Il focus

Pensioni, Boeri: manovra fa aumentare debito implicito

di Mauro Pizzin

Tito Boeri, presidente dell’Inps

2' di lettura

La manovra pensionistica contenuta nella legge di bilancio per il 2017 fa aumentare il debito implicito e, come tale, scarica gli oneri finanziari sulle generazioni future. Nel corso del suo intervento al convegno “Tuttopensioni”, organizzato dal Sole 24 Ore, non ha usato mezzi termini il presidente dell'Inps, Tito Boeri, nel battezzare le novità contenute nella legge 232/16 : «Nell'ambito del sistema pensionistico rimangono forti iniquità e differenze di trattamento macroscopiche anche nell'ambito della stessa generazione – ha sintetizzato Boeri – sulle quali fin qui non si è intervenuti». E dire che l'approccio iniziale al tema da parte del presidente dell'Istituto era stato, per così dire, soft.

«Nell'ambito del sistema pensionistico rimangono forti iniquità e differenze di trattamento macroscopiche anche nell'ambito della stessa generazione»

«Dopo anni d'inasprimento dei requisiti pensionistici e al termine della più grande crisi economica italiana, pesante specie per la disoccupazione giovanile – aveva detto – arriva un intervento ad ampio raggio che va dall'estensione della platea dei pensionati aventi diritto alla quattordicesima all'ammorbidimento dei requisiti per usuranti e precoci, dall'estensione dell'opzione donna all'introduzione dell'Ape sociale e volontario. Si tratta di forme di flessibilità per le quali riteniamo che ci sarà fortissimo interesse e un'altrettanto forte domanda di informazione, per la quale in parte ci siamo già attrezzati».

Loading...

Su questo fronte Boeri ha parlato di un «doppio sforzo» nel fornire sia informazioni individuali ai lavoratori interessati , sia informazioni ad ampio raggio per contribuenti e decisori. «Sul primo punto – ha precisato Boeri – abbiamo lavorato molto bene con i sindacati per stilare un “kit informativo” con linguaggio comprensibile al vasto pubblico che è già presente ora sul sito internet attuale dell'Istituto e tra una sessantina di giorni circa su quello nuovo che stiamo predisponendo. Si tratta di un kit che verrà aggiornato costantemente alla luce dei prossimi decreti attuativi».

L'altro perno informativo sarà costituito dalla cosiddetta “busta arancione”, destinata a fornire l'esatta posizione previdenziale dei lavoratori. Le novità, su questo fronte, riguarderanno soprattutto i soggetti potenzialmente interessati dall'Ape. «Riceveranno la busta – ha detto il presidente dell'Inps – le persone che hanno già compiuto 63 anni o li compiranno entro fine 2017 e con almeno 20 anni raggiunti oggi o entro fine: un platea di circa 150mila persone».Poi il passaggio sul valore complessivo dell'intervento governativo, giudicato in termini, come detto, piuttosto severi.

«La manovra aumenta la generosità di trattamenti su categorie che hanno già fruito di trattamenti più vantaggiosi di chi li fruirà in futuro», ha rimarcato Boeri, che ha poi solo in parte corretto il tiro sottolineando, nell'ambito di un confronto con il consigliere economico della presidenza del Consiglio, Stefano Patriarca, di non essersi riferito al cosiddetto anticipo pensionistico. Per quest'ultimo, invece, nella legge di bilancio «ci sono forti elementi di equità, visto che si è deciso di fare un'operazione selettiva di sostegno alle situazioni di maggiori difficoltà sul lavoro. L'Ape volontario, del resto – ha sostenuto Patriarca – non è un anticipo pensionistico ma finanziario, mentre quello sociale non è una pensione, ma un intervento assistenziale a carico della fiscalità generale. Fino ad oggi in situazioni simili lo strumento usato era il prepensionamento. L’Ape sociale non fa questo, ma dice che chi ha perso il lavoro, chi fa lavori gravosi, chi ha infermità personali, può
avere una indennità commisurata».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti