Previdenza

Pensione di reversibilità al coniuge separato senza assegno alimentare

Le nuove istruzioni operative sono state diramate dall’Inps con la circolare 19/2022

di Fabio Venanzi

(Fotolive)

2' di lettura

Il coniuge separato con addebito, non titolare di assegno alimentare, ha diritto alla pensione di reversibilità, in qualità di coniuge superstite. Le nuove istruzioni operative sono state diramate dall’Inps con la circolare 19/2022.

Secondo il precedente orientamento dell’istituto previdenziale, il coniuge separato aveva diritto alla pensione ai superstiti, ma, nel caso di separazione, lo stesso aveva diritto al trattamento indiretto/di reversibilità soltanto se titolare di assegno alimentare. Pertanto, solo se il coniuge deceduto era tenuto a corrispondere gli alimenti a quello separato, quest'ultimo aveva diritto a vedersi riconoscere il diritto alla pensione ai superstiti.

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Tuttavia il costante orientamento della Corte di cassazione, aderendo ai principi affermati dalla Corte costituzionale, è quello di ritenere che non sussiste alcuna differenza di trattamento per il coniuge separato in ragione del titolo della separazione. Infatti, il coniuge superstite ha diritto al trattamento pensionistico in virtù dell’esistenza del rapporto coniugale con il defunto, già pensionato o assicurato. Con le sentenze 2606/2018 e 7464/2019, la Cassazione – nel solco dei precedenti orientamenti – ha confermato che il coniuge separato con addebito e senza assegno alimentare ha comunque diritto alla pensione ai superstiti.

Equiparazione al coniuge superstite

A fronte di ciò, l’Inps ha rivisto la propria posizione prevedendo che il coniuge separato con addebito o per colpa, senza diritto agli alimenti, è equiparato al coniuge superstite con diritto al trattamento di reversibilità. Il separato cessa dal diritto al trattamento, se passa a nuove nozze. In tale caso, ha diritto a un assegno pari a due annualità della pensione, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio.

Le domande di pensione presentate dai coniugi superstiti, nonché quelle giacenti, dovranno essere definite in base al nuovo orientamento.

Tuttavia, nella ipotesi in cui la pensione ai superstiti sia stata liquidata ad altre categorie di persone, il cui diritto risulti concorrente (come i figli), o incompatibile (fratelli, sorelle, genitori) con quello del coniuge superstite separato, il riconoscimento in favore di quest’ultimo, a seguito di presentazione di domanda, comporterà il ricalcolo o la revoca della pensione già liquidata, con effetto della decorrenza originaria. Non si procederà al recupero delle somme corrisposte.

Nelle ipotesi di giudizi in corso, si procederà al pagamento delle somme, nei limiti della prescrizione quinquennale, da calcolarsi a ritroso rispetto alla data della domanda di iniziale di liquidazione della prestazione, presentata dagli aventi diritto.

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