno e Milano, 80mila passeggeri al giorno.

Quinta la Terni-Sansepolcro (Fcu): problemi all'infrastruttura, lentezza dei treni. I lavori di ammodernamento sono in ritardo di 2,5 anni.

Sesta la Agrigento-Palermo (Trenitalia): sovraffollamento e offerta dei treni insufficiente. Qui il treno non è competitivo con le autolinee.

Settima è la Battipaglia-Potenza-Metaponto (Rfi). Infrastruttura, lentezza dei treni, lunghi orari di percorrenza: un'ora e 50 per 120 km.

Ottava la Genova-Arquata Scrivia (Rfi, Trenitalia). Infrastruttura e offerta di treni insufficiente: 48 km su 63 di binario unico.

Nona la Torino-Ivrea-Aosta (Rfi, Trenitalia): sovraffollamento dei treni e infrastruttura. Tra Quincinetto e Chivasso 49 passaggi a livello: uno ogni km.

Decima la Verona-Rovigo (Sistemi territoriali): materiale rotabile vecchio e offerta di treni insufficiente. Taglio estivo di 7 corse giornaliere.

Le richieste di Legambiente
«Il rilancio della mobilità su ferro nelle città e la condizione che vivono i pendolari devono diventare una priorità dell’agenda politica nazionale. Oggi questo purtroppo non avviene», sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.

Zanchini lancia una serie di sollecitazioni all’azione alla ministra dei Trasporti Paola De Micheli: «dedicare ai pendolari almeno la stessa attenzione che ha messo in questi mesi per il rilancio dei cantieri delle grandi opere. Servono risorse – e purtroppo in legge di Bilancio non ci sono ne per aumentare i treni pendolari ne per compararne di nuovi - ma anche scelte radicali e a costo zero a difesa di centinaia di migliaia di persone che ogni giorno prendono il treno in situazioni di degrado inaccettabili».

Sottolinea l’inaccettabile situazione che si vive da dieci anni sulle tre linee peggiori d’Italia, li collegai drastici tagli operati e alla disattenzione al servizio. Ricorda che il numero di passeggeri è diminuito fino al 30%. Alla ministra viene chiesto di «esercitare un vero potere di controllo, verifica e intervento rispetto alle situazioni di più grave disagio, e quando la situazione è come a Roma e a Napoli commissariando le aziende».

Si riduce l’età dei treni in circolazione
Si riduce l'età dei treni in circolazione. É in atto un processo di dismissione dei convogli più vecchi in molte regioni, con l'età media arrivata a 15,4 anni rispetto al 2017 (quando il dato era di 16,8), grazie al trend iniziato negli scorsi anni con l’immissione di nuovi convogli da parte di Trenitalia. Il miglioramento si registra soprattutto al Nord e al Centro, dove è diminuita l'età media e il numero di treni con più di quindici anni di età per l'immissione di nuovi convogli. In Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna la situazione migliorerà nei prossimi anni grazie agli investimenti programmati nei Contratti di Servizio con Trenitalia. In Campania nonostante gli investimenti in corso, l'età media rimane alta (19,7 anni) soprattutto a causa dell'anzianità del parco rotabile di Eav (ex Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst). Identica situazione si registra nel Lazio, «dove sono sempre più evidenti le differenze tra la penosa condizione dei mezzi Atac e quelli delle linee Fl frequentate dai convogli Trenitalia».

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I pendolari aumentano molto più dei treni
Il report registra che negli ultimi dieci anni i pendolari sono aumentati passando da 2,7 a 2,9 milioni sui treni regionali (+7%), mentre il numero di treni in circolazione nelle regioni è aumentato solo dell'1,1%. «Dobbiamo mettere più treni e rinnovare il parco circolante se vogliamo convincere le persone a scegliere la mobilità sostenibile», ha sottolineato Zanchini, ricordando che nella legge di Bilancio all’esame del Parlamento non sono previste risorse aggiuntive per potenziare il servizio o per acquistare treni per i pendolari. «Se si vuole puntare davvero a un green new deal come annunciato dal Governo Conte occorre rilanciare una cura del ferro nel nostro Paese. La priorità dovrebbe essere di partire dal recupero dei tagli alle risorse avvenuto rispetto a 10 anni fa. Dal 2009, infatti, le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 21,5%. Una scelta che ha avuto come conseguenze tagli e disagi che i pendolari vivono ogni giorno ».

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