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Pensioni, in 5 milioni la ritirano in posta e solo 2 anziani su 3 hanno una card

Secondo Bankitalia il piano del governo potrebbe aumentare del 10% i pagamenti digitali. Ma il 43% dei pensionati fa la spesa in contanti e ci sono ancora 272mila anziani che ritirano le loro mini-pensioni in contanti allo sportello bancario o postale

di Davide Colombo


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(pix4U - stock.adobe.com)

4' di lettura

Il piano del governo per ridurre l’uso del contante riguarderà da vicino il popolo dei pensionati, sicuramente i meno avvezzi agli strumenti di pagamento più innovativi. L’uso del cash è progressivamente diminuito negli ultimi anni ma restiamo al top in Europa. Secondo un recentissimo studio Bce, nel nostro Paese il valore delle transazioni con carte di pagamento è attorno al 30%, contro il 45% della Germania e il 70% della Francia.

Mentre l’ultimo report di Bankitalia sulle economie regionali rivela che il ritardo nel confronto internazionale, se è comune a tutte le macroaree del Paese, è ancor più accentuato nel Mezzogiorno dove, nel 2018, ciascun residente ha effettuato solo poco più di 60 operazioni con strumenti diversi dal contante (bonifici, assegni, carte di pagamento e disposizioni di incasso), a fronte di circa 140 transazioni pro capite nel Centro Nord. E i pensionati, naturalmente, sono i più in ritardo.

Pensionati con card, solo il 67%
Guardando alle serie storiche delle Indagini sui bilanci delle famiglie di Bankitalia si apprende che nel 2016 i pensionati in possesso di almeno una card erano il 67% (dieci anni prima, nel 2006, arrivavano appena al 40%) contro l’86% dei non pensionati. Nel 1993 la distanza tra pensionati e non-pensionati con una carta di pagamento era del 30%, nel 2016 è scesa al 20%. Per dare un dato più puntuale: nel 2016 gli under 30 con una carta di pagamento erano l’89%, gli over 65enni si fermavano al 64%. Sono dati riferiti ai capifamiglia, dunque un'approssimazione dei comportamenti individuali. Tanto è vero che per i non pensionati nel 2016 la quota della spesa fatta pagando in contante era il 37% contro il 43% dei pensionati.

Cinque milioni incassano la pensione in Posta
Un altro insieme di dati interessanti, passando dalle modalità di spesa a quelle di incasso della pensione, ce li offre l’Inps. Più di 5,2 milioni di pensionati riscuotono in Posta, mentre 10,3 milioni lo fanno in banca, dove ricevono l’accredito sul conto corrente. Coloro che ancor oggi vanno allo sportello per ritirare l'intera pensione in contanti sono appena 272mila (215mila agli sportelli postali e 57mila in banca). Questi ultimi dati di fonte amministrativa sono riferiti ai mesi di giugno-novembre 2019. È una frazione molto piccola se si tiene conto del fatto che 5,4 milioni di pensioni non superano i 500 euro mentre 8,6 milioni non arriva a mille euro al mese.

Come si ricorderà la legge 214 del 2011 ha vincolato la possibilità di incassare in contante la pensione solo per gli importi ordinari inferiori a mille euro. In quell’anno il governo Monti fissò la stessa soglia per i trasferimenti in contante generalizzati, soglia che è poi stata portata a 3mila euro. Ora la legge di Bilancio 2020 prevede di fare ridiscendere questo limite a 2mila euro a metà del prossimo anno e riportarlo a mille euro all'inizio del 2022.

Solo su card 120mila pensioni di cittadinanza
Ma torniamo ai pensionati. Gli oltre tre milioni che ricevono la pensione sul libretto postale la possono utilizzare con l’associata card elettronica che permette di effettuare prelievi o versamenti agli ATM Postamat oppure utilizzarla direttamente come Bancomat nei negozi. Mentre circa 39mila pensionati utilizza la carta Poste Pay. In banca, invece, c'è ancora una curiosa tribù (circa 11mila pensionati) che ritira con un assegno il mensile dell'Inps.

Discorso a parte va fatto per i 120.703 nuclei familiari che a ottobre hanno incassato una pensione di cittadinanza (importo medio 216 euro). Per utilizzare questo finanziamento che integra altre pensioni assistenziali o previdenziali c'è la stessa carta di pagamento del Reddito di cittadinanza, dunque uno strumento che consente pagamenti totalmente tracciati.

Si può migliorare ma la cashless society resta un miraggio
In sede di audizione parlamentare sulla manovra, Bankitalia ha promosso le misure per incentivare i pagamenti cashless. Ma il vicedirettore generale Luigi Federico Signorini ha anche invitato il legislatore ad adottare norma applicative il più possibile “semplici e chiare” per evitare “qualsiasi appesantimento burocratico per le parti coinvolte”.

Una maggiore diffusione della moneta elettronica andrà a beneficio di tutti: consumatori, fornitori di beni e servizi, banche e altre istituzioni finanziarie. «È tuttavia importante – ha aggiunto Signorini – che i gestori delle reti di pagamento investano risorse adeguate per l'innovazione tecnologica».

Secondo le analisi di palazzo Koch dall’insieme degli incentivi messi in campo (dal credito d'imposta del 30% sulle commissioni per gli esercenti al vincolo sulle detrazioni al 19% per i consumatori fino al cash back) ci si può attendere un aumento delle transazioni elettroniche dell’ordine del 10 per cento. Se si centrasse l’obiettivo ci avvicineremmo perlomeno alle medie della Germania, paese tradizionalmente ancora molto legato al contante. Si può fare di più ma è meglio cominciare con obiettivi modesti e non cambiare i piani in corso d’opera, come s'è fatto negli ultimi anni con il su e giù della soglia massima all'uso del cash.

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