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Pensioni, Baretta: «Riconoscere l’alternanza scuola-lavoro»


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(ANSA)

2' di lettura

Dopo il riscatto gratuito della laurea per i Millenials ora la proposta di riconoscere l’alternanza scuola-lavoro come condizione lavorativa. La proposta è stata lanciata dal sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, ospite questa mattina di “Ma cos'è questa estate” di Elisabetta Fiorito su Radio 24.

Costi proibitivi per il riscatto della laurea
«Perché la parte dell’alternanza relativa al lavoro non dovrebbe essere riconosciuta come condizione lavorativa?», ha detto il sottosegretario.

«Non c’è dubbio - ha ricordato - che oggi il riscatto della laurea costi in modo proibitivo. Vogliamo tenerne conto e provare ad andare incontro soprattutto alle persone giovani, partendo da loro? Sono quelle che più difficilmente incrociano immediatamente il mercato del lavoro e quindi potrebbero avere una difficoltà a costruirsi una pensione».

Perché la parte dell’alternanza relativa al lavoro non dovrebbe essere riconosciuta come condizione lavorativa?

Studi universitari come apprendistato
Secondo il sottosegretario Baretta l'evoluzione del mondo del lavoro «è così forte e tumultuosa che pensare che la partecipazione al lavoro inizi formalmente quando si prende il primo stipendio, che talvolta è anche molto spostato in avanti nel tempo, potrebbe consigliare a riflettere in chiave strategica sul fatto che anche gli studi universitari possono essere considerati una specie di apprendistato all'attività lavorativa».

Il riscatto della laurea è uno dei percorsi che vanno inseriti

Per il sottosegretario si tratta «di avere una concezione più ampia dell'idea di lavoro comprendendo anche in questo caso una parte della vita di studio e dopodiché le soluzioni si trovano, sono molte le possibilità di studiare soluzioni. Non si tratta di mettersi in un'ottica “o questo o niente”, ma si tratta di dire nel campo dell'assunzione della priorità giovani e la priorità di tutto è offrire loro lavoro, valutare l'intera condizione. Il riscatto della laurea è uno dei percorsi che vanno inseriti».

Favorire l’accesso alle università alle classi meno abbienti
Secondo il sottosegretario all’Economia bisognerebbe favorire l’accesso all’Università anche alle classi meno agiate. «Tutte le forme che vanno in questa direzione vanno studiate e in qualche modo favorite. Pensiamo alle tasse universitarie: una parte di queste potrebbero essere dedicate a una copertura figurativa del percorso previdenziale. La carriera previdenziale deve essere una carriera unica nella vita. Abbiamo ancora degli intoppi sul fatto che se uno cambia attività lavorativa fa fatica anche a ricongiungere i contributi: oltre che costare molto la laurea, costano molto anche le ricongiunzioni. Non c’è solo l’età pensionabile quando si parla di pensioni».

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